Starglider II – Bombe, balene, alieni e rivoluzione

starglider IIuno dei maggiori esponenti della rivoluzione 3D e del modello di gioco open-world.

 

 

Aliante stellare II

starglider IIEra il 1988 quando Starglider II fece la sua comparsa. Il titolo fù sviluppato da Argonaut Software e pubblicato da Rainbird Software per Amiga, Atari ST, ZX Spectrum, Ms-DOs e Mac OS. Lo acquistai qualche tempo dopo il rilascio e per me rimane una delle pietre miliari dei simulatori spaziali.

Seguito di Starglider, Starglider II espande e migliora il gameplay del predecessore oltre che implementare una grafica 3D a poligoni “pieni” invece di utilizzare modelli in wireframe, caratteristica che però rimarrà implementata nelle versioni a 8bit.

In Starglider II saremo sempre alle prese con i temibili Ergon, razza aliena che nel primo titolo ha tentato di invadere il nostro pianeta, Novenia. Questa volta gli Ergon stanno costruendo un’ enorme stazione spaziale che fungerà anche come arma di distruzione.

Saremo quindi chiamati nuovamente all’ azione per cercare di distruggere l’ imminente minaccia.

A bordo dell’ Icarus il nostro compito sarà quello di recuperare i componenti e il personale necessario alla costruzione di un grande ordigno nucleare, ordigno che sarà utilizzato per distruggere la stazione spaziale dei nemici.

Ed è qui che viene il bello.

Un mondo in pochi Kb

Starglider II propone una formula di gioco open world dove sarà possibile esplorare liberamente tutti i pianeti del sistema in cui ci troviamo. Il gameplay risulta quindi libero e senza binari, se non per il fatto che la minaccia è sempre ben presente e non avremo il tempo di gironzolare senza meta. Sarà possibile interagire con ogni cosa ci si presenti davanti e la parte esplorativa riserverà molte sorprese che doneranno dinamicità al gioco.

starglidstarglider IIer IIAltra caratteristica eccezionale di Starglider II è che mentre noi saremo lanciati nell’ esplorazione di pianeti, i nostri nemici continueranno in tempo reale a lavorare al loro piano creando così l’ urgenza di recuperare tutto il necessario nel più breve tempo possibile.

La mia personale esperienza con Starglider II è stata piuttosto travagliata. Rimasi interdetto, quasi scoraggiato, durante i primi approcci in quanto il gioco presenta molti comandi da ricordarsi, comandi che combinati al modello di gameplay richiedevano molta pratica. Raggio traente, analisi audio dell’ ambiente, stardrive ( una sorta di salto a curvatura ), diverse modalità di vista della cabina di pilotaggio oltre che diverse angolazioni di vista. D’ altronde si parla di un simulatore e non di uno shooter game, senza contare che è completamente in inglese.

Ma visto che ero totalmente affascinato dal gioco mi dedicai caparbiamente nel dominare la bestia e con somma soddisfazione ebbi la meglio.

Durante le prime partite esploravo in maniera ciclica il pianeta iniziale. Non sapevo che puntando in alto si poteva attraversare l’atmosfera e trovarsi a navigare nello spazio, potendo raggiungere altri pianeti.

starglider IILa prima volta che questo accadde rimasi folgorato. Non credevo ai miei occhi. Cavolo…. ero nello spazio, libero e senza mete precise da raggiungere. Una sensazione di libertà assoluta condita da stupore e mistero che prima di quel momento non avevo mai provato in un gioco. Tutta questa libertà è poi trasposta sulla superfice dei pianeti, pianeti che a loro volta propongono diverse sfide, come il dover infilarsi nelle enormi caverne alla ricerca di componenti.

Ma lo stupore non finì qui. Per ricaricare l’energia della nostra astronave bisogna porsi in punto preciso nell’ atmosfera della stella madre ( una sorta di sole ) in quanto se si è troppo vicini alla stella si rischia il surriscaldamento mentre se si è troppo lontani non si riesce ad acquisire energia.

Inoltre non dimenticherò mai le balene spaziali. Si avete letto bene… balene che fluttuano nelle atmosfere dei pianeti. Un delizioso immaginario onirico che prende spunto dalle visioni psichedeliche deli anni ’60/’70.

Capite bene che tutto questo potpourri di situazioni ed elementi non può che creare assuefazione videoludica.

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La base del cambiamento

Starglider II è un gioco difficile. Lo era allora e lo è anche oggi. Costruire la bomba è un’ impresa che richiede molta dedizione ma vi assicuro che portare a termine la missione è qualcosa che vi renderà fieri del vostro operato.

Sono riuscito nell’ impresa finale riprendendo in mano il gioco dopo diversi anni. Al tempo fallivo sempre miseramente nel tentativo di distruggere i satelliti che difendevano la stazione spaziale.

Questo gioco è in definitiva una svolta nel panorama videoludico posizionandosi come uno dei maggiori esponenti della rivoluzione 3D e del modello di gioco open-world.

Da menzionare l’ easter egg dedicato al mondo di Star Wars. Il meccanismo di aggancio della bomba è chiamato Forslook. Per utilizzare la bomba bisogna utilizzare il Forslook  ed in inglese la frase composta è ” use the forslook “ che suona come ” use the force, Luke “. In aggiunta la stazione spaziale degli Ergon ricorda molto la famosissima Morte Nera.

” Icarus a base, rispondi base. La stazione spaziale è stata distrutta. Impostata rotta di ritorno. Stardrive attivo in 3… 2… 1… “

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