Intervista a Catherine Tessier, designer di Wardens

 

Abbiamo intervistato Catherine Tessier, designer e direttrice di Raven Tales. Gli abbiamo fatto qualche domanda riguardo al suo prossimo interessantissimo progetto, Wardens, che presto vedrà attiva la propria campagna su Kickstarter. L' intervista è sia in Italiano che in Inglese.
Buona lettura

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ITALIANO

Meniac : Ciao Catherine da Meniac e dai suoi lettori. Parlaci di te. Chi è Catherine Tessier ?
Catherine : Ciao! È un piacere essere qui con voi oggi. Sono una canadese di Quebec City di 25 anni. Sono una grande appassionata di giochi da tavolo da molti anni inoltre sono sempre stata attratta dalle altre culture, credenze e mitologie. Mi sono avvicinata molto presto a pratiche antiche come lo yoga, il Reiki e la meditazione. Da alcuni anni viaggio in Asia e in Europa, soddisfacendo i miei desideri di scoperte culturali mentre lavoro al mio progetto gioco da tavolo, il mio sogno.

Catherine Tessier interview wardens game 3Meniac : Come è nata la tua passione per il mondo ludico?
Catherine : Ho iniziato a giocare ai giochi da tavolo nella mia infanzia con la mia famiglia, crescendo, l’hobby ha lasciato spazio ad una passione. Quando ho incontrato Sam, il mio partner, abbiamo passato la maggior parte del tempo a giocare e a sviluppare la nostra collezione fino a quando abbiamo deciso di trasformare la nostra passione in una professione.

Meniac :  Tu e Raven Tales, società di cui sei direttrice, state lavorando alla vostra prima fatica, Wardens. Come è nata l’ idea cha ha dato i natali a questo gioco?
Catherine : Abbiamo giocato molti giochi durante gli anni prima ancora di pensare a creare il nostro titolo. Ogni volta che giocavamo abbiamo annotato i nostri meccanismi di gioco preferiti, i temi e le strategie. Come molti altri, abbiamo iniziato a parlare “solo per divertimento” di come sarebbe stato il nostro gioco. Ci è piaciuto fantasticare a riguardo.  Sapevamo esattamente quale sarebbe stato il tema, la storia e i principali meccanismi del nostro gioco, se mai ne avessimo creato uno. Questo non è mai stato un discorso serio fino al giorno in cui Sam ha preso la decisione di lasciare la sua carriera come artista concettuale per realizzare il suo sogno creativo. Sono saltata a bordo senza esitazione!

Meniac :  Abbiamo letto che sei spesso in giro per il mondo e che il viaggiare fa parte del tuo processo creativo. Quanto di questi viaggi ritroveremo in Wardens?
Catherine : Durante la stesura dello storybook di Wardens, mi sono ispirata a mitologie antiche come il continente Mu e la civiltà Naacal che sono menzionate molto nella storia e occupano un posto importante nell’universo di Wardens. Citiamo anche diverse culture nelle storie dei personaggi. Abbiamo iniziato a viaggiare principalmente durante la fase di playtest di Wardens, il che ci ha permesso di partecipare a più eventi di gioco in diversi paesi e, soprattutto, di incontrare molti giocatori diversi che erano interessati a giocare con il nostro titolo. Questo ci ha permesso di ottenere molti feedback, commenti e suggerimenti diversi. In meno di un anno, siamo stati in grado di migliorare molto la nostra creatura.

Catherine Tessier interview wardens game 13Meniac :  Wardens proporrà un gameplay in un mondo post apocalittico dove risiedono gli orrori e le follie del mondo di Lovecraft. Perchè avete scelto di includere gli esseri dello scrittore di Providence e in particolare il grande antico per eccellenza?
Catherine : Siamo entrambi appassionati di Lovecraft da molti anni, la mitologia dei Grandi Antichi è piuttosto complessa e affascinante. Poiché volevamo che il nostro gioco fosse un’avventura immersiva a tema mitologico, abbiamo avuto immenso piacere nel mescolare le credenze antiche degli uomini con i racconti cosmici di Lovecraft e creare questo nuovo universo. Ispirati dal continente perduto di Mu e dalla sua antica civiltà, Cthulhu è stato sicuramente l’antagonista perfetto in quanto anche Lovecraft menziona Mu, luogo dove la città di pietra di R’lyeh è sommersa.

Meniac :  Wardens proporrà due modi di gioco, buoni contro cattivi oppure tutti contro il gioco. Tu quale modalità preferisci e perchè ?
Catherine : La mia modalità preferita è One-vs-All, dove un giocatore assume il ruolo “over-powered” di Cthulhu e dei suoi Starspawn e combatte contro la squadra dei custodi. Adoro questa modalità perché tutti i personaggi hanno le loro caratteristiche e abilità, dando ad ogni giocatore un gameplay totalmente diverso che aggiunge un grande valore di rigiocabilità al gioco.  Mi piace vedere i lavori cooperativi dei guardiani contro Cthulhu, specialmente durante le battaglie, che sono senza dadi e usano pedine stategiche da battaglia che rendono ogni combattimento davvero dinamico e intenso! I custodi hanno assolutamente bisogno di lavorare insieme se vogliono avere successo. È davvero divertente vederli lottare perché Cthulhu è molto più forte di loro e non può essere ucciso. I Custodi dovranno aiutarsi a vicenda, altrimenti uno di loro assorbirà rapidamente l’ influenza di Cthulhu e diventerà pazzo. Una volta che un Guardiano è pazzo, viene corrotto da Cthulhu e gioca per lui contro gli altri; ciò trasforma la situazione di gioco e forza la squadra ha cambiare totalmente strategia.

Catherine Tessier interview wardens game 9Meniac :  Wardens ci ricorda vagamente il modello di gioco proposto da Eldritch Horror. C’è una qualche sorta d’ ispirazione oppure è soltanto una nostra apparenza ?
Catherine : Mi piacciono molto tutti i giochi di Fantasy Flight e specialmente Eldritch e Arkham Horror con il loro tema Lovecraft. Il gameplay di Wardens è comunque molto diverso. In Wardens, un giocatore prenderà il ruolo di Cthulhu e dei suoi Starspawn, questo giocatore avrà il suo gameplay con le sue potenti abilità e strategie. Quello che spicca di più su Wardens è che una volta che un guardiano raggiunge il limite di follia, diventa pazzo e gioca per Cthulhu, contro le altre guardie, fino alla fine della partita.
La mappa e l’universo sono assolutamente unici, la storia è molta profonda e immersiva. Poiché Cthulhu non può essere ucciso da semplici umani, i Custodi devono trovare artefatti per riportare in vita gli antichi dei, solo loro saranno in grado di fermare il Grande Antico. Anche i meccanismi sono molto diversi, ci saranno delle carte di lettura mentale, abilità e mosse strategiche che assicurano molti meno eventi casualità e  diminuiscono il fattore fortuna. Anche le azioni del giocatore sono diverse, in quanto i Custodi devono combattere contro Cthulhu e i suoi Starspawn in battaglie strategiche e caotiche mentre viaggiano per il mondo alla ricerca dei potenti artefatti.

Meniac :  Abbiamo letto che state lavorando a dei cambiamenti di aspetto e gesture delle miniature. Quanto siete perfezionisti ? Si raggiunge mai lo stato dell’ arte definitivo ?
Catherine : Sono fortunata che il mio partner e co-designer sia anche un artista di talento, così siamo sicuri che l’ artwork di Wardens corrisponderà davvero alla nostra visione. D’altra parte, avere un artista nel team ci rende davvero perfezionisti soprattutto per l’aspetto del gioco e dei componenti. Cerco anche di coinvolgere la comunità nel processo di creazione il più possibile, tutti i commenti e i suggerimenti che riceviamo vengono sempre considerati seriamente. Wardens è diretto ai giocatori e vogliamo che se lo godano il più possibile. Questo è il motivo per cui abbiamo modificato le miniature tre volte e migliorato molte volte la maggior parte dell’ artwork. Non abbiamo fretta e vogliamo che il gioco sia estremamente ben rifinito prima di rilasciarlo.

Catherine Tessier interview wardens game 11Meniac :  L’ evolvere del gioco in Wardens sarà guidato dalle azioni dei giocatori e dalle loro scelte oppure da una componente di progressione aleatoria tipo eventi card-driven ?
Catherine : Dato che non sono una persona fortunata al gioco e personalmente non mi piacciono i giochi basati sulle probabilità, volevo che i custodi avessero meno casualità possibile. L’intero gameplay, le azioni dei personaggi e le battaglie sono basati su strategia e sono guidate dalla scelta del giocatore. C’è anche un pò di casualità come le abilità basate sulle carte e alcuni lanci di dadi che danno più valore di replay al gioco e determineranno, ad esempio, il numero di componenti trovati o il numero di indovinelli che un giocatore potrà leggere nella mente di Cthulhu. Ovviamente, nella modalità coop e singleplayer, ci sono alcuni meccanismi casuali in quanto Cthulhu è automatizzato da carte e alcuni lanci di dadi.

Meniac :  Quale sarebbe la tua più grande soddisfazione derivante da Wardens ?
Catherine : Il nostro più grande sogno era quello di creare il nostro gioco da tavolo, con le nostre meccaniche e strategie preferite e la nostra idea di questo nuovo e coinvolgente universo mitico post-apocalittico. Un gioco che ci piace e che non ci stancheremo mai di giocare. Ora che ho realizzato questo sogno di design e ho finalmente tra le mani il prototipo, la mia più grande soddisfazione è guardare gli altri giocare. Non c’è niente di più gratificante di vedere altre persone che si godono il titolo, le loro risate sono il mio più grande premio. Ovviamente, il nostro prossimo obiettivo è finanziare su Kickstarter ed essere in grado di produrre il gioco. Wardens è in origine una trilogia quindi sarebbe fantastico poter arrivare alla seconda release.

MeCatherine Tessier interview wardens game 7niac :  Presto vedremo attivo il Kickstarter di Wardens. Quantoè importante oggi per un giovane designer/publisher utilizzare una piattaforma di Crowdfunding ?
Catherine : Il crowdfunding aiuta davvero i nuovi designer come me a farsi conoscere lentamente alla community e ad essere in grado di pubblicare un primo progetto. Kickstarter è la migliore piattaforma per un creatore indipendente che non ha accesso ai circuiti pubblicitari e di vendita tradizionali utilizzati dalle grandi aziende. Ci consente di impegnarci con la comunità a costi minimi e di essere in una relazione diretta e privilegiata con i sostenitori.

Meniac :  Perchè sarebbe cosa buone e giusta essere dei backers di Wardens?
Catherine : I backers sono gli unici che possono aiutarci a inviare Wardens a un produttore per produrre il gioco, rendendo questo sogno realtà. Ci saranno alcune esclusive di Kickstarter che solo i backers saranno in grado di ottenere. Stiamo anche aggiungendo molti stretch goals che miglioreranno molto il gioco con componenti di qualità migliore, personaggi aggiuntivi e miniature di dimensioni più grandi.

Meniac :  Un’ ultima cosa: Ci prometti che chiuderai tutti i portali che troverai durante i tuoi viaggi ?
Catherine : Ho chiuso tutti quelli che ho incontrato in India e in Malesia, ho ucciso alcuni Starspawn che stavano sulla mia strada e presto andrò in Europa, sperando di trovare molti artefatti e finalmente riuscire a respingere l’entità cosmica!

 

ENGLISH

Meniac! : Hello Catherine, from Meniac! and its readers. Tell us about yourself. Who is Catherine Tessier?
Catherine : Hi! It’s a pleasure to be here today with you. I’m a 25 years old French Canadian from Quebec City. Being a huge board game lover since many years, I’ve also always been passionate about other cultures, beliefs and mythologies, I became quickly interested in ancient practices such as yoga, Reiki and meditation. I’ve been traveling around Asia and Europe since a few years, fulfilling my desires of cultural discoveries while working on my board game dream-project.

Catherine Tessier interview wardens game 10Meniac! : How your passion for boardgames was born?
Catherine : I started playing board games in my childhood with my family, growing up, the hobby left place to a passion. When I met Sam, my partner, we spent most of our time playing games and growing our collection until we decided to turn our passion into a profession.

Meniac! : You and Raven Tales, a company of which you are director, work on your first title : Wardens. How was the idea that gave birth to this game?
Catherine : We’ve been playing many games during many years before even thinking about creating our own game. Every time we played, we noticed our favorite game mechanisms, themes and strategies. Like many others, we started talking ‘just for fun’ about how our own game would be. We loved daydreaming about it. Soon, we knew exactly what would be the theme, story and main mechanisms of our game, if we ever created one. This was never serious talking until the day Sam took the decision to leave his career as a concept artist in order to fulfill his creative dream. I jumped in without hesitation!

Meniac! : We know that you are often around the world and that travel is part of your creative process. How much of these trips will we find in Wardens?
Catherine : During the writing of Warden’s storybook, I was inspired by ancient mythologies such as Mu continent and the Naacal civilization which are mentioned a lot in the Story and take a big place in the universe of Wardens. We also mention different cultures in the characters back stories.
We started traveling mainly during the playtesting stage of Wardens which allowed us to attend in multiple board game events in many different countries and most of all, to meet many different gamers who were interested in playtesting the game. This allowed us to get a lot of different feedbacks, comments and suggestions. In less than a year, we were able to improve the game a lot.

Meniac! : Wardens will propose a gameplay in a post-apocalyptic world where the horrors and madness of the H.P. Lovecraft universe reside. Why did you choose to include the beings of the writer of Providence and in particular the great ancient par excellence?
Catherine : We are both long-time lovecraftian fans, the mythology of the Great Old Ones is quite complex and fascinating. As we wanted our game to be a mythological immersive adventure, we had an immense pleasure to mix men’s ancient beliefs with Lovecraft’s cosmic tales and create this new universe.
As we were inspired by the lost continent of Mu and its ancient civilization, Cthulhu was definitely the perfect antagonist as Lovecraft mentions Mu, where the stone-city of R’lyeh is submerged.

Catherine Tessier interview wardens gameMeniac! : Wardens will propose four game modes, One-vs-All and One-vs-One where Cthulhu fight against the Warden’s team and a co-op and solo mode where the Wardens fight against the game in which Cthulhu is automated. Which mode do you prefer and why?
Catherine : My favorite mode is One-vs-All where one player take the over-powered role of Cthulhu and his Starspawns and fight against the Warden’s team. I love this mode because all the characters have their own characteristics and abilities, giving each player a totally different gameplay which adds a lot of replay-value to the game.
I love to see the Warden’s work cooperatively against Cthulhu, especially during the battles which are dice-less and use strategic battle-tokens which makes every fight really dynamic and intense!
They absolutely need to work together if they want to succeed. It’s really fun to see them struggle because Cthulhu is way stronger than them and cannot be killed. The Wardens will need to help each other out otherwise one of them will quickly get Cthulhu’s madness and become insane. Once a Warden is insane, he is corrupted by Cthulhu and play for him against the others which turns the tide and totally changes the team’s strategy.

Meniac! : Wardens vaguely reminds us of the game model proposed by Eldritch Horror. Is there some sort of inspiration or is it just our appearance?
Catherine : I really enjoy all Fantasy Flight Games and especially Eldritch and Arkham Horror with their Lovecraft theme. Warden’s gameplay is quite really different though. In Wardens, one player will take the role of Cthulhu and his Starspawns, this player will have his own gameplay with his own over-powered abilities and strategies. What stands out the most about Wardens is that once a warden reaches his madness point limit, he becomes insane and plays for Cthulhu, against the other wardens, until the end of the game.
The map and universe is totally unique, the story also brings lots of depth and immersion to the game. Here, as Cthulhu cannot be killed by simple humans, the Wardens must find artifacts in order to bring the Ancient Gods back to life, only them will be able to stop the Great Old One.
The mechanics are also really different, there will be mind-reading, ability cards and strategic troop moves mechanics which brings a lot less randomness and luck to the game. The player’s actions are also different as the Wardens must fight against Cthulhu and his Starspawns in strategic and chaotic battles while traveling the world in search of the powerful artifacts.

Catherine Tessier interview wardens gameMeniac! : We have read that you are working on changes in appearance and gesture of miniatures. How perfectionists are you? Is the “state of definitive art” ever reached?
Catherine : I am lucky that my partner and co-designer is also a talented artist, that way we know that Warden’s artwork really matches our vision. On the other hand, having an artist in the team makes us really perfectionist especially about the appearance of the game and the components.
I also try to have the community involved into the creating process as much as I can, all the comments and suggestions that we receive are always considered seriously. Wardens is made for the gamers and we want them to enjoy it as most as possible. This is why we changed the miniatures three times already and improved most of the artwork many times. We are not in a hurry and we want the game to be extremely well polished before we release it.

Meniac! : In Wardens the evolution of the game will be guided by the actions of the players and their choices or by a component of random progression such as card-driven events?
Catherine : As I am really not a lucky person and I don’t personally enjoy chance-based games, I wanted Wardens to have as less randomness as possible. The whole gameplay, the multiple character’s actions and the battles are strategic and are guided by the player’s choice. There is still some randomness such as card-driven abilities and a few dice rolls which gives more replay-value to the game and will determine, for example, the number of components found or how many guesses a player will get to read Cthulhu’s mind.
Obviously, in the coop and solo mode, there is some random mechanisms as Cthulhu is automated by cards and some dice rolls.

Meniac! : What would be your greatest satisfaction from Wardens?
Catherine : Our biggest dream was to actually create our own board game, with our favorite mechanics and strategies and our idea of this new and immersive mythic, post-apocalyptic universe. A game which we enjoy and never get tired of playing. Now that I fulfilled this creating dream and have this prototype game which is my own, my greatest satisfaction is to watch others play it. There is nothing more gratifying than seeing other people enjoying the game, their laughs are my biggest prize.
Obviously, our next goal is to fund on Kickstarter and be able to produce the game. Wardens is originally a trilogy so it would be amazing to be able to make it to the second one.

Catherine Tessier interview wardens game 12Meniac! : Soon we will see the Wardens Kickstarter active. How important is it for a young designer / publisher to use a crowdfunding platform today?
Catherine : Crowdfunding really help new designers such as myself to slowly get introduced to the community and be able to release a first project.
Kickstarter is the best platform for an independent creator who does not have access to traditional advertising and selling platforms which big companies use. It allows us to engage with the community for minimal fees and be in a direct and privileged relationship with the backers.

Meniac! : Why would it be good and right to be a Wardens backer?
Catherine : The backers are the only ones who can help us send Wardens to a manufacturer and produce the game, making this dream come true.
There is going to be some Kickstarter exclusives which only the backers will be able to get.
We are also going to add a lot of stretch goals which will improve the game a lot with better quality components, additional characters and bigger sized miniatures.

Meniac! : One last thing: Do you promise that you will close all the portals you will find during your travels?
Catherine : I closed all the ones I saw in India and in Malaysia, killed a few Starspawns which were standing on my way and I’m soon leaving to Europe, hoping to find many Artifacts and finally be able to repel the cosmic entity!

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2 pensieri riguardo “Intervista a Catherine Tessier, designer di Wardens

  • Federico Trippini
    maggio 14, 2018 in 4:44 pm
    Permalink

    Bella intervista e il gioco sembra promettere bene. Anche a me ha ricordato Eldritch Horror, forse per la mappa che peraltro mi piace assai, mi ricorda gli atlanti di fine 800.
    Anche l’artwork sembra promettere bene e per tutto questo lo terremo d’occhio sicuramente.

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    • Francesco Soccolini
      maggio 14, 2018 in 5:09 pm
      Permalink

      Ha sicuramente idee interessanti. Già solo steampunk e Lovecraft mi attirano assai. Attendiamo l’ uscita del kickstarter per approfondire 8)

      Risposta

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