Violenza nei videogiochi – A volte alcuni esagerano ma …

Potrei risultare antipatico e impopolare ma questo è il mio personale punto di vista sull' argomento e non è assolutamente mia intenzione guadagnare consensi grazie a parole che non sento mie. Adoro questo mondo ma sono anche convinto che ci voglia più testa, come poi per tutto del resto.

Facciamo attenzione. Valutiamo bene cosa acquistiamo e per chi lo acquistiamo.

 

Realismo ed estremismo

Uno dei temi che spesso tendono ad infarcire le testate giornalistiche, solitamente dopo uno specifico caso di cronaca, è l’ ormai insipido attacco al mondo dei videogames, complici di iniettare una visione distopica e violenta della realtà e rendendoli partecipi in maniera importante del disturbo di chi commette un crimine.

motion captureOgni volta trovo questi articoli inutili, ridondanti e pieni di inesattezze e superficialità.

Questo tipo di “disinformazione” crea sciocche bolle mediatiche che altro non fanno che tentare di minare uno dei maggiori settori dell’ intrattenimento moderno.

Astraendoci però da come alcuni media cavalcano la vacca grassa del click non si può non analizzare quanto in realtà offre il mercato di settore e come si distribuiscono i prodotti tra le varie fasce di età.

Oggi il realismo è sempre più ricercato. I moderni sistemi d’ intrattenimento permettono tantissime possibilità di realizzazione e pertanto negli ultimi anni ogni genere di videogioco ha la possibilità di esprimere al meglio il concept e il mood che la software house vorrebbe raggiungere.

kirby star alliesI platform si riempono di sgargianti palette di colori e personaggi dalle buffe sembianze che sembrano bucare lo schermo, con sfondi meravigliosi a coronare la corsa all’ end-game; i giochi di simulazione tendono alla ricerca della perfezione andando a lavorare anche sulla singola risposta del singolo pneumatico o di come si dovrà comportare una palla in determinate situazioni a seconda della tipologia di scarpa indossata. Poi si arriva ai titoli action dove i frame al secondo hanno moltiplicatori 8x e tonnellate di combo sono più fluide dell’ acqua. Ma è da questo genere in poi, passando per Fps, Rpg, Action-rpg, Picchiaduro e compagnia bella che si inizia ad intravedere l’ ombra dell’ esagerazione.

Non parlo di certo di tutti i titoli appartenenti ad uno specifico genere e andando indietro negli anni ci sono già stati esponenti “evergreen” di violenza gratuita ma oggigiorno i titoli più blasonati, di cui non farò i nomi ma li accennerò soltanto brevemente, estremizzano e pompano talmente tanto alcune situazioni da risultare alla lunga realmente disturbanti anche agli occhi dei più grandi, figuriamoci a quelli di ragazzi o addirittura di bambini che hanno ancora molta ingenuità e possono travisare il modo e il comportamento che viene a loro dato in pasto.

Responsabilità

Spine dorsali sfilate di netto, colpi brutali che mozzano arti e teste; cuori strappati dal petto e dialoghi duri, cattivi, pieni di sproloqui e talvolta talmente gonfiati e caricati che escono anche fuori dal tema che pervade il titolo. Il tutto condito da oceani di sangue.

pegi“Ma per questo c’è il PEGI” direte voi.

“E certo che c’è il PEGI” rispondo io.

Il PEGI ( Pan European Game Information ) classifica la fascia di età alla quale il prodotto è riferito e ne mette in risalto i principali contenuti ma da quello che vedo ogni giorno la distribuzione di determinati prodotti arriva ad ogni tipologia di acquirente, piccolo o grande che sia.

Colpevoli i negozianti? Colpevoli i genitori che acquistano e “donano” in malo modo il prodotto sbagliato purchè il proprio figlio/a abbia quello che tutti gli altri hanno e millantano ?

Potrebbe essere così, o almeno potrebbero essere due scenari plausibili ma non voglio tirare le orecchie a nessuno, software house comprese che sono liberissime di sviluppare e produrre quello che vogliono. Ma è indiscutibile che ci sono videogiochi che vanno troppo oltre e potrebbero impressionare e disturbare in modo importante una mente che è già facilmente colonizzabile da derminate situazioni e stimoli.

Parliamo sempre di finzione è vero. Bisogna mettersi in testa che stiamo videogiocando e che è tutta un’ opera basata sulla fantasia dove la realtà non è minimamente scalfita. Siamo coscienti che una volta spenta la propria console, pc, smartphone e similari tutto svanisce senza lasciare tangibile traccia.

Non è così che va purtroppo. La spina si stacca ma qualcosa rimane.

Vivo i videogames dalla metà degli anni ’80 e ho visto e vissuto tutta la vera rivoluzione digitale, portatrice del cambiamento, dell’ evoluzione e dell’ involuzione del mercato e in tutti questi anni i segni e i ricordi rimangono, bisogna vedere poi come rimangono e perchè.

Leggere attentamente le istruzioni

Non sono un bigotto e nemmeno uno con i paraocchi. Non seguo le mode e traggo sempre conclusioni con la mia testa non lasciandomi influenzare da eventi esterni alle mie sinapsi. Sono un sostenitore del cambiamento lasciando però sempre il giusto spazio alla tradizione, senza dimenticare il passato che deve servire da mentore e consigliere. Credo nell’ educazione e nel rispetto, nell’ impegno personale e nei sogni.

cinema e videogamesMa nonostante io sia “predisposto positivamente alla modernità” trovo disgutoso come frotte di ragazzini passino ore e ore davanti al re del free-roaming portando avanti attività criminali come spaccio e rapina, andando a divertirsi con prostitute e dedicandosi al fare stragi; sono sbigottito di come siano soddisfatti di fronte al sadismo derivante dalla smenbramento compulsivo, da atti di cannibalismo e violenza estrema applicata al corso inevitabile degli eventi ingame.

E fatemi la cortesia di non paragonare il cinema o i programmi televisivi ai videogiochi. Nonostante escano continuamente film e serie tv dove la violenza è la portante della trama e che vengano trasmessi in prima serata senza alcuna remora ( tanto ci dovrebbe essere il parental control vero ? n.d.r. ) il paragone con quanto accade a livello di esperienza con i videogames non regge. Per quanto una persona possa “entrare” in un’ opera cinematica il livello di coinvolgimento non è minimamente paragonabile ad essere i veri protagonisti e responsabili di tutto ciò che accade.

Non è opera del demonio

devil simpsonNon demonizzo i videogiochi e sono fortemente disturbato dalle dichiarazioni e dai “cinguetii” di potenti capi di stato che attaccano il settore definendolo pericoloso e provando a censurarlo quando nel loro paese le armi da fuoco vengono vendute in sconto per i soci accanto al reparto banane dei supermarket.

Adoro questa forma d’ intrattenimento e ne sono un forte sostenitore ( altrimenti non avrei creato Meniac! e non starei qui a scivere articoli su articoli ) ma da persona adulta e sufficentemente responsabile mi sento in dovere di ribadire che c’è bisogno di attenzione, che ci sono età adatte a diverse tipologie di prodotti; ci sono menti facilmente impressionabili e anime che assorbono, assopiscono e poi rielaborano nel tempo trasportando il tutto in altri atteggiamenti caratteriali e comportamentali a volte destabilizzanti e perchè no, nocivi.

Valutiamo bene cosa acquistiamo e per chi lo acquistiamo. Non credo assolutamente che i videogiochi possano in qualche modo tramutare tranquilli essere umani in potenziali killer oppure in delinquenti senza alcuna legge morale e di sicuro quando accadono episodi cruenti c’è sempre di mezzo qualche disturbo che va ben altro il joypad o un mouse. Ma ci tengo a sottolineare per l’ennesima volta che il gioco sbagliato dato in mano al target di età sbagliato possa in qualche modo sottrarre per poi aggiungere in negativo.

I videogiochi sono  una forma d’ arte.

Possono raccontare tante belle storie, fanno vivere tanti bei momenti.

A volte strappano lacrime e lasciano segni indelebili, segni indelebili in bene e in male…

… purtroppo.

 

3 pensieri riguardo “Violenza nei videogiochi – A volte alcuni esagerano ma …

  • maggio 16, 2018 in 11:05 am
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    Eh guarda, io fra i miei trascorsi (non so se l’ho già detto altre volte… l’età avanza XDXD) ho pedagogia e psicologia infantile. Non a livelli stratosferici o “professionali” ma abbastanza da avere cognizione di causa dietro a quello che affermerò: il problema SONO i genitori.
    Non entrerò nel discorso perchè sarebbe lunghissimo (ho scritto cose in merito quindi lo so… finirebbe per uscirne un articolo, non un commento XD) ma non c’è attenzione, non c’è responsabilità e in alcuni (tanti?) casi semplicemente si riassume in “non hanno le basi per essere genitori”.
    Aggiungi anche il fatto non secondario della vendita online, che allontana ancora di più la supervisione dei genitori (sempre per loro colpa ed su vari livelli) rispetto al negozio fisico.
    Nemmeno io demonizzo ma sono anche io un fermissimo sostenitore che bisogna rispettare le fasce di età.
    E’ sbagliato che ci siano giochi come ad esempio GTA? No ma sono giochi per adulti. Se tu genitore permetti a tuo figlio tredicenne o quindicenne di giocarci, sei un imbecille ed un irresponsabile (è il bello della pedagogia e della psicologia infantile: sono discipline che praticamente esistono per darti il diritto di dire queste cose ai genitori che se lo meritano 😛 ) senza vie di scampo e senza girarci intorno.
    Senza controllo, non c’è equilibrio.

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    • Francesco Soccolini
      maggio 16, 2018 in 11:18 am
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      Sono felice che concordi con la mia visione del fenomeno. Sono argomenti spinosi che vanno a toccare la sensibilità e la gogliardia di molte persone portando anche a discussioni piuttosto accese. Anche per quanto riguarda l’ online per acquistare serve un carta di credito, di debito o ricaricabile, cosa che possono garantire soltanto i genitori. Basterebbe domandare a cosa serve la CC o perchè la si vuole ricaricare, monitorandone poi l’ utilizzo. Quoto il tuo finale : Senza controllo, non c’è equilibrio.

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  • maggio 16, 2018 in 11:34 am
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    La carta di credito è solo un altro tipo di portafoglio: esattamente come lo aprono senza curarsi di cosa gli comperano, allo stesso modo gliela fanno usare per comprare online.

    Ecco la scena.
    “devo comprare un gioco su steam” “Ah, va bene”. Fine.

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