Dipendenza da videogames. Parliamone

 

gaming disorder meniacNelle ultime settimane si è parlato spesso di dipendenza da videogames. L’ OMS stessa, l’ Organizzazione Mondiale della Sanità, ha lanciato un allarme classificando questa assuefazione come una patologia, inserendola nell’ undicesima edizione della classificazione internazionale delle malattie ( Icd-11 – Internationl Classification of Disease) con l’ intento che possa essere riconosciuta ufficialmente e si possano così attuare le dovute terapie.

Dipendenza, patologia. Questi due sostantivi fanno riflettere.

Non stiamo parlando di chi passa la maggior parte del proprio tempo davanti ad un videogioco. Qui si parla di soggetti che non riescono a staccare la spina, talmente assuefatti dal gioco da rovinare le proprie esistenze distruggendo rapporti sociali, perdendo il sonno, deperendo e abbandonando il contatto con la realtà che li circonda.

E’ un problema serio, diffuso già in molti altri paesi del mondo dove esistono programmi di disintossicazione e rieducazione ( vedi Cina e Giappone ). E nel nostro piccolo anche in Italia sono stati già identificati diversi casi molto simili all’ Hikikomori, una forma di isolamento molto diffusa tra i giovani in Giappone che li porta a passare la propria esistenza in solitaria, chiusi in una stanza e costantemente online tra internet e videogames.

È come rifugiarsi in un posto sicuro, dove la frustrazione quotidiana è lasciata alle spalle, dove puoi essere quello che vuoi senza ripercussioni, dove puoi anche spiccare ed essere preso in considerazione da una community ben nutrita. Ora non voglio stare a stilare un profilo psicologico incline a questa tipologia di problema ma di sicuro dietro a chi diventa dipendente dai videogames c’è qualche disturbo o malessere molto importante che spinge l’ individuo ad isolarsi dietro un pc, una console o uno smartphones, rifiutando tutto il resto.

E come tutte le dipendenze è molto difficile voltare pagina e ricominciare perchè il fattore psicologico influisce talmente tanto da offuscare la ragione.

Vorrei quindi sensibilizzare i nostri lettori, e quanti più possano incrociare questo articolo, sul problema sopracitato e spronarli a non vedere questa dipendenza come il solito attacco al mondo dei videogiochi. Non c’ entra nulla. Qui si parla di un disturbo mentale grave che deve essere diagnosticato e controllato il prima possibile onde evitare gravi ripercussioni.

In Italia sono già operativi da anni alcuni centri e diversi psicologi specializzati in Gaming Disorder.

Non chiudiamo gli occhi e non prendiamo mai tutto con superficialiltà, specialmemte quando si parla di vita.

I videogames sono un bellissimo hobby, per molti anche un lavoro. Riescono a farci vivere incredibili avventure e grandi sfide, ma non sono la vita…

… mai lo saranno e mai lo dovranno essere.

 

gaming disorder meniac

 

 

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