The Sacred Armour of Antiriad – Dall’ olocausto nucleare agli alieni

the sacred armour of antiriad meniacThe Sacred Armour of Antiriad nonostante la sua semplicità convince e richiede una buona dose di testardaggine ed orientamento per essere portato a termine.

 

Refuse, resist.

«È il 2086 quando le forze mondiali daranno vita all’ olocausto nucleare radendo al suolo ogni forma di vita. Dopo diversi secoli l’ uminatà, insieme ad altre organismi viventi, torna a calpestare il terreno. Ma visto che non c’è mai fine al peggio, quando tutto sembra ormai in pace ed armonia,  ecco sopraggiungere la minaccia aliena. L’ umanità non ha scampo in quanto troppo primitiva rispetto alla controparte nemica che, forte della propria supremazia tecnologica e bellica, semina il terrore e schiavizza gli umani. Ma non tutto è perduto. Gli anziani, con memoria del passato tramandata da vecchi documenti e racconti, ricordano che in qualche punto nella foresta è nascosta un’ arma speciale capace di dare grande forza a chi ne entrerà in possesso.  Starà quindi a noi andarne alla ricerca per poi tentare di distruggere il generatore alieno facendo così saltare in aria la base nemica.»

the sacred armour of antiriad meniacQuesto è il preambolo che fa da sfondo a The Sacred Armour of Antiriad, un platform a schermate fisse rilaciato nel 1986 da Palace Software su Amstrad CPC, Commodre 64, Apple II, MS-Dos, ZX Spectrum e TRS-80.

Ho avuto il piacere di spendere diverse ore sulla versione per Commodore 64 e pertanto vi parlerò della mia personale esperienza con questo gioco.

Il concept di The Sacred Armour of Antiriad mi ha sempre stregato. Nonostante la formula proposta fosse piuttosto semplice al tempo ero veramente preso dal mondo di gioco che mi sembrava vastissimo, quasi infinito ( anche se infinito non era di certo in quanto composto da 71 schermate n.d.r. ).

Joystick alla mano

the sacred armour of antiriad meniacIl gameplay si basa sui fondamentali del genere platform con l’aggiunta di un pizzico di dinamismo. Si passa da una schermata all’ altra superando nemici posizionati sempre alla stessa maniera, cercando in primissima battuta di trovare la sacra armatura di Antiriad ( Antiriad sarebbe in definitiva la deformazione di Anti-Rad ) e successivamente andare alla ricerca dei componenti necessari al suo perfetto funzionamento, nello specifico il dispositivo antigravitazionale ( movimento ), raggio pulsar ( sparo ), negatore di particelle ( modulo di resistenza elevata alle radiazioni ), ordigno esplosivo ( booooooom )  e delle cellule di energia per l’ alimentazione dell’ armatura.

Si esplora cercando di memorizzare i passi fondamentali e la posizione delle piattaforme onde evitare di cadere malamente in mano ai nemici che infestano le varie zone. Inoltre il nostro eroe ( Tal, si chiama Tal n.d.r. ) avrà la possibilità di lanciare delle pietre che ci seviranno per uccidere i nemici di turno. Particolare è la gestione del lancio in quanto la traiettoria sarà sempre a parabola con estensione fissa e quindi sarà sempre necessario calibrare bene la giusta distanza per avere la meglio.

the sacred armour of antiriad meniacGraficamente siamo di fronte ad un titolo piuttosto scarno ma che riesce comunque a convincere grazie alla grandezza degli sprite e all’ animazione del protagonista. Il set di nemici è molto limitato, come limitatissime sono le loro animazioni. Inoltre le varie minacce presenti tendono a ripetersi molto spesso. Non parliamo poi dell’ IA dei nemici che è veramente scarsa. Il level design invece è di pregevole fattura e crea l’ illusione di un grande mondo da esplorare, riuscendoci in pieno. Una nota di merito va data all’ importante HUD di gioco posto nella parte inferiore dello schermo e che si attiverà soltanto una volta trovata l’ armatura fornendoci tutte le informazioni utili alla nostra avventura.

Sul fronte sonoro siamo al livello delle animazioni dei nemici, quindi ai minimi termini.

Io me lo porto nel cuore …

the sacred armour of antiriad meniacThe Sacred Armour of Antiriad nonostante la sua semplicità convince e richiede una buona dose di testardaggine ed orientamento per essere portato a termine. È vero che una volta entrati in possesso dell’ armatura tutto sembrerà fin troppo facile ma una volta arrivati verso la fine le cose si complicheranno rendendo il tutto più hardcore. Un gioco che necessita tanta pazienza e buona memoria, memoria necessaria a focalizzare percorso e posizione dei nemici, oltre che degli oggetti necessari.

the sacred armour of antiriad meniacInoltre è bene puntualizzare che essendo il tutto impostato a schermata fissa sarà doveroso calibrare molto attentamente i propri passi e salti verso la schermata successiva.

Potrebbe essere definito come il precursore, o meglio un primo inconsapevole tentativo, di giochi oggi etichettati come metroidvania.

Questo è il classico esempio di come un buon concept unito ad un gameplay piuttosto classico riesca a colmare alcune lacune tecniche non indifferenti. A me personalmente questo gioco è rimasto nel cuore ed è uno di quelli che ricordo con maggior entusiasmo.

Un gioco da provare, riscoprire e ricordare perchè quando un titolo riesce ad entrarti dentro significa che ha qualcosa da dire, forse anche più di qualcosa.

Curiosità : Il gioco originale includeva anche un fumetto di 16 pagine che raccontava lo svolgersi degli eventi.

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