Eye Of The Beholder – Avventure nella Waterdeep Underground

eye of the beholder meniacUn RPG ben strutturato che godendo della licenza ufficiale di Advanced Dungeons & Dragons, sfruttandola a dovere, riesce ad ammaliare e tenere incollati al monitor.

 

I signori di Waterdeep hanno scelto noi

Era il 1990 quando SSI ( sviluppo Westwood studio ) pubblicò per Amiga e Ms-Dos Eye Of The Beholder , RPG che insieme a Dungeon Master ha lasciato un segno indelebile nella mia anima da gamer. Sono stato sempre un appassionato di storie e giochi fantasy e quindi al tempo non mi feci sfuggire questo titolo su Amiga.

Prendete Advanced Dungeons & Dragons e più precisamente i Forgotten Realms, ambientate poi il tutto nella città portuale di Waterdeep, la città degli splendori, fulcro economico del continente di Faerûn e in ultimo gettate un manipolo di eroi nei tetri sotterranei della città con l’ intento di investigare su una possibile presenza maligna ( chi sarà ?? ).

Pronti ad addentrarvi nell’ oscurità?

Come ogni buon RPG che si rispetti in Eye Of The Beholder potremo costruire il nostro party partendo dalle classiche razze, classi e allineamenti di AD&D per poi gestirne aspetto ( o meglio un avatar tra quelli a disposizione ) e i vari punti caratteristica che verrano impostati simulando i classici lanci di dadi.

eye of the beholder meniacIl gioco è in prima persona e ci muoveremo casella per casella in intragati set di cunicoli 3D pronti ad incontrare minaccie di ogni tipo. Il gioco presenta un’ interfaccia pulita ed è molto ordinato a schermo permettendo di gestire ogni aspetto legato ai singoli personaggi, fino al combattimento, in modo semplice. Tutto è a portata di mano e padroneggiare i nostri impavidi eroi sarà fin da subito immediato.

Ci troveremo continuamente a gestire equipaggiamento, schieramento e l ‘ immancabile riposo. Sarà un continuo far scorrere il mouse a schermo sia durante l’ esplorazione sia durante i combattimenti che seppur all’ inizio semplici , andando avanti si riveleranno essere molto sfidanti e sarà fondamentale aver bilanciato e livellato il party a sufficienza.

In prima battuta il nostro manipolo di avventurieri sarà composto da quattro unità ma andando avanti si potranno reclutare anche alcuni NPC espandendo così il gruppo fino a sei elementi.

eye of the beholder meniacIl regolamento, e pertanto statistiche e incontri, si baserà sul ruleset di AD&D seconda edizione. Anche l’ immaginario è ben ricostruito a partire dall’ introduzione iniziale fino alla scena finale ( mi piace molto la ricostruzione fedele di Waterdeep dall’ alto, con tanto di zoom, durante il prologo n.d.r. ).

Graficamente siamo di fronte ad un buon titolo, di certo non fluidissimo nei movimenti, con un buon level design e una buona caratterizzazione dei personaggi, nemici compresi. I dungeon potrebbero risultare piuttosto monotoni, anche se abbastanza dettagliati e colorati, ma il continuo senso di minaccia che si avverte giocando a questo gioco fa si che la ripetitività passi in secondo piano.

Non mancheranno stanze segrete da scovare ed enigmi da risolvere per riuscire a sbloccare l’ ennesima via verso lo scontro finale.

Il fascino del terrore

Eye Of The Beholder è un pezzo di storia del mondo degli RPG. Un gioco capace di trasportare il player all’ interno del mondo di AD&D in maniera ottimale, sensa ma e senza se.

eye of the beholder meniacIl poter gestire il party in qualsiasi modo si voglia regala tanta libertà d’ azione e strategia. Creare un party bilanciato formato da Guerriero, Chierico, Mago e Ranger sarà l’ opzione migliore durante le prime partite ma nulla vieta di provare ad aggredire l’ oscurità con un gruppo formato da soli guerrieri o da soli maghi, mettendo così alla prova le proprie doti di dungeon hunters.

Una caratteristica degna di nota è l ‘ IA dei nemici. Non ci troviamo di fronte al classico gioco dove ogni entità ci attaccherà a testa bassa senza un minimo di coordinazione ma ogni gruppo di nemici tenterà diverse strategie per abbatterci o debilitarci magari accerchiandoci in caso di un nostro tentativo di fuga. Non siamo di certo di fronte a routine chissà quanto complesse ma il risultato finale rende il tutto ancora più coinvolgente e strategicamente complesso.

Vogliamo poi parlare del fascino che suscita nell’ universo fantasy un Beholder ? A mio avviso una delle più belle ” aberrazioni” fantasy mai create.

Una creatura formata da un corpo sferico irregolare, con fitti denti aguzzi, un grande occhio centrale e decine di tentacoli sparsi per tutti il corpo che sfoggiano ulteriori occhi alle loro estremità. Il cosiddetto “occhio tiranno”, oltre che godere di numerosi attacchi, tra cui il campo anti-magia, gode anche di un spiccata intelligenza, il che rende la creatura tanto temibile quanto interessante e fascinosa ( non mi riferisco all’ aspetto eh ndr ).

Ho rigiocato recentemente Eye Of The Beholder e vi posso assicurare che ancora oggi regala tantissima soddisfazione. Un RPG ben strutturato che godendo della licenza ufficiale di Advanced Dungeons & Dragons, sfruttandola a dovere, riesce ad ammaliare e tenere incollati al monitor.

Fondamentale sarà dotarsi di carta quadrettata e matita in modo da crearsi la mappa di ogni livello, comprensiva di oggetti, interruttori e qualsiasi altra cosa si renda necessario annotare in quanto il gioco non prevede alcuna sezione di mapping in game. Molti potrebbero storcere il naso e invece questo modo di “costruire” il proprio cammino è una delle peculiarità di questo tipo di giochi che tende a fondere in maniera perfetta lo spirito dei giochi pen & paper con l’ universo digitale.

Il mondo sotterraneo di Waterdeep vi attende, intrepidi avventurieri .

eye of the beholder meniac

 

 

 

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