Parliamo di Flower: Emozioni portate dal vento

Flower png.. regala momenti di delicatezza ed emozionalità molto forti.

Il Concetto di diversità

Flower è stato inizialmente rilasciato su Playstation 3 nel 2009. Successivamente il gioco è approdato su PS Vita e Playstation 4. Ed è proprio su quest’ultima che ho avuto l’ enorme piacere di immergermi in questa opera d’arte digitale.

Già il solo concept legato al comandare il vento per trasportare petali attraverso i livelli di gioco dovrebbe stuzzicare l’idea di provare almeno una volta questo titolo.

Perchè Flower è diverso, supera il concetto di videogame facendoci vivere una vera e propria esperienza uditiva e visiva.

Flower gameMi sono realmente emozionato attraversando i sei stage di gioco. Ho avuto i brividi nel vedere colorarsi un mondo grigio e spento. Perchè ogni azione è corredata da un mix di suoni, immagini e scenari che trafiggono l’anima.

E’ rilassante accarezzare le colline donando vita all’erba, facendo sbocciare aiuole permettendo alle zone limitrofe di ritrovare il prorio splendore. E’ forte la sensazione di felictà nel vedere la natura rinascere nuovamente di fronte al fenomeno invasivo e prepotente dell’ urbanizzazione che avanza e si insinua sfacciatamente.

Petali di emozioni

Non è un gioco per tutti. Non è gioco che fa sudare le mani o che fa del matchmaking la sua componente più rilevante. Bisogna essere preparati e coscienti prima di giocarlo in modo da viverlo attivamente.

Thatgamecompany, software house del gioco e autrice di altri piccoli grandi capolavori come Journey e Flow di cui parleremo in articoli separati, sembra voler imprimere sorrisi e positività in ogni momento del gioco. Niente violenza, niente armi, niente linguaggio scurrile, incidenti, morti o qualsiasi cosa possa produrre nel player un stilla di negavità.

C’è da aggiungere altro?

Un fiore vale più di mille parole

Flower gameQuesto tipo di gioco si astrae dal solito workflow e dalla solita struttura che permea le releases degli ultimi anni. E’ anche forse forse sbagliato catalogarlo come gioco.

Rientra in un “genere non genere” che potrebbe essere etichettato come avventura sensoriale dove il videogiocatore partecipa attivamente e muove le redini dell’ opera.

Di sicuro Flower non lascia indifferenti e regala momenti di delicatezza ed emozionalità molto forti che stuzzicano la sensibilità personale.

Ho concluso Flower due volte convinto che il senso di stupore e meraviglia sarebbe svanito alla seconda run ma sono stato piacevolmente smentito. Rigiocandolo e cercando di completare il più possibile ognuno deigli scenari proposti, senza maniacale ossessione al platino, ho raccolto le stesse sensazioni con un pizzico di consapevolezza in più.

E metre sto scrivendo questo articolo mi viene voglia di tuffarmici ancora una volta.

Chissà …

Flower game