Batman: The Caped Crusader – Puzzle, azione e fumetto

batman the caped crusader meniacBatman: The Caped Crusader è un gioco particolare. Nulla da gridare al miracolo ma riesce bene nel suo compito.

 

Il crociato incappucciato

Ricordo ancora oggi il giorno in cui comprai Batman: The Caped Crusader per Commodore 64. Stringevo bramosamente il box contenente la cassetta e non vedevo l’ ora di farlo girare sul caro vecchio biscottone. Ero rimasto attratto da ciò che avevo letto e visto e, amando il cavaliere oscuro, la voglia di giocarlo era alle stelle.

Il concept di gioco era geniale. Due avventure, simili ma con scopi e modi differenti. Una per lato: sul lato A tutto ruotava intorno alla figura di Penguin e al rapimento di Robin da lui architettato. Sul lato B invece si aveva a che fare con il Joker alle prese con la conquista e il tracollo di Gotham.

Inoltre il sistema di schermate a finestra che si sovrappongono, che voleva in qualche modo simulare l’ aspetto di un fumetto, con tanto di didascalie con font in pieno stile comics che fungono da piccoli suggerimenti, era per il tempo, e specialmente su Commodore 64, qualcosa di ammaliante che donava tanta freschezza al gioco.

Sulle prime rimasi però abbastanza contraddetto in quanto mi aspettavo un titolo ben bilanciato tra azione e avventura grafica ma capii subito che non era così.

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1,2,3 Azione, ah no… Avventura

Batman: The Caped Crusader è principalmente un’ avventura dove reperire gli oggetti giusti da usare nel posto giusto secondo un filo conduttore logico ( un floppy andrà in un computer, una freccia andrà in un bersaglio e via dicendo ). Perciò bisognerà mappare i vari luoghi visitati e cosa contengono al fine di avanzare. Nulla di così particolare ma se pensiamo al design del gioco e a cosa offriva il mercato al tempo allora il modello funzionava molto bene.

batman the caped crusader meniacLa parte action comunque era presente. Il nostro eroe poteva tirare pugni e calci e utilizzare il fido batarang ( ma non si può saltare eh, ndr ) ma nonostante queste possibilità abbattere i nemici non era affatto facile se non a volte impossibile quindi ci si limitava ad ignorarli o al massimo colpendoli al volo con il batarang per poi passare oltre.

Perciò viene da se che nelle primissime partite il game over prematuro era di rito ma una volta familiarizzato con il modello di gioco allora tutto iniziava a filare via liscio, anche troppo visto che per finire ogni avventura bastavano circa 30 minuti.

Graficamente l’ ho sempre trovato delizioso. Le animazioni sono fluide e molto ben definite e il design dei personaggi, anche se molto caricaturali, a me non dispiace affatto ( lo sprite di Penguin è bellissimo, ndr ). Anche l’ inventario è molto comodo e intuitivo con tanto di percentuale di completamento ben visibile in alto. Inoltre trovo la ricostruzione degli ambienti e delle varie situazioni molto ben inserite nell’ universo del fumetto, donando il giusto spirito ad un titolo del genere.

A livello audio siamo nella media. Entrambe le avventure godono di una sola traccia audio di buonissima fattura che dopo qualche partita inizia però a dare la nausea.

L’ oceano e il pipistrello

Batman: The Caped Crusader è un gioco particolare. Nulla da gridare al miracolo ma riesce bene nel suo compito.

batman the caped crusader meniacIl suo modo di presentarsi mi è rimasto impresso negli anni a venire, segno che in qualche modo il titolo di Ocean Software aveva quella scintilla che non tutti i giochi purtroppo hanno… la scintilla del coraggio di uscire dal coro sfruttando a dovere una licenza di prestigio.

Si, trovo questo gioco coraggioso. In piena Batmania ( parliamo del 1988, ndr ) la software house inglese prende l’ uomo pipistrello e due dei villain più iconici della serie e li trasporta in un gioco che va contro le aspettative, impostando il tutto sulla raccolta di oggetti piuttosto che focalizzarsi su scazzottate e l’ utilizzo di gadget vari.

Peccato per la scarsa longevità e rigiocabilità che lo costringeva dopo pochissimo tempo a prendere la polvere sullo scaffale.

Detto ciò vale la pena rispolveralo e, se non lo conoscete, di giocarlo in quanto è uno dei titoli più originali usciti su C64.

Augh.

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