Smoke and Sacrifice – La nostra recensione

smoke and sacrifice meniacUn titolo che può introdurre i neofiti al genere survival senza subissarli di situazioni e stati da tenere a mente e da gestire.

 

La triste storia di Sachi

Tutto ha inizio con una giovane madre di nome Sachi che dovrà sacrificare il suo neonato figlio Lio in modo da alimentare il Sun Tree, un strano macchinario in grado di mantenere al sicuro il villaggio e tenere lontano l’ impetuoso e gelido freddo. Sachi non potrà negare il sacrificio in quanto il villaggio è tenuto in pugno da una sorta di setta alla quale nessuno può negare i servigi richiesti.

Questa è la triste introduzione che farà da sfondo alla storia di Smoke and Sacrifice, gioco sviluppato da Solar Sail Games Ltd e edito da Curve Digital e che noi abbiamo giocato nella sua ultimissima incarnazione su Playstation 4.

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Smoke and Sacrifice è un gioco che prende tantissimo dall’ acclamato Don’t Starve. Il gioco viene presentato come un survival con elementi gdr ma in definitiva si tratta di un survival dove il crafting compulsivo sarà l’attività principale. Il gioco parte di botto, senza spiegare più di tanto al player, lasciandolo in balia degli eventi con l’ inevitabile interrogativo ” e ora che bisogna fare ? “.

Piano piano, capendo il modello di questing e gestione degli eventi, tutto risulterà più chiaro e dopo circa un’ oretta di gioco si inizierà a padroneggiare il titolo quanto basta per avanzare nella trama.

Io crafto, tu crafti, egli crafta.

Parlando di crafting il paragone con la creatura di Klei Entertainment è inevitabile. Dei comodi menù vi permetteranno di accedere rapidamente alla lista degli oggetti e delle ricette in modo da poter costruire o cucinare ciò di cui necessitiamo. Alcuni oggetti potranno essere costruiti al volo mentre altri potranno essere ottenuti tramite l’ utilizzo di un banco da lavoro oppure cucinati nei pressi di un calderone.

Gli oggetti si usureranno e il cibo si deteriorerà. Inoltre il ciclo giorno/notte ci porterà a dover saper gestire sempre delle fonti di luce in quanto di notte potremo perire visto che perderemo punti vita entrando a contatto con una nebbia che costantemente si estende su tutta la mappa di gioco.

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Per entrare in possesso degli elementi di cui necessiteremo dovremo esplorare minuziosamente ogni angolo. Moltissimi ingredienti e oggetti potranno essere recuperati dall’ ambiente circostante ma molti altri potranno essere acquisiti soltanto combattendo le numerose e varie creature che popolano il mondo di gioco. Ed è qui che Smoke and Sacrifice mostra il suo lato più debole.

Il combattimento, che dovrebbe essere un’ altra portante del gioco, si riduce ad un solo tasto per attaccare, un tasto per schivare e un tasto per attivare una barriera di luce. Il tutto è molto minimale e rende i combattimenti piuttosto monotoni e poco profondi, se non a volte snervanti dinanzi a nemici piuttosto temibili.

Sul lato survival non aspettatevi chissà quali implementazioni. Non vi dovrete preoccupare di fame, sete, sonno, stato mentale e via dicendo. In Smoke and Sacrifice dovrete preoccuparvi solamente di raccogliere oggetti, creare oggetti, combattere creature e completare missioni, sia secondarie ( che spesso richiedono soltanto di recuperare un certo oggetto ) che principali.

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Graficamente Smoke and Sacrifice è delizioso. Il design del mondo di gioco e dei vari mostri e personaggi che lo popolano è di prim’ ordine, piuttosto vasto e ricco e trasmette sensazioni di malinconia, solitudine e terrore che ben calzano con il design e la storia del gioco. La caratterizzazione dei personaggi è minimale ma per come sono inseriti nel gioco e per come sono stati concepiti, selvaggi, tenebrosi e misteriosi, riescono comunque in maniera intrinseca a parlare di loro.  Inoltre ho notato un piccolo cameo che mi ha fatto veramente piacere in quanto amo la saga di Drakengard e Nier: non so se sia voluto o meno ma la maschera di un personaggio in particolare mi ha ricordato molto Emil.

Anche a livello sonoro siamo su buoni livelli con musiche d’ ambiente ed effetti ben incastrati a seconda delle situazioni e delle aree che visiteremo, ma nulla di sconvolgente sia chiaro.

Avanti e indietro, indietro e avanti

Purtroppo il gioco pecca nel backtracking. Il crafting richiede spesso di tornare in zone precedentemente visitate e per farlo non sempre sarà possibile usufruire dei viaggi rapidi in quanto attivabili solo tramite un’ apposita moneta, moneta che finirà presto e che non sarà facilmente reperibile in abbondanti quantità. Pertanto aspettatevi lunghe e noiose scarpinate alla ricerca di un’ ingrediente specifico o di un banco da lavoro.

smoke and sacrifice meniacAltra nota negativa è la poca chiarezza su cosa fare e come farlo. Spesso entreremo in possesso di nuove ricette ( e ce ne sono svariate sparse in giro, ndr ) ma non sapremo mai come poter ricavare gli oggetti necessari, a meno che non si tratti di qualcosa di veramente scontato.

A volte sarà necessario “mungere” i nemici, stordendoli prima e successivamente estraendo la loro essenza, oppure catturarli con apposite trappole. Vien da se che ad un certo punto sarete costretti a valutare bene flora e fauna e tentare di tutto al fine di guadagnare oggetti o semplicemente capire cosa si potrà ottenere da quella determinata pianta , animale o mostro che sia.

In definitiva Smoke and Sacrife è un buon gioco. Un titolo che può introdurre i neofiti al genere survival senza subissarli di situazioni e stati da tenere a mente e da gestire. Nulla da gridare al miracolo ma grazie alla sua veste grafica, un gameplay che riesce a convincere, nonostante le pecche di cui sopra, e una narrazione che strizza all’ occhio alle produzioni di stampo JRPG riuscirà ad impegnarvi per diverse ore.

Augh.

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