So Long My World – La nostra recensione [ seconda parte ]

Una botta al cuore e una allo stomaco, in modo particolare giocando in solitaria.

 

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… torniamo a guardarci dentro …

Eccoci tornare su So Long My World. Nella prima parte di questa recensione, che trovate a questo LINK, abbiamo parlato della modalità cooperativa e di cosa ci ha trasmesso questo gioco ( e non si può dire che i flavor text lascino indifferenti eh, ndr ), che ricordiamo essere prodotto dall’ italiana Axis Mundi.

Cercherò di non ripetermi più di tanto e nelle righe che seguiranno vi racconteròo le due altre modalità di gioco che So Long My World propone, ovvero la modalità cooperativa e la modalità in solitario, senza dilungarmi troppo sul regolamento, anzi cercando di evitarlo il più possibile.

Cooperazione

La modalità cooperativa, da 2 giocatori, non si discosta molto da quella competitiva eccezion fatta per qualche aggiunta e piccola differenza.

In questa modalità il setup sarà dettato da uno specifico mazzo di carte denominato Morte nel Cuore. A seconda delle indicazioni riportate sulla carta che pescheremo dal mazzo dedicato effettueremo diversi tipi di setup, regolati anche da differenti livelli di difficoltà.

Detto ciò le regole rimangono pressocchè identiche alla modalità competitiva, eccezion fatta che i giocatori, se pur cooperando e cercando di raggiungere il punteggio di consapevolezza richiesto, non potranno mai parlarsi se non per leggere quanto riportato sulle carte o per dichiarare le proprie azioni.

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Perchè direte voi? Perchè limitare il parlarsi ?

Questa regola fa parte del mood di So Long My World e Axis Mundi spiega chiaramente nel regolamento il perchè di questa scelta di gameplay ma lato mio preferisco vederla in questo modo: immaginate di essere entità fisiche unite da un forte legame spirituale; individui che tendono a sfiorarsi continuamente e a sentire il calore corporeo l’ uno dell’ altro, percependo sussurri ma fluttuando su piani esistenziali differenti ma interconnessi. La fine del mondo incombe e pertanto vi troverete a cercare di raggiungere la massima consapevolezza di ciò che sta accadendo, di cosa siete e di cosa vorreste essere, l’ uno con l’ altro.

Ok… dopo questa supercazzola riassumo il tutto sottolinenado che questa modalità vuole spingere i giocatori ad usare tutta la loro conoscenza dell’ altro, cercando di anticipare mentalmente cosa verrà fatto e cosa si vorrà fare. Una sorta di test di complicità e affinità.

Al termine si pescherà una carta dal mazzo Fine che in qualche modo tenderà a chiudere un percorso, narrando.

Solo.ng My World

In solitaria So Long My World presenterà una sorta di campagna divisa in Passi, ovvero 12 capitoli che porteranno poi il giocatore ad affrontare il proprio destino o meglio la propria esistenza dinanzi alla fine del mondo.

Qui le regole tendono a modificarsi e vi assicuro che questa modalità è l’ esperienza definitiva per godersi a pieno questo gioco. A differenza delle altre modalità ogni singolo Passo detterà regole e modi, stravolgendo, e lo dico senza esagerare, in modo significativo il gameplay.

Le visioni che potremo visitare potranno essere bloccate, i mazzi saranno limitati e le scelte che potremo compiere durante ogni turno saranno cruciali per il nostro avanzamento verso il Passo finale, sempre che riusciremo a raggiungerlo.

Le carte Remnant che si potranno giocare avranno, oltre agli effetti propri della carta, ulteriori conseguenze e si potranno concatenare per godere di ulteriori bonus. Presenti anche le carte Gestalt, se menzionate nello scenario, che a loro volta forniranno ulteriori bonus o malus.

 

Si dovranno acquisire segnalini visione, necessari per visitare una specifica visione. I marchi di Sol serviranno per salvaguardare le visioni dal blocco, blocco che avverrà durante la fase evento se in una delle visioni in gioco sarà presente un certo tipo di sentimento ben esplicitato all’ interno del Passo. La difficoltà di ogni scenario sarà crescente e scegliere di prendere un marchio di Sol piuttosto che un segnalino visione potrebbe fare la differenza.

Inoltre, al completamento di ogni passo, a seconda di come lo avremo affrontato, guadagneremo delle parole le quali potranno avere effetti sul singolo scenario oppure su tutta l ‘ intera campagna.

Le parole infine, vuoi che riusciremo ad arrivare fino alla fine oppure termineremo prematuramente il nostro cammino, plasmeranno uno stato d’ animo e consolideranno il nostro percorso verso l’ assoluta presa di coscienza che tutto può accadere e che ogni cosa persa, ogni traguardo raggiunto, ogni treno che abbiamo lasciato andare e ogni lacrimata versata, che sia di felicità o tristezza, sono tesori che arricchiscono il proprio essere e che prima o poi torneranno inesorabili a farci visita, magari al cospetto di una situazione di fronte alla quale potremo soltanto interrogarci e chinare il capo.

Che dire, una piccola meraviglia e non mi esulo dal dirlo. Trovo che giocare questo titolo in solitaria sia un modo per interrogarsi e perchè no, fare un esame di coscienza. Inoltre la campagna gode anche di una buona rigiocabilità dettata dal provare diverse combinazioni di scelte ingame che porteranno ad acquisire altre parole e altri finali.

This is the end …

Questo gioco mi ha stupito. C’è però una cosa che avrei preferito fosse veicolata in altro modo ovvero la scelta della carta Fine nella modalità cooperativa. Sarebbe stato molto più gradito, almeno per i miei gusti a riguardo, avere dei finali collegati alle carte Morte nel Cuore. Diciamocelo… pescare un finale dal mazzo relega un momento clou all’ idea di stare a scartare una bacio perugina dal piglio dark.

Detto ciò ritengo So Long My World un gioco unico nel suo genere, un gioco che mi ha permesso, e mi permette, di uscire fuori dal gameplay e dal colpo d’ occhio al tavolo facendomi perdere in pindaraci voli mentali.

Una botta al cuore e una allo stomaco, in modo particolare giocando in solitaria.

Brava Axis Mundi, bravissima e coraggiosa.

Augh.

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