Leisure Suit Larry: Wet Dreams Don’t Dry – La nostra recensione

Era tanto che desideravo giocare nuovamente un titolo con Larry protagonista che fosse degno della storica serie di Sierra e finalmente sono riuscito a farlo.

Sogni umidi

Abbiamo vissuto Larry nel suo periodo di splendore, quando le avventure grafiche erano uno dei capisaldi del gaming.

Sono passati diversi anni dalle prime bizzarre avventure del buon Larry Laffer e dopo qualche episodio non proprio brillante arriviamo a giocare, e recensire su PS4, Leisure Suit Larry: Wet Dreams Don’t Dry ( gioco disponibile anche su PC e Nintendo Switch e sviluppato da CrazyBunch ).

Si tratta di un reboot della serie che non manda di certo in pensione il tratto trash, demenziale e irreverente che ha sempre caratterizzato questa saga videoludica.

Parliamo  sempre di un’ avventura grafica dove il nostro scopo sarà quello di girare in lungo e in largo alla ricerca di oggetti e sbloccando situazioni che ci permetteranno di risolverne altrettante fino a portarci alla fine del nostro pellegrinare.

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Ma facciamo chiarezza…

Larry Laffer si risveglia in uno strano scantinato dopo un sonno durato svariati anni e per la precisione dal 1987 fino ai giorni nostri. Risalendo in superfice Larry scoprirà di essere a due passi da un posto che lui conosce molto bene, il Bar di del suo amico di lunga data Lefty e proprio da qui le peripezie del nostro eroe, anche se proprio il termine eroe nel caso di larry non è calzi proprio a pennello, avranno inizio.

Larry è confuso… tutto è cambiato dagli anni 80. Il mondo è invaso dalla tecnologia e sembra che un’ azienda chiamata Prune diretta da Bill Jobs – non sto nemmeno a spiegarvi a chi è rivolta la frecciatina – stia tenendo in pugno la società. Le abitudini delle persone sono cambiate totalmente e tutti sono perennemente alle prese con smartphones e apps quali InstaCrap e Timber.

Larry stesso entrerà in possesso di uno smartphone, un modello alpha ancora non commercializzato chiamato PiPhone, dotato di un’ avanzata IA e ritrovato all’ interno del nauseabondo bagno del Bar. Larry decide così di riportare il gingillo tecnologico alla Prune dove conoscerà il mega-direttore e il suo braccio destro Faith, la quale sfiderà Larry proponendogli un appuntamento solo se lui riuscirà a totalizzare il massimo punteggio su Timber, ovvero 90 punti.

Larry, invaghito della bionda e avvenente manager accetta senza esitare ed inizierà così il suo viaggiare in ogni dove nella sgangherata e decadente città di New Lost Wages.

Questo è l’ incipt dell’ avventura, incipt al quale si arriva giocando ma che è doverso citare al fine di confezionare una descrizione degna del contesto di gioco.

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Dal pixel al cartoon

Graficamente siamo su buonissimi livelli. Niente intrecci pixelosi e di natura nostalgica. Parliamo di piccoli ambienti esplorabili disseminati a destra e a sinistra e conditi da una deliziosa grafica cartoon e caricaturale che esplode di colori. Tutti i personaggi, gli ambienti, le strutture e gli oggetti tendono sempre a strizzare l’ occhio alla natura lussuriosa e perchè no, pornografica, della serie ( tenete conto che la sede della Prune è un enorme fallo .. ndr ). L’ interfaccia grafica è pulita e ben organizzata e i comandi sono intuitivi e relegati a pochi tasti.

Sul fronte sonoro saremo accompagnati da ottime musiche soft-jazz che ben si adattano al contesto ( diciamo che starebbero bene anche su un film porno per dirla in maniera schietta ). Tutto è tradotto e doppiato in italiano, doppiaggio che merita menzione in quanto è riuscitissimo e azzeccato.

Parlando del gameplay siamo di fronte ad un’ avventura grafica vecchio stampo. Si parla con tutti i personaggi esplorando ogni possibilità di dialogo possibile, si raccolgono oggetti, si combinano oggetti e si risolvono piccoli puzzle. Il backtracking sarà d’ obbligo in quanto non sempre avremo tutto il necessario per completare uno dei molteplici puzzle presenti e chiaramente molti oggetti o personaggi utili si sbloccheranno man mano che avremo accesso a nuove aree e a nuovi dialoghi.

Ma quello che più colpisce di questo gioco, oltre al suo saper proporre un vecchio modello mantenendolo comunque fresco e godibile, è il suo dare vita ad una parodia dei tempi moderni in modo assolutamente geniale. È come se fosse una grande matrioska di prese in giro ai luoghi comuni attuali e alle abitudini alienanti dettate dalla moderna tecnologia, il tutto condito da nastro narrativo che ruota intorno al tema del sesso in modo sfacciato e mai ambiguo.

Ma non aspettatevi però chissà quale caduta di stile o esagerazione. O meglio… si esagera eccome ma senza scadere mai nel forzato o nel poco gusto. Lo stile grafico e l’ inserimento di ogni elemento riescono a far sorridere e a non far sentire mai il peso di un qualcosa che alla lunga potrebbe stufare e diventare troppo invadente e recursivamente scialbo, anche se di certo non educativo.

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Bentornato Larry Laffer

Larry è sempre lui, senza freni inibitori, con il testosterone a mille, il suo abito da Febbre del Sabato Sera e pronto a tutto pur di riuscire a portarsi a letto di tutto. Un personaggio dalla dubbia moralità che alla fine dei conti risulta poi essere forse il più equilibrato e assennato, sempre tenendo conto con chi avremo a che fare nel gioco.

Un’ avventura grafica impertinente, e perchè no satirica e giustamente critica, che riesce a tenere il giocatore con un sorriso costante sulla faccia. Un insieme di situazioni trashissime e al limite della volgarità che si intrecciano per creare una storia tutto sommato discreta e accattivante. Parliamoci chiaro: questo gioco porta il giocatore ad esplorare ogni possibilità di dialogo in-game senza mai skippare nemmeno un botta e risposta e non è cosa da poco.

Assolutamete apprezzabili, per chi conosce la serie di Larry, sono le domande a risposta multipla presenti nel menù iniziale che ricordano il meccanismo introdotto nei primi giochi della serie per valutare l’ età del videogiocatore.

Era tanto che desideravo giocare nuovamente un titolo con Larry protagonista che fosse degno della storica serie di Sierra e finalmente sono riuscito a farlo.

Leisure Suit Larry: Wet Dreams Don’t Dry convince, non ci sono dubbi.

Consigliato? Assolutamente si.

Augh.

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