Terminator: Resistance – La nostra recensione

Terminator: Resistance rientra in quella categoria dei terribili tie-in tanto in voga un bel pò di anni fa che sono quasi scomparsi negli ultimi anni: perché allora fare un gioco del genere?

 

Ritorno al passato

Tra Terminator e Robocop non saprei dire quale film ho visto più volte, ma la saga inventata da James Cameron mi ha sempre colpito maggiormente, grazie soprattutto alla sua tensione costante, con il buon vecchio Schwarzy che sembrava inarrestabile nella sua caccia a Sarah Connor.

Tensione che in Terminator 2: Il giorno del giudizio è stata portata su vette ancora più alte grazie alla magnifica creazione del T-1000 e della sua apparente invincibilità.

Proprio quel film mi spinse a chiedere come regalo The Terminator per Sega Master System che riuscii a finire dopo parecchie ore di sudore vista la sua difficoltà e forse anche grazie alla mia pazienza zen.

Da quel 1992 non ho giocato più ad un titolo su Terminator, ma grazie all’uscita nei cinema del nuovo film Destino Oscuro, ecco che gli autori del “magnifico” Rambo: Il Videogioco ( Teyon ) se ne escono con questo Terminator: Resistance pronti a farmi combattere di nuovo contro Skynet e il suo esercito di cyborg.

Cosa potrà mai andare storto?

Terminator resistence meniac recensione 1

Resistere non è mai stato così difficile

Nei panni di un membro della resistenza, Jacob Rivers, ci troviamo nella Los Angeles del 2028 devastata dalla guerra termonucleare scatenata contro Skynet, la rete di supercomputer diventata autocosciente che è riuscita a creare un esercito di cyborg e conquistare la Terra.

La trama di Resistance è piuttosto banale, ma grazie ad alcuni riferimenti ai primi due film, può essere sicuramente apprezzata dai fan sfegatati della saga.

Ovviamente la recitazione non è da Oscar, ma rispetto al precedente lavoro degli sviluppatori, c’è stato un notevole miglioramento, come l’implementazione di dialoghi a scelta multipla che andranno ad influenzare i rapporti con gli altri personaggi e persino il finale.

Il problema è che non avrete voglia di rigiocare una seconda volta Terminator: Resistance, perché dopo pochi minuti vi accorgerete dei tanti difetti, sia a livello di gameplay sia a livello grafico.

Terminator resistence meniac recensione 2

(G)huasta la vista, baby!

Il gioco è un classico e lineare sparatutto in prima persona: ci verranno assegnate delle missioni principali e altre secondarie del tutto facoltative, che ci richiederanno sempre di andare da un punto all’altro della mappa risultando ben presto monotone e poco stimolanti.

Nel mentre, potremo spazzolare ogni edificio alla ricerca di materiali utili per costruire nei vari banchi di lavoro in cui ci imbatteremo, grimaldelli, medikit,, proiettili e così via.

Il problema è che avremo sempre tutto in abbondanza e quindi ben presto ignoreremo i banchi e tireremo dritto per la nostra strada.

L’unica cosa che potrebbe farci perdere un pò di tempo nel crafting è il piccolo minigioco richiesto per modificare le armi al plasma, ma nulla di che ben inteso.

Anche il sistema di crescita del personaggio, che ci permette di sbloccare diverse abilità come l’hacking di varie porte (con un altro minigioco simile a Frogger) o il poter utilizzare armi più potenti, risulta del tutto opzionale se relazionato alla difficoltà del gioco.

I nemici che affronteremo non sembrano affatto controllati da un supercomputer, ma da un cervello di una gallina, vista la loro incapacità di combattere e inseguire il giocatore dopo essere stati allertati.

Inoltre, basteranno pochi colpi con il fucile al plasma per abbattere anche un battaglione di T-800 e se pensate che sparare a dei manichini sia divertente, ci pensa la totale assenza di feedback delle armi a rendere il tutto banale e decisamente dimenticabile.

Anche il comparto grafico rientra nella sfera del mediocre, anche se risulta un bel passo avanti rispetto a Rambo: Il Videogioco che era quasi inguardabile. Qui la modellazione degli ambienti e dei personaggi è passabile, ma il paragone va fatto con titoli di almeno una decade fa.

Ecco Terminator: Resistance rientra in quella categoria dei terribili tie-in tanto in voga un bel pò di anni fa che sono quasi scomparsi negli ultimi anni: perché allora fare un gioco del genere?

Non so perché ma ho una voglia matta di riaccendere il Master System.

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