The King is Dead – La nostra recensione

The King is Dead è una meraviglia. Con poche e semplici regole e una manciata di azioni a corredo riesce a creare un universo di gioco credibile e complesso

Il Re è morto. Lunga vita al Re … il prossimo.

Oggi vi portiamo in Inghilterra grazie a The King is Dead ( designer Peer Sylvester ), nella sua seconda edizione ed edito in italiano da Studio Supernova, in una veste grafica rivista e con alcune nuove introduzioni ( il titolo di Osprey Games inizialmente è stato distribuito nel 2015 ).

Regno Unito. Il Re è morto ed ora le fazioni che popolano il paese sono intente a conquistarne il potere.

The King is Dead ( 2-4 giocatori / età 14+ ) ci metterà nei panni di astuti strateghi intenti nel permettere ad una delle fazioni in campo di avere la meglio sulle altre, farendone la vottoria in base alle nostre mosse e contestualmente uscire vittoriosi dalla partita.

Pertanto non ci verrà chiesto di calarci nei panni di una fazione specifica bensì di lavorare dietro le quinte favorendo l’ orchestrazione generale e cercando di ottenere il consenso maggiore di una delle fazioni a fine partita.

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Al tavolo

Il setup è molto rapido, grazie anche alla componentistica limitata e ben organizzata.

La plancia centrale perimetrerà l’ Inghilterra, divisa in otto regioni. Su queste regioni andranno distribuiti casualmente i cubi influenza di tre differenti colori che contraddistingueranno le fazioni in gioco, ovvero Inglesi, Gallesi e Scozzesi.

I giocatori avranno dalla loro un set di 8 carte azione uguali per tutti ( modalità base ) tramite le quali imbastire azioni e due cubi fazione random grazie ai quali creare la propria collezione iniziale. Invece giocando in modalità avanzata si avranno 5 carte uguali per tutti e 3 verranno distribuite casualmente.

Fatto ciò, intorno al tabellone, verranno posizionate casualmente le carte regione, indispensabili per la conquista del paese.

Otto carte e nessuna pesca da mazzi vari a corredo. Quindi 8 azioni in totale a disposizione.

Ogni carta giocata non potrà essere ripescata e pertanto vien da se quanta strategia ci sia in ballo al tavolo. Le azioni ci permetteranno di spostare e modificare il numero di cubi, quindi i sostenitori delle varie fazioni, nelle varie regioni e ci faranno prelevare cubetti alla fine di ogni turno, eliminandoli direttamente dal tabellone e andando così a modificare la forza di una determinata fazione in una determinata regione e rimpinguare la nostra collezione di fazioni al fine di garantirsi la maggioranza a fine partita.

Durante lo scorrere del gioco, ad esempio nel caso in tutti i giocatori passino senza giocare carte, andrà in scena una lotta di potere che porterà a due risultati possibili: una regione avrà una maggioranza e quindi su questa verrà posizionato un token potere relativo alla fazione vincitrice oppure, in caso di pareggio, si andrà a posizionare un token invasione a testimoniare la predominanza delle forze Francesi.

La lotta di potere si disputerà su tutte le regioni seguendo l’ ordine delle carte regione precedentemente disposte randomincamente intorno al tabellone.

Il gioco terminerà quando tutte le regioni avranno risolto le loro lotte di potere, andando così ad incoronare vincitore il giocatore che avrà più cubetti della fazione che ha conquistato più regioni.

Ma occhio… non è sempre detto che qualche giocatore esca vincitore perchè se verranno posizionati 3 token invasione la partita terminerà regalando il regno unito alle forze Francesi.

Dicasi meraviglia

The King is Dead è una meraviglia. Con poche e semplici regole e una manciata di azioni a corredo riesce a creare un universo di gioco credibile e complesso.

Il saper dosare bene le propri azioni, che saranno irrecuperabili vista l’ esiguità e la non ripetibilità delle stesse, dona tanta strategia al tavolo, spingendo i giocatori allo studio e al ragionamento sull’ asse azione-conseguenza a medio termine.

Altro plus del gioco è la resa al tavolo. Il comparto grafico è stupendo. Icone chiarissime e niente testo. Materiali, se pur minimal, di ottima fattura. L’ artwork è impeccabile e riesce nell’ intento di trasportare il giocatore all’ interno del mondo di gioco, di chiaro stampo medioevale.

Il gioco scala molto bene e si ha l’ impressione di essere seduti intorno ad una scacchiera, tanto risulta strategico. Doveroso segnalare che da 2 a 3 giocatori si potrà giocare individualmente mentre in 4 giocatori il tutto si tramuterà in un gioco a squadre dove il richiesto silenzio tra gli stessi membri dovrà portare all’ eseguire azioni mentre si tiene d’ occhio la squadra avversaria.

Questa modalità a squadre, che all’ inizio può sembrare troppo incline al caso, invece ha il suo perchè e dona freschezza. Certo è che la modalità di gioco che preferiamo è quella individuale, quindi con un massimo di 3 giocatori.

Ogni partita si risolverà in max 40 minuti, minuti intensissimi che voleranno, ve lo assicuro.

Se state cercando un titolo strategico, veloce da intavolare e spiegare e con un’ altassima rigiocabilità, non possiamo che spingervi ad andare su Magic Merchant e piazzare subito il vostro ordine.

Non ve ne pentirete.

Augh.


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