giovedì, Luglio 18, 2024
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Wizardry: Proving Grounds of the Mad Overlord – La nostra recensione

A mio personale avviso, siamo di fronte ad un gioco che dovrebbe risiedere nella libreria digitale di ogni gamer

Trebor, signore di un castello medievale, è stato derubato di un potente amuleto dal mago Werdna. Grazie al potere dell’amuleto, Werdna si è insediato in fondo a una enorme fortezza sotterranea di 10 piani detta Il Labirinto, proprio sotto il castello, popolata da temibili mostri. Trebor, sconvolto, cerca degli eroi che affrontino la prova del labirinto per recuperare l’amuleto. Un gruppo di sei avventurieri, facendo campo base al castello, si addentra sempre più in profondità, con l’obiettivo finale di uccidere Werdna e ritornare al castello con l’amuleto.

Era il 1981 quando…

Appena abbiamo saputo del suo rilascio, non abbiamo resistito e ci siamo tuffati in Wizardry: Proving Grounds of the Mad Overlord, opera restaurata del caposaldo omonimo del genere Dungeon Crawler, rilasciato nel 1981 su Apple II da Sir-Tech per poi essere convertito successivamente su altre piattaforme.

Wizardry: Proving Grounds of the Mad Overlord (da ora in poi soltanto Wizardry, ndr), ha scritto un capitolo importantissimo nell’evoluzione del genere, dettando basi per decine e decine di opere future ispirate a quello che ancora oggi può essere definito un capolavoro senza se e senza ma.

Parliamo di un gioco di ruolo a tema dungeon crawling, assolutamente old-school, che fa del grinding una delle sue componenti principali.

Digital Eclipse ha ben pensato di mettere mano all’orginale, senza stravolgerlo ma donandogli una veste contemporanea. Di questo si tratta, ne più ne meno e per quanto mi riguarda è un esempio straordinario di preservazione adattata però a canoni moderni di presentazione.

Codice originale, stesso gioco, veste nuova

Wizardy, nella sua nuova veste, gira sul codice originale. Non aspettatevi stravolgimenti di forma e sostanza, o meglio Digital Eclipse ha introdotto alcune opzioni che vanno ad intevenire sulla struttura del labirinto, modificando il giusto alcuni livelli avanzati (opzionale) e introducendo alcune feature che possano aiutare l’utente nel districarsi all’interno dei bui e pericolissimi meandri del dungeon. Ad ogni modo il parco opzioni “moderne” disponibile permette di tornare alle impostazioni originali in qualsiasi momento.

Anche l’hub centrale, ovvero la cittadina con i suoi luoghi di interesse, ha ricevuto dei piccoli upgrade che permettono al giocatore di sfruttare più opzioni atte alla crescita dei personaggi. Tenete conto che avrete sempre in bella vista il gioco nella sua forma originale all’interno di un piccolo overlay a schermo oppure mettendolo in bella vista, sempre in overlay, centralmente.

Parlando del gameplay siamo su canoni molti classici. Un party di 6 avventurieri, oppure eroi se preferite, che si gettano all’interno di un dungeon con l’intento di concludere la loro missione e nel frattempo razziare tesori il più possibile.

Attenzione però, non avremo un pool fisso di 6 PG creati inizialmente (sia precostruiti che custom) ma avremo sempre la possibilità di reclutarne di nuovi in città, anche di livello superiore se avremo soldi a disposizione, cercando così la formula adatta per affrontare le minacce del profondo.

Anche il movimento all’interno dei puzzolenti cunicoli è classicissimo e prevede uno spostamento di uno spazio alla volta, come tradizione vuole.

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Ricordo che non stiamo parlando di un gioco paragonabile ad una passeggiata di salute. Wizardry è veramente hardcore nel vero senso del termine. Non aspettatevi facilitatori di qualche tipo e potreste trovarvi stecchiti dopo poche stanze. Il modo migliore di affrontare ogni livello è quello di battere in ritirata spesso, uscendo all’esterno, livellando i personaggi e tornando ad affrontare i pericoli sempre più forti, con calma e senza fretta, visto che il labirinto è contorto, pieno di corridoi e stanze, anche segrete.

Esplorare in lungo e in largo è cosa buona e giusta ma ricordatevi di tornare spesso a riveder le stelle.

Gli incontri casuali conterranno nemici che picchiano duro, anzi durissimo e già dal secondo livello inizierete a sentirne il peso in maniera importante. Come detto precentemente, il grind è all’ordine del giorno.

Inoltre il posizionamento del vostro party sarà fondamentale. Immaginate di stare all’interno di un dungeon di Dungeons & Dragons in chiave old-school. Non potrete mettere in prima linea maghi o chierici perchè faranno sicuramente una brutta fine. Inoltre un tank in seconda fila, preferendo il combattimento melee, non avrà modo di colpire i nemici.

Quindi un’ attenta scelta dei PG, commistionata alla loro posizione in base alle abilità, magie, stregonerie e chi ne ha più ne metta, sarà la chiave del tanto faticato successo senza dimenticarsi che tornare in città per respirare e rioganizzare il gruppo non è azione disdicevole ma il modo migliore per riuscire a scendere sempre di più attraverso il labirinto.

Il RE è tornato!

Siete dei giocatori navigati di giochi di ruolo,cRPG e affini? Pensate che Wizardry possa essere un passatempo mentre state affrontando l’ennemiso boss in un souls-like? Non ci siamo…

Wizardry è duro come la pietra e metterà alla prova le vostre capacità di strategia, tattica e pianificazione.

A mio personale avviso, siamo di fronte ad un gioco che dovrebbe risiedere nella libreria digitale di ogni gamer. Questo titolo gioca un campionato a se stante e merita tutta l’attenzione possibile.

Il valore storico intrinseco che si porta dietro, aggiunto ad un modello di gameplay assolutamente attuale e un grado di sfida importante, lo rende un’esperienza che va assolutamente vissuta e approfondita.

Non aggiungo altro se non “acquistatelo”.

Augh!


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