Greedfall – La nostra recensione

Se dal lato ruolistico GreedFall mi ha soddisfatto pienamente, tra le note dolenti devo purtroppo segnalare la realizzazione dal punto di vista tecnico.

 

Tornano i Ragni

Mentre stavo giocando a GreedFall mi sono venute in mente le mie giornate trascorse al liceo: “il ragazzo ha le capacità ma non si esprime al massimo delle sue possibilità”.

Ecco, il gioco di ruolo sviluppato da Spiders rispecchia questa frase in pieno dove a fondamenta belle solide non corrispondono una struttura e una rifinitura tali da far entrare il titolo tra i migliori esponenti del genere.

Forse memori dei loro titoli passati (da Faery: Legends of Avalon a The Technomancer) il team francese avrebbe fatto meglio a contenere le proprie ambizioni e magari riuscire a creare un gioco privo dei molti difetti già presenti nei loro precedenti lavori.

Greedfall Meniac recensione

Teer Fradee: L’ isola che non c’è

Il background narrativo di GreedFall è davvero singolare: se di primo acchito ci troviamo di fronte alla riproposizione romanzata di ciò che è accaduto nel 1500 tra gli stati europei e il nuovo mondo, ben presto verremo a contatto con elementi fantasy e soprannaturali che creeranno un mix unico e particolare.

Come spesso accade in questo tipo di giochi, potremo scegliere le caratteristiche del nostro personaggio, dall’aspetto fisico alla classe di partenza che però non ci precluderà di cambiare completamente abilità e talenti nel corso della storia.

Il nostro compito sarà quello di trovare una cura contro la malicore, una malattia simile alla peste che sta infestando la nostra nazione di origine e per questo saremo chiamati ad imbarcarci per l’isola di Teer Fradee, terra ricca e incontaminata, ma contesa tra diverse fazioni.

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Da un lato avremo i seguaci della fede divina, con tanto d’inquisizione pronta a mandare al rogo chiunque si rifiuti di seguire il loro credo, dall’altro ci troveremo di fronte coloro che hanno come unico “lume” la ragione e la scienza. Vi ricorda qualcosa?

Inoltre appena giunti sull’isola, nei panni di novelli Conquistadores, ci imbatteremo nei nativi locali, rappresentati da diverse tribù ciascuna con i propri costumi e usanze, e starà a noi decidere come comportarci e di chi fidarci; in pratica saremo visti come i classici stranieri cattivi disposti a tutto pur di impossessarsi e saccheggiare le ricchezze della nuova terra.

Il punto forte di GreedFall è proprio la narrativa. Se le missioni principali sono abbastanza standard per il genere, mi hanno colpito soprattutto la scrittura e la varietà di quelle secondarie. Ne avremo sempre a disposizione un bel po’ fin dai primi minuti di gioco e, oltre ad incrementare il nostro livello una volta completate, ci faranno conoscere personaggi e storie davvero interessanti.

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Ma dove vai se la pausa tattica non ce l’ hai

Un gioco di ruolo che si rispetti oltre ad avere una bella storia coinvolgente, deve garantire anche un buon sistema di combattimento. Ecco, proprio su questo punto, ho trovato luci ed ombre ad attendermi.

Come armi principali avremo due classiche armi da mischia (dalle spade ad una mano alle pesantissime mazze chiodate), accompagnate da un’ arma a distanza, la possibilità di piazzare trappole e lanciare incantesimi e la classica barra del “furore” che una volta riempita ci permetterà di essere invincibili e aumentare i danni dei nostri attacchi.

Se come impostazione quindi risulta abbastanza standard, è la realizzazione che manca di cura e risulta insufficiente; causa una legnosità delle animazioni davvero evidente, non sarà semplice colpire e schivare con il giusto tempismo, ritrovandoci molto spesso ad abusare delle cure per ripristinare la nostra salute.

Per fortuna ci viene in aiuto la pausa tattica: in qualunque momento potremo congelare il combattimento e scegliere quale azione far compiere al nostro personaggio, con risultati quasi sempre efficaci e molto meno frustranti.

Insieme a noi possiamo arruolare alcuni dei personaggi che incontreremo lungo il nostro cammino, anche loro con diverse abilità, che ci aiuteranno durante i combattimenti e devo dire anche in maniera abbastanza importante, riuscendo a sbaragliare i nemici spesso con troppa facilità.

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Lo sviluppo del personaggio passa attraverso la gestione dell’equipaggiamento e lo sbloccare abilità, attributi e talenti. Nel primo caso ci ritroveremo a raccogliere vestiti e armi da forzieri e nemici sconfitti, con la possibilità di modificare le loro caratteristiche nei banchi di lavoro, aumentando così il loro valore e la loro efficacia.

Nel secondo caso saranno i punti da noi accumulati salendo di livello a permetterci di sbloccare bonus e nuove caratteristiche come la possibilità di creare pozioni o incantesimi molto utili nel combattimento a distanza.

E proprio come svilupperemo il nostro personaggio influenzerà lo svolgimento delle missioni, con diversi approcci che a volte saranno preclusi a causa di un livello troppo basso di un’abilità, contribuendo di fatto alla rigiocabilità e alla varietà del titolo.

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Realizzazione tecnica: poca gioia, tanti dolori

Se dal lato ruolistico GreedFall mi ha soddisfatto pienamente, tra le note dolenti devo purtroppo segnalare la realizzazione dal punto di vista tecnico.

In assoluto non è un titolo carente a livello visivo, ma forse quell’ambizione troppo grande a cui accennavo prima, ha portato gli sviluppatori a fare il passo più lungo della gamba, con risultati tra il discreto e il mediocre.

Per quanto riguarda le città e i paesaggi dell’isola di Teer Fradee ci troviamo di fronte ad un buon lavoro anche se le strutture presentano per buona parte gli stessi asset riciclati, specialmente negli interni.

I personaggi invece presentano animazioni legnose e un’espressività quasi nulla, cosa che disturba parecchio visto il gran numero di dialoghi in cui ci imbatteremo.

Stessa cosa per i vari mostri base, un pò anonimi e poco dettagliati. Al contrario ho trovato i vari boss abbastanza ispirati dal lato artistico e anche per quanto riguarda il loro set di attacchi.

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La colona sonora è davvero riuscita con motivi orchestrali che ci incalzeranno ogni qual volta entreremo in combattimento o staremo per prendere una decisione importante. Buono anche il doppiaggio in inglese con vari accenti caratteristici della provenienza dei vari personaggi e i sottotitoli in italiano che non presentano errori e rimangono fedeli nella traduzione.

Se lo mettiamo sullo stesso livello di un The Witcher o di un Dragon Age ovviamente GreedFall ne risulta sconfitto, ma più per una mancanza di rifinitura e di pulizia, dovuta sicuramente ad un budget inferiore, ma anche ad una gestione del progetto non propriamente oculata e troppo ambiziosa.

Le capacità ci sono, speriamo che nel prossimo gioco gli Spiders possano esprimersi al massimo delle loro possibilità.

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