venerdì, Giugno 21, 2024
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Cannon Dancer/Osman – La nostra recensione

CannonDancer/Osman risulta un titolo godibile, divertente e adrenalinico, pur rimanendo molto ancorato ai canoni di Strider

Qualcuno ha detto Strider?

Ci sono Arcade che sono caduti nel dimenticatoio, vuoi per la poca diffusione, vuoi perchè non sono mai riusciti a varcare i confini di determinate regioni oppure non hanno mai beneficiato di porting su home computer o console.

Cannon Dancer, conosciuto in occidente come Osman, rientra in questa categoria, arcade dimenticati che oggi tornano a splendere grazie ad un lavoro di preservazione e distribuzione che ha un valore molto importante nell’ ecosistema videoludico.

ININ Games e Ratalaika Games, che ne ha sviluppato il porting, ci hanno messo nelle condizioni di mettere mano a questo gioco.

Cannon Dancer è il seguito spirituale del famosissimo Strider, tanto che il suo creative director è proprio Kouichi Yotsui, ex capcom e ex director di Strider.

Questo gioco vuole portare la formula vincente di Strider su nuovi livelli, mantenendo ben salda però le meccaniche di fondo con progressione orizzontale e verticale e un level design che sfida la gravità.

Dalla Russia al Medio Oriente

Sequel si, ma come detto spirituale in quanto Cannon Dancer si scosta dalla Russia distopica di Strider e si tuffa in un altrettanto distopico Medio Oriente.

Kirin, il protagonista, è un mercenario assoldato dal direttore degli affari giudiziari del governo mondiale per mettere fine alla minaccia terrorista di Abdullah lo Schiavista.

Kirin verrà poi tradito dal suddetto direttore e dopo essere stato lasciato a morire nel deserto, troverà modo di liberarsi e compiere la sua vendetta, con tanto di scontro con le divinità.

Trama folle? Assolutamente e direi anche “naturalmente” visto che parliamo di un arcade prettamente Giapponese.

Vale la pena?

Le differenze con Strider sono poche ma tangibili. Ad esempio si potrà beneficiare di power-up che potenzieranno la nostra capacità di offesa con tanto di cloni statici che produrranno attacchi. Abbiamo poi animazioni ancora più fluide e un parco nemici/mid-boss/boss piuttosto nutrito nonostante l’ esigua durata del gioco.

Tenete conto che per finire Cannon Dancer saranno necessari circa 40 minuti, forse anche 30 se siete degli smaliziati arcader. Il gioco si articola in stage, partendo dai primi livelli molto più blandi per poi sfociare in livelli assolutamente punitivi, con tanto di boss-rush finale al limite di ogni immaginazione.

Dobbiamo però segnalare che in questo porting sono state inserite diverse opzioni che, oltre a proporre modalità video varie, rewind, save state e la possibilità di giocare alla versione Occidentale e a quella Orientale del titolo, permettono anche di poter attivare cheat al fine di rendere l’ esperienza più rilassata.

Nulla toglie di poter giocare senza facilitazioni, save state e orpelli vari e quindi godere appieno dell’ esperienza pensata per l’ originale.

Questa modalità si chiama Sfida e offre comunque al giocatore di poter scegliere due bonus ad inizio partita come, ad esempio, l’ invincibilità durante l’attacco, durante i salti o la scivolata, attacco automatico e altro ancora. Sarete liberi di attivarli o meno sia chiaro. In questa modalità si potranno anche sbloccare trofei.

Detto ciò CannonDancer/Osman risulta un titolo godibile, con tanto di lingua italiana per quanto riguarda i menù, divertente e adrenalinico. La somiglianza con Strider è fin troppo evidente e tende a sminuire il gioco nella sua totalità, spesso anche in vista di alcuni boss che ricordano troppo il design precedente.

A conti fatti, se non siete degli amanti sfegatati del retrogaming non mi sento di consigliarlo, visto anche il prezzo ( 29 euro ). Se invece siete amanti del design di Strider e volete mettere le mani su un prodotto confinato alla sole sale giochi, con una distribuzione al tempo piuttosto esigua e siete pronti ad una sfida ardua contornata da un folle sceneggiatura e artwork, allora fateci un pensierino.

Augh


cannon dancer osman meniac recensione 9

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