Castle Wolfenstein – Come tutto ebbe inizio

Un titolo che ha embrionalmente ha dato vita ad un genere

 

E venne lo stealth

Voglio parlare di Castle Wolfenstein, gioco che ha dato i natali alla nota serie di videogames, diventata famosa anche per i suo tratti molto forti e sfrontati.

Castle Wolfenstein c64 meniacCastle Wolfenstein è stato sviluppato da Muse software o meglio da Silas S. Warner e fu rilasciato inizialmente su Apple II nel 1981 per poi fare la sua apparizione anche sulla famiglia di home computer Atari 8bit, Commodore 64 e Ms-Dos circa 3 anni dopo.

Mi viene subito da dire che questo gioco è di sicuro l’ alpha del genere stealth. E non è cosa da poco.

In Castle Wolfenstein ci troveremo ad esplorare 64 stanze alla ricerca dei piani di guerra dei nazisti, armati inizialmente di una pistola e dieci proiettili, prima di poter darsi alla fuga. Ogni stanza del castello sarà sorvegliata da soldati semplici nazisti e dalle temutissime SS.

Fuga dal castello

Ed è qui che l’ anima più stealth di questo gioco viene fuori. Puntando l’arma verso un nemico potremo farlo arrendere e rubargli così i suoi oggetti, divisa compresa. Pertanto vestendoci da SS riusciremo a passare inosservati agli occhi dei soldati semplici ma non scamperemo agli sguardi vigili e attenti delle altre SS. Inoltre potremo derubare i corpi dei nemici che uccideremo e rovistare nella varie casse che sono disseminate all’ interno del castello acquisendo così chiavi, proiettili, granate, medaglie e vesti.

Castle Wolfenstein c64 meniacGraficamente siamo di fronte ad un titolo che non ha nulla da dire. Ambienti e sprite sono ai minimi termini e probabilmente su Apple II il gioco poteva anche essere visivamente gradevole ma su Commodore 64, sistema su cui l’ ho giocato, di certo l’ impatto è piuttosto deludente. La visuale top-down cozza con il design 2d del protagonista e dei nemici creando un “piano-visione” piuttosto alterato che seppur funzionando nella sua totalità risulta troppo scarno e poco ispirato.

Il gameplay è tutto basato su l’ acquisire risorse, uccidere e vestire uniformi. Ciò non vuole essere un male, anzi è proprio il modello di gioco ciò che rende importante questo titolo nell’ ecosistema videoludico. L’ autore ha provato anche ad inserire un abbozzo, e sottolineo abbozzo, di IA applicato al comportamento dei soldati e degli ufficiali nazisti: i soldati semplici pattuglieranno la zona e ci attaccheranno una volta che ci avranno individuato mentre gli ufficiali, se ci individueranno, ci daranno la caccia anche in altre stanze facendo scattare l’ allarme.

Ripeto, si tratta di piccole routine comportamentali ma che contestualizzate agli anni di riferimento non risultano poi essere così scontate.

A livello sonoro siamo ai minimi termini anche se fu inserito un sinth vocale che “gracchiando” in modo incomprensibile doveva in qualche modo riprodurre degli avvisi in tedesco ( ho sempre capito soltanto Achtung, ndr ).

Il valore del concetto

Di certo Castle Wolfenstein è un gioco che visto e giocato oggi non regala chissà quale sensazione. Un prodotto che data la sua natura tecnica soffre in maniera importante il peso degli anni.

Castle Wolfenstein c64 meniacNonostante ciò è un gioco importante. Un titolo che ha embrionalmente ha dato vita ad un genere, gettando le basi che ID Software ha sfruttato in maniera ottima negli anni a seguire, una volta acquisiti i diritti, anche se in seguito la serie Wolfenstein è divenuta un FPS tutto muscoli e pallottole dove la componente stealth è soltanto una trascurabile possibilità.

Una caratteristica che è rimasta invariata dal 1981 a oggi è il carattere forte e irriverente che pervade ogni produzione a brand Wolfenstein e che viene sbattuto in faccia al videogiocatore senza problema alcuno.

Un gioco che vale la pena recuperare soltanto per il suo valore storico perchè Joystick alla mano non risulterà nulla d’ imperdibile.

Naturalmente consigliatissimo a tutti i fan della serie, sempre per valore storico ed evolutivo.

Augh.

Castle Wolfenstein c64 meniac

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