Ghost Recon: Breakpoint – La nostra recensione

Serve più coraggio, voglia di mostrare i denti e proporre qualcosa che sappia essere fresco, con qualche novità e tanto carattere. Breakpoint non ha nulla di questo.

I Ghosts sono tornati …

Ed eccoci pronti a parlarvi di Ghost Recon: Breakpoint, ultima fatica di Ubisoft, che ci riporta nei panni dei Ghost per l’ undicesima volta.

Partiamo subito con un piccolo incipit: le premesse di Breakpoint erano molte, a partire da un più profondo e convincente aspetto survival che avrebbe donato a questo capitolo molto più realismo e una componente cooperativa forte e sostanzialmente necessaria.

Detto ciò veniamo alle nostre impressioni.

Breakpoint ci catapulta sull’ isola di Auroa, isola che vede la natura selvaggia e incontaminata dividersi lo spazio con avveniristiche strutture. Perchè? Su Auroa è di base una società altamente tecnologica, la Skell Tecnology, società che data la sua natura di ricerca e sviluppo farà gola a Cole Walker, un ex-ghost, che insieme al suo gruppo di mercenari denominato ” i Lupi ” se ne approprierà per i suoi meri fini. Pertanto il paradiso di Auroa si è tramutato un grande avamposto di mercenari, pronti a tutto per difendere ciò di cui si sono impossessati.

Naturalmente starà a noi tentare di liberare l’ isola, anche se in Breakpoint saremo prede più che cacciatori.

Questo stralcio narrativo vi dovrebbe far capire che c’è stato lo sforzo di ribaltare i fronti, mettendo il giocatore di fronte ad una nuova ottica. Partiamo quindi subito con l’ analizzare il fronte “storia”.

Se inizialmente le premesse per un grande canovaccio ci sono tutte, dopo diverse ore di gioco l’ orizzonte roseo tende ad oscurarsi, portando la storia a diluirsi in inutili e scialbi cavilli che non rendono certo giustizia al prologo iniziale. Peccato.

Se la narrazione non convince non sarà di certo il gameplay a risollevare le sorti di questo titolo. Nonostante il gioco risulti divertente non riesce mai a decollare, complice una IA “basilare”, un mondo di gioco piuttosto vuoto e tanto riciclo da altri prodotti Ubisoft che non fa altro che appiattire il prodotto piuttosto che elevarlo.

Ghost Recon Breakpoint meniac recensione 8

… ma senza lasciare il segno

Potrei definire Ghost Recon: Breakpoint un open-world/looter-shooter/survival/action/stealth/gdr … troppa carne al fuoco insomma.

Ogni piccolo sottogenere si fonde in maniera piuttosto congrua con i restanti ma l’ impressione generale che si ha giocando è che nulla sia stato veramente approfondito in quanto vi troverete di fronte ad elementi di gameplay e meccaniche presi qua e la da Assassin’s Creed Odyssey, The Division 2 e Ghost Recon: Wildlands, per poi confezionare un prodotto che non riesce ad eccellere in nessuna genere.

Il looting è fin a se stesso e il compulsivo andare a rovistare in ogni dove alla ricerca di casse e drop è un’ attività che ripaga a metà visto e considerato che spesse volte gli equipaggiamenti trovati non miglioreranno di tanto le nostre caratteristiche in game ( eccezion fatta per alcune particolari armi in fase piuttosto avanzata ) nonostante siano evidenziati dei miglioramenti, almeno sulla carta.

Lasciamo stare lo stealth in quanto feature veramente trascurabile. Si possono aggirare tranquillamente le ronde nemiche e, visto che i nemici non respawnano, basterà farne fuori alcuni per poi allontanarsi e successivamente tornare indietro facendone fuori altri e via dicendo, tanto state tranquilli che i Lupi torneranno sempre sui loro passi, prendendo le stesse posizioni e comportandosi sempre alla stessa maniera.

Il nostro personaggio potrà subire ferite che, se non curate, lo porteranno ad avere malus alla mobilità. Ma alla fine dei conti l’ aspetto survival del gioco si riduce a questo e poco di più.

Gdr.. già… gdr. Parlando dell’ aspetto ruolistico ho invece trovato abbastanza profondità. L’ albero delle abilità è vasto e molto soddisfacente. Inoltre sarà possibile switchare classe in ogni momento in modo da cambiare il nostro operato sul campo, specialmente giocando in multi.

Ghost Recon Breakpoint meniac recensione 7

Fetch quest… tante fetch quest

La struttura delle missioni è veramente vetusta. Un tripudio di fetch quest, tra principali e secondarie, poco ispirate e tutte uguali che si riassumono nel vai al punto A, parla con il tizio X che ti manderà al punto B per recuperare un oggetto o parlare con tizio Y. Un continuo vai e vieni per tutta l’ isola che non gratifica affatto, anzi…

La componente multiplayer dovrebbe essere il fiore all’ occhiello dell’ esperienza. Purtroppo però, se da un lato organizzandosi con un gruppo di amici e coordinando bene il gruppo si riesce a creare un’ esperienza piuttosto conguente, se si utilizzerà il matchmaking ci troveremo di fronte all’ anarchia più generale e spesso non riusciremo nemmeno ad interpretare il ruolo su cui ci siamo specializzati. Non parliamo poi del fatto che ci potremo trovare catapultati in momenti avanzati della storia anche se noi siamo ben lontani da quel determinato punto narrativo.

Presente anche una modalità PvP, suddivisa a sua volta in due modalità: Eliminazione e Sabotaggio: Eliminazione è un deathmatch, ne più ne meno, con un’ area che si restringe ( vi ricorda qualcosa? ndr ). In Sabotaggio invece dovremo piazzare un’ ordigno esplosivo nell’ area nemica e difenderlo. Nessuna delle due modalità è irresistibile, preferisco di gran lunga il PvE. Di buono c’è che i punti abilità guadagnati nel PvP saranno condivisi con la modalità storia.

Parlando brevemente del Gunplay l’ ho trovato soddisfacente anche se non eccelle per precisione. Non credo serva aggiungere altro.

Graficamente il gioco soffre di alti e bassi. Molto ben realizzati i modelli dei personaggi, non c’ è che dire. L’ isola di Auroa è grande e per esplorarla in lungo e in largo sarà necessario diverso tempo.

Peccato che non tutte le location siano curate allo stesso modo; si passerà da luoghi dettagliati e ricchi a spazi desolati e poco ispirati. Inoltre gli spostamenti non sono poi il massimo: nonostante si possano utilizzare diversi mezzi di locomozione quali moto, truck, macchine blindate, elicotteri e via dicendo, con un modello di guida arcade che personalmente non mi dispiace affatto, il mondo di gioco è talmente vuoto che l’ andare da un punto all’ altro sarà piuttosto noioso.

Si possono incontrare sporadiche pattuglie sparse qua e la ( spesso in posti assurdi , ndr ) ma che sono facilmente bypassabili andando oltre senza curarsi di loro. Non parliamo poi dell’ elicottero. Questo mezzo è fondamentale per l’ esplorazione ma è talmente lento che spesso si prediligono altri mezzi. Dai, come fa un elicottero ad essere più lento di una camionetta?

Altra nota negativa sono i menù… troppo lenti da navigare nonostante risultino accessibili e molto ben organizzati. Questa lentezza è frustrante in quanto ci troveremo ogni 2 x 3 ad accedere all’ inventario, al registro delle missioni, alla distribuzione dei punti abilità; passare da una sezione all’ altra è snervante, ve lo assicuro.

Sul fronte sonoro il gioco non eccelle. Diciamo che fa il suo lavoro ma senza lasciare memoria nel giocatore. Stesso dicasi del doppiaggio.

Ghost Recon Breakpoint meniac recensione 9

Speriamo nel dodicesimo

Non credo serva andare oltre. Breakpoint si è rivelato un’ occasione sprecata. Come già detto in precedenza troppa carne al fuoco e troppo riciclo di altri titoli. Questo pot-pourri non riesce a convincere e dopo decine di ore di gioco posso confermare che ho corso nel portare a termine l’ avventura, stanco e annoiato. D’ altronde la closed beta, recensita QUI, non mi aveva convinto del tutto e i miei timori sono stati altamente confermati.

Voglio anche soffermarmi sull’ always online, features che evidenzia la vera natura del gioco… multiplayer-online. Bene cari lettori… mi sono divertito più in single-player che in multiplayer e questo dovrebbe dirla lunga sulla confusione che aleggia intorno a questo titolo.

Anche se Breakpoint a tratti diverte, e non posso negarlo, alla lunga tende ad essere troppo ripetitivo e a perdere carattere, troppo. Le potenzialità ci sono eccome ma purtroppo annegano in un mare di deja-vu privando il titolo di un propria anima.

Serve più coraggio, voglia di mostrare i denti e proporre qualcosa che sappia essere fresco, con qualche novità e tanto carattere.

Breakpoint non ha nulla di questo.

Augh.

Ghost Recon Breakpoint meniac recensione 10