Driven Out – La nostra recensione

Driven Out è un titolo borderline. Un esercizio di stile più che un gioco, dove bellissimi paesaggi si fondono a impietosi combattimenti e innumerevoli Game Over al limite della follia videoludica.

Un giorno, mentre zappavo il campo…

Oggi vi parliamo del nuovo gioco di No Pest Productions ( A Bastard’s Tale per intenderci, titolo di cui parleremo in un altro articolo, ndr ).  Driven Out è un indie piuttosto particolare, semplice nel suo concept ma difficilissimo da portare a termine.

Una bestia ardua da domare, non impossible ma veramente impegnativa.

Non aspettatevi una qualsiasi storia in questo gioco, sia ben chiaro. Vestiremo i panni di una ragazza che mentre è intenta a lavorare un piccolo campo viene in possesso di uno strano marchingegno caduto dal cielo. Mentre lo sta raccogliendo arriva un cavaliere in corsa che inciampando perde la sua spada. La ragazza la raccoglie e da qui in poi sarà un susseguirsi di combattimenti all’ arma bianca.

Questo è quanto e al limite starà a voi creare una sorta di filo conduttore a quanto vi troverete ad affrontare… sempre che ci riusciate.

Driven out meniac recensione 11

Quando il gioco si fa duro… troppo duro …

Il gameplay è di puro stampo hardcore, non ci piove. La nostra eroina avrà a sua disposizone tre tipologie di attacco ( fendente alto, fendente basso e fendenete al tronco ) e potrà difendersi da altrettante tipologie di attacco nemico. Tutto qui: attaco, difesa, difesa, difesa, attacco …..

Ci si muove in un mondo che inizialmente appare piuttosto normale per poi sfociare in un connubio di dark-tales mescolate al fantasy medioevale. Perciò si esplorerà, molto linearmente, il mondo di gioco, fronteggiando nemici e cercando di rimanere vivi il più a lungo possibile.

Lo strano marchingengo recuperato all’ inzio ci verrà in aiuto in tal senso in quanto potrà essere utilizzato per creare il nostro ologramma, che potrà essere usato come punto di respawn in caso di morte, mantendo anche i danni inflitti al cattivone di turno, oppure come una sorta di bersaglio fittizio permettendoci di infliggere qualche danno agli avversari in sicurezza.

Il gioco è lento, bisogna ponderare bene ogni mossa e cercare di intercettare in modo preciso i colpi nemici. Riuscendo a parare un colpo con il giusto tempismo si potrà aprire una finestra di attacco “safe” temporanea, molto temporanea.

Graficamente ho trovato questo gioco in pixel art veramente ben realizzato. Bellissimi gli sfondi e le ambientazioni come è magistrale l’ uso delle palette di colori. Anche la fisica dei colpi è molto ben realizzata e trasmette molto bene la pesantezza e l’ efficacia dei colpi, sia subiti che inferti.

Purtroppo però le animazioni del nostro personaggio e dei nemici sono molto limitate, a tratti scattose e confuse al punto che intuire in che direzione verrà scagliato un attacco sarà spesso operazione non proprio chiara.

Questo porta a numerose morti, moltissime, e tenete bene a mente che una volta esaurito il potere del marchingegno bisognerà ricominciare il nostro cammino dall’ inizio. Un Trial & Error esasperato all’ ennesima potenza che può portare all’ abbandono del titolo in fase molto prematura, complice anche una curva d’ apprendimento veramente ripida. E non pensate minimamente a livellamenti, perk o armi accessorie; in Driven Out avrete con voi una spada e nulla di più e una ripetitività di gameplay marcata e assillante.

Lungi da voi accostare minimamente questo gioco con Souls e affini… siamo su terrenti molto lontani.

driven out meniac recensione 4

Avviso ai gamers

L’ assenza di una qualsivoglia storia si sente pesantemente e presto ne sentirete la mancanza in quanto ogni vostro sforzo di avanzare non sarà mai gratificato da nulla, se non il mettere alla prova voi stessi, i vostri riflessi, la vostra memoria e soprattutto il vostro sistema nervoso.

Un gioco che mi sento di consigliare solo agli amanti delle prove al limite dell’ impossibile, dove solo caparbietà e tenacia saranno le costanti per riuscire ad arrivare alla fine di questo assurdo viaggio sensa senso.

A meno che non siate alla ricerca di una vera sfida con voi stessi, dove il gioco e il suo sviluppo non vi aiuteranno di certo nell’ impresa rendendo le ore spese al pad un vero inferno, statene alla larga.

Driven Out è un titolo borderline. Un esercizio di stile più che un gioco, dove bellissimi paesaggi si fondono a impietosi combattimenti e innumerevoli Game Over al limite della follia videoludica.

Augh.


Driven out meniac recensione 5

 

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