Rust: The AfterWorld – La nostra recensione

Intrigante, profondo e con meccaniche molto ben congeniate

E poi venne la Ruggine…

Dunque dunque dunque…da dove iniziare? mmmh … card game ? role play ? strategico ?

Oggi scriviamo di Rust: The AfterWorld, gioco edito dalla The AfterWorld Company dopo una campagna kickstarter conclusasi con successo e figlio delle menti di Max Pietricola e Daniele Visentin.

Rust: The AfterWorld è fondamentalmente un gioco di carte, con elementi da RPG, ambientato in un mondo post-apocalittico dove il pianeta è caduto in rovina dopo una devastante guerra alla quale è seguita una terribile pandemia che colpisce indistintamente uomini e macchine, la ruggine ( Rust, ndr ).

Nei panni di un capofazione, o meglio Master, dovremo fare in modo che le nostre conquiste non cadano preda dei nemici, che i nostri soldati, o meglio sopravvissuti, riescano a conquistare e difendere. In poche parole dovremo resistere il più possibile in questo duro e crudele mondo.

Lo scopo è semplice: radere al suolo le riserve dei nemici, portandoli quindi alla resa oppure guadagnare un numero preciso di punti Destino che ci decreteranno ” bruti assoluti”.

La solita minestra quindi? gioca la carta giusta al momento giusto… cerca di anticipare le mosse del nemico… fai scudo? … Ni.

Rust: The Afterworld è un 1vs1 molto molto profondo che dietro a poche regole riesce a sviluppare un suo modo di essere. Diciamo che gli autori non hanno reinventato la ruota ma hanno prestato attenzione a diversi aspetti che rendono il prodotto godibile e molto personale.

Mettiamola così: una sorta di trasposizione light di un gdr all’ interno di un classico card-game. Detto ciò vediamo a grandi linee il gameplay.

Rust The AfterWorld Meniac recensione 1

Mano alle carte

In R:TA ogni giocatore controllerà una fazione specifica. Al momento sono disponibili due pack di fazioni: Noth vs South e East vs West. Ogni pack conterrà due mazzi, composti da 43 carte c.u e comprendenti 1 master, 40 carte fazione, 2 carte speciali denominate Token.

Una volta posizionato il master nel suo posto specifico all’ interno della plancia giocatore ( non necesassaria ma utile, ndr), che si tratta in verità della prima faccia del regolamento, non dovremo far altro che mischiare le 40 carte fazione e posizionarle a faccia in giù anch’esse nell’ apposito spazio.

Le 2 carte speciali andranno tenute da parte. Poi ogni giocatore pescherà 4 carte dal mazzo e via… si gioca. ( tempo di setup : 5 minuti ).

Ed ecco che si inzieranno ad intravedere le prime particolarità del gioco. La plancia giocatore è suddivisa in zone quali Borderlands, Linea d’ attacco, Domini, Quest.

Ogni zona rappresenterà il perimetro d’ azione di ogni componente di gioco e potremo muovere i nostri sopravvissuti, in gruppo o singolarmente, nelle varie zone al fine di presidiarle, imbarcarsi in quest, essere pronti all’ attacco o alla difesa. A questo aggiungete i Device, utilizzabili solo dal master per un massimo di 4, e gli oggetti ad effetto, ovvero oggetti che se giocati si attiveranno producendo un qualcosa oppure potranno essere affiancati ad un qualcosa per aumentarne le capacità.

Per decidere l’ ordine di turno e anche attivare possibilità in game, si dovrà sempre effettuare un lancio di un D20 per determinare l’ iniziativa ( role play 4 ever, ndr ). Chi avrà il valore più alto sarà il primo giocatore attivo nel turno, anzi nel giorno in corso in quanto nel gioco i turni sono chiamati giorni.

I giorni sono suddivisi in una serie di steps ovvero: pescare carte, determinare l’ iniziativa, movimento, attivare skills, azioni principali, guerra, ancora skills, ruggine.

Nel dettaglio :

Pescare carte ci farà rimpolpare la mano di una carta pescandola dal mazzo.

Determinare l’ iniziativa ci farà rollare il tanto amato ( almeno da noi, ndr ) D20 in modo da stabilire chi agirà per primo.

Movimento ci permetterà di muovere sopravvissuti e master

Attivare Skills non credo abbia bisogno di spiegazioni.

Azioni principali ci permetterà d’ intraprendere una delle seguenti opzioni: giocare X survivor, giocare un dominio, assegnare un device al master, iniziare una quest, dichiarare guerra.

– La fase Guerra si attiverà soltanto se precedentemente dichiarata, altrimenti si salterà. In questa fase si risolvono gli scontri e si valutano gli esiti in base ai valori delle carte e alla somma dei loro modificatori.

Skills, vedi precedente.

Ruggine : la ruggine si espande e colpisce senza freni chiunque e qualsiasi cosa sul suo cammino.

Ogni carta che giocheremo avrà delle caratteristiche ben precise e si andrà dai classici valori di attacco, costituzione e armatura, utili in caso di combattimento, fino all’ acquisizione di punti Destino che si guadagneranno giocando carte “uniche”, portando a termine Quest, una serie di prove da superare, o posizionando Domini, ovvero dei luoghi o delle scoperte che una volta entrati in gioco ci faranno conquistare punti e aggiungeranno bonus finchè saranno in nostro posesso.

Le carte andranno a decurtare, in alcuni casi, tot provviste dalla nostra riserva pertanto bisognerà fare sempre attenzione a cosa si gioca e come al fine di non rimanere troppo a secco di risorse. Già perchè come detto precedentemente finire le risorse equivarrà a sconfitta.

Le carte giocate, tutte quelle che si hanno in mano o in parte, a discrezione del giocatore e di quello che si trova tra le mani, andranno sempre posizionate a faccia in giù per non rivelarne l’ entità all’ avversario. Quando anche l’ altro giocatore avrà giocato tutte le sue carte, queste verrano scoperte mettendo così in scena quello che si potrebbe prospettare nel turno.

Il Master sarà parte attiva del tutto. Si potrà muovere, attaccare ( se avrà un valore di attacco superiore alla zero ), difendere etc etc. Ma attenzione: ogni attacco andato a buon fine verso il master andrà a decurtare risorse, perciò è sempre bene cercare di corrazzare bene il nostro Boss altrimenti sarà presto la fine per la nostra fazione. Da notare che il Master potrà salire di livello, attivando la propria skills e godere così di poteri sempre più importanti, pagando però il prezzo dell’ upgrade.

E le carte Token che abbiamo lasciato fuori dal setup iniziale? Queste carte speciali entreranno in gioco solo a determinate condizioni, tipo dopo aver completato una quest ad esempio.

Ora detto ciò, senza perdermi ulteriormente all’ interno del regolamento, che sicuramente è molto più esaustivo e ben descritto dei miei deliri da giocatore ( e che potete scaricare QUI in italiano. Il gioco è in inglese, ndr ) vi dico cosa penso di questo titolo.

Rust The AfterWorld Meniac recensione 2

Il piacere di sopravvivere

Sono rimasto piacevolmente colpito da R:TA, non lo nascondo. Nonostante i deck siano precostruiti non si avverte mai quella sensazione d’ impotenza o inadeguatezza e questo è un assoluto plus. Tutto è bilanciato e ogni mazzo contiene tutto il necessario per far si che le azioni possano essere sviluppate senza castrazioni. Non parliamo quindi di un gioco di carte collezionabili. No. Assolutamente no, tutto è a portata di deck base.

Tenete conto che una volta padroneggiato il gioco è possibile costruirsi il proprio deck, rispettando però delle semplici regole di base descritte nel regolamento.

La meccanica dello spostamento e il poter potenziare le skills di alcune componenti in base al loro posizionamento lo rende molto tattico, con conseguente soddifazione in caso di applicazione positiva della skill.

La piccola componente ruolistica si sente e si avverte. La meccanica della ruggine è molto intrigante e dona quel senso di precarietà che mantiene i giocatori sul filo del rasoio.

Anche i combattimenti, se pur semplici nella loro meccanica, risultano soddisfacenti perchè andranno sempre sempre studiati sia in offesa che in difesa. Questo porta a compiere scelte oculate e nulla sarà mai dettato dal caso o dalla fortuna, al netto del drafting di carte. A volte si può azzardare, buttandosi in una quest e lasciando i domini senza difese e quindi facilmente conquistabili ma ripeto, ogni scelta dovrà essere ben ponderata.

Rischiare e sacrificare per ottenere è il mantra che pervade il titolo ad ogni partita.

E poi che dire dell’ artwork, stupendo. Le illustrazioni dei due pack ad opera di John Avon ( North vs Sud ) e Paolo Parente ( East vs West ) sono strabordanti e ben contestualizzate. Un vero piacere per gli occhi. Di contro devo ammettere che le carte, essendo ricche di testo e icone, risultano difficili da leggere in quanto la dimensione del carattere è piuttosto ridotta.

In conclusione vi stra-consiglio l’ acquisto di questo gioco. Intrigante, profondo e con meccaniche molto ben congeniate. Si avverte continuamente tutto l’ amore messo nel progetto dai due autori e questo amore è sua volta ricambiato dai giocatori quando mettono mano alle carte.

Il gioco ha una portabilità assoluta in quanto si tratta di trasportare al massimo 4 deck di carte. Inoltre segnalo la possibilità di espandere il gruppo di gioco buttandosi nell’ Arena mode, un tutti contro tutti a numero illimitato anche se gli autori suggeriscono un massimo di 8 giocatori oppure nella Co-Op mode 2vs2. Per queste modalità c’è un regolamento in addendum specifico ( QUI )

Non ultimo R:TA ben si presta a scenari da torneo.

Giocatelo, amatelo ma soprattutto acquistatelo. Questo gioco merita. Punto.

Augh