Chronicles of Crime: 1900 – La nostra recensione

Semplicemente stupendo. Il gioco è ambientatissimo; i casi sono coinvolgenti e mai banali

Crimini al tempo della Belle Époque

La serie Chronicles of Crime di Lucky Duck Games non ha certo bisogno di tante presentazioni essendosi ricavata un posto di rilievo tra i boardgames a tema investigativo.

In questo articolo vi parleremo di Chronicles of Crime: 1900 ( 1-4 giocatori / età 14+ ), capitolo che appartiene al nuovo filone intitolato ” The Millennium Series “.

1900, già, come l’ anno in cui si svolgeranno gli eventi narrati nel gioco e dei quali saremo chiamati ad investigare nei panni di Victor Lavel, giovane giornalista in una Parigi nel pieno della Belle Époque.

Ci teniamo a sottolineare che nell’ articolo non ci sarà spoiler alcuno e anche le foto a corredo saranno molto sommarie ( alcune prese a questo scopo da Lucky Duck, ndr ), senza alcun dettaglio riferito ai 4 casi che il gioco propone, 5 se si conta anche il caso tutorial.

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Victor Lavel, al lavoro.

Il gameplay è quello ormai rodato dalla serie stessa e per chi fosse a digiuno di questo titolo non possiamo non segnalare che il gioco è fortemente basato dall’ utilizzo di un’ app per smartphone ( gratuita ), senza la quale sarebbe impossibile giocare.

Il flusso è molto semplice: si sceglie il caso che si vuole affrontare, si seguono le semplici istruzioni di setup che consistono nel preparare la scheda Location iniziale, i personaggi di partenza, posizionare i mazzi Evidenze, Evidenze speciali e Puzzle in modo che tutti possano raggiungerli comodamente e la borad degli indizi.

Fatto ciò si avvierà il caso sull’ app e via a capofitto nel mistero.

Cooperativamente, di volta, in volta si deciderà se visitare una location, interrogare qualche personaggio oppure ricercare indizi, quando possibile.

Ognuna di queste azioni sarà veicolata tramite appositi QR Code presenti su ogni carta o scheda da scannerizzare tramite app. Inquadrando quindi il QR Code su una scheda Locazione ci si sposterà in quel luogo mentre inquadrando il QR Code di un personaggio lo si potrà interrogare e quindi di conseguenza inquadrare altri QR Code riferiti ad altri personaggi o Evidenze varie alla ricerca di ulteriori indizi o prove.

Diciamo che un QR Code tira l’ altro, un po’ come i cioccolatini.

Sempre molto intrigante la ricerca di indizi tramite scene riprodotte a 360° che potranno essere visionate solo con lo smartphone oppure tramite appositi occhiali 3D, venduti separatamente. Ogni ricerca avrà un timing di 40 secondi entro i quali cercare più indizi o curiosità possibili nella scena, al fine poi di associarli alle carte evidenze, le quali descrivono macro-categorie, sperando di aver individuato tracce utili.

Ogni nostra azione, interrogatorio o spostamento che sia, consumerà minuti in game. Con il passare del tempo, organizzato in archi temporali di 24h, potrebbero accadere altri eventi oppure i personaggi che abbiamo individuato in una specifica location potrebbero spostarsi. Insomma, il tempo è tiranno e oltre a questo muove anche i fili del gioco rendendolo dinamico.

La verà novità di questo capitolo risiede però nei Puzzle, ordinati in apposite carte, che proporranno sfide differenti tra loro, passando da semplici foto da analizzare a vista a complementi di altre situazioni, fino a sfociare in piccole escape-room.

Lo scopo è quello di riuscire a raccogliere più pezzi possibili del caso entro la mezzanotte, in modo da poter scrivere un articolo “bomba” che in qualche modo aiuti anche la polizia locale.

Pertanto, quando saremo pronti a dare un senso al tutto, torneremo negli uffici del giornale per fare il punto rispondendo a delle domande. In base alle nostre risposte guadagneremo punti che decreteranno il nostro successo oppure il nostro ” non averci capito una mazza”.

Investigare nel 1900 è piacevole?

Che dire, semplicemente stupendo. Il gioco è ambientatissimo; i casi sono coinvolgenti e mai banali. Ogni situazione è costruita in modo molto oculato, con legami celati, piccoli dettagli da carpire sia visivamente che tra le righe di testo.

Anche l’ incipit più banale rivelerà comunque una bella profondità che ci porterà a scavare il più possibile, perchè dare per scontato anche solo un personaggio, senza averlo approfondito a dovere, ci farà perdere qualcosa.

Ma come detto ogni nostra azione farà spendere preziosi minuti e quindi bisognerà anche saper dosare bene le nostre azioni in modo da cercare di concatenarle al fine di arricchire la nostra tesi… insomma…scannerizzare tutto lo scannerizzabile senza un’ idea ben precisa non porterà grandi risultati, d’altronde stiamo parlando di un investigativo.

Viene da se che riuscire a chiudere il caso nel minor tempo possibile aumenterà il punteggio finale.

A livello di materiali non c’è nulla da dire e la qualità è nella media. Le illustrazioni sono molto belle e ricordano i fasti dell’ École de Paris, aiutando non poco l’ immedesimazione.

Il regolamento è chiaro ed esaustivo nelle sue poche pagine. Diciamo che si riesce a giocare fin da subito senza troppi fronzoli a corredo.

La cooperazione è fondamentale ma occhio al giocatore alpha che potrebbe far suo lo smartphone e non lasciare spazio alcuno agli altri giocatori… il rischio è molto alto, sia chiaro. Il consiglio è quello di giocare con un gruppo coeso e aperto allo scambio, oppure in solitario.

Inoltre è fortemente consigliato giocare tutti i casi sempre con lo stesso gruppo di persone in quanto, spesso, ritorneranno collegamenti con i precedenti e quindi avere la consapevolezza di cosa è accaduto arricchirà di non poco l’ esperienza complessiva.

Il comparto narrativo è eccezionale. Usi, costumi, situazioni…tutto è perfettamente calato e contestualizzato, con tanto di rimandi a reali esplosioni culturali e scientifiche che hanno segnato il periodo.

A livello di longevità siamo sempre al solito tasto dolente. Questi giochi, una volta terminati, difficilmente potranno essere rigiocati dalle stesse persone, se non a scopo prettamente dimostrativo. Tenete conto che i 4 casi, tutorial escluso, potranno essere portati a termine in un massimo di 10 ore, prendendola comoda.

Spendiamo qualche parola anche sull’ app che si dimostra solida e ben sviluppata, con il plus che il tutto potrà essere giocato offline. Non abbiamo mai avuti dubbi su un testo o su un passaggio in particolare. Tutto fila liscio a livello di codice.

Consigliato? Assolutamente si. Il periodo storico è molto intrigante, i casi stimolanti e mai banali e soprattutto vi faranno spremere le meningi per trovare quel capello che vi servirà come legante dei vari pezzi.

Di contro, se non amate l’ uso invasivo della tecnologia statene alla larga e magari pensate di dedicarvi all’ altro pezzo da 90 del genere dal titolo Sherlock Holmes: Consulente Investigativo.

Ma attenzione… prima di detestare un gioco per un’ app dategli una chance perchè difficilemente riuscirete a smettere di giocare. Fidatevi.

Importante: anche se trovate la copia del gioco in inglese non fatevi scrupoli in quanto l’ app è in italiano e i materiali di gioco non riportano testo.

A questo punto non vi rimane che farvi un giro su Magic Merchant.

Augh.


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