Il Lupo del Maine – La nostra recensione

I presupposti per lasciare il segno ci sono tutti

Killer Book

“Mi chiamo Simon.
Sono gracile e un po’ testardo, almeno è così che gli altri mi considerano. Ma la verità è che un fuoco mi pulsa in testa da quando TU non ti sei fatto più vivo. Da quel momento il fuoco non mi ha più abbandonato: per calmarlo, devo uccidere. Come? Odio gli uomini che trattano male le donne. Allora io tratto male loro. Sembro calmo, ma sono pieno di desideri oscuri. Sembro innocuo, ma so come farmi temere. Sembro un ragazzo, ma in realtà sono… Il lupo del Maine.”

Oggi vogliamo parlarvi de Il Lupo del Maine, primo volume di una nuova serie di librogame, o meglio Killer Book, edita da Little Rocket Games e Tuga Edizioni.

Il Lupo del Maine è stato scritto e pensato da Maurizio de Angelis, con le illustrazioni di Federica Vommaro.

Tenete bene a mente che si tratta di un diario autobiografico a bivi che vi guiderà all’ interno della mente e dei fatti che hanno portato Simon, Il Lupo del Maine per l’ appunto, a diventare un serial killer, compiendo 3 efferati omicidi.

Ma andiamo con ordine.

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Nella penna del serial killer

Librogame, quindi scelte da compiere paragrafo dopo paragrafo ( 160 in tutto, ndr ).

Nessuna scheda del personaggio, niente prove, niente dadi da lanciare, niente statistiche da livellare… dovremo solo fare scelte, cercando di immedesimarci il più possibile in Simon, quasi empatizzando, al fine di riuscire a scovare più indizi e segreti possibili che ci possano condurre alla fine di questo tenebroso viaggio, ovvero al paragrafo conclusivo del diario che porterà alla luce il motivo per cui è stato scritto.

Pertanto ci troviamo di fronte alla più classica e semplice forma del genere, ma non per questo banale.

La scrittura è coinvolgente, a tratti esagerata, al fine di sottolineare la crudeltà di alcuni momenti. Ci sono eventi che vi colpiranno come uno schiaffo e avrete ben vivido intorno a voi ciò che viene raccontato ( per questo ne sconsigliamo la lettura ad un pubblico di giovanissimi, ndr ).

Le scelte, mai così scontate e ben pesate nell’ economia del racconto, possono essere riassunte come tanti piccoli flash che, passo dopo passo, andranno a costruire un profilo psicologico ben delineato, fragile e … non adiamo oltre, lasciando a voi il gusto di addentrarvi nella mente del Lupo.

Le illustrazioni in bianco e nero hanno quel piacevole mood anni 80 che noi adoriamo in questo genere di opere.

Peccato che tutto finisca ben troppo presto. Nonostante vi troverete a dover tornare sui vostri passi, anche più di una volta, la strada per la conclusione è dietro l’ angolo, vuoi perchè non stiamo parlando di un libro piuttosto vasto di pagine e paragrafi, vuoi perchè una volta iniziata a comprendere la natura del personaggio, alcune decisioni verranno spontanee, portandoci verso la direzione opportuna.

Ma occhio a quanto scritto precedentemente… per riuscire ad empatizzare e compiere le giuste scelte, se poi giuste si possono definire tenendo ben in mente il soggetto, dovrete sforzarvi di diventare anche voi il Lupo.

Solo così godrete a pieno dell’ esperienza proposta.

Siamo ben sicuri che questa serie evolverà, sia in termini di contenuto che di forma. Siamo solo al primo volume, una sorta di introduttivo a quello che possiamo definire un esperimento che ha gettato le basi per qualcosa di esplosivo.

I presupposti per lasciare il segno ci sono tutti.

Augh.


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