The Darkest Tales – La nostra recensione

Avete presente le atmosfere dei giochi di American McGee o i film di Tim Burton?

Sogno o son desto?

Siete pronti ad aiutare lo scorbutico orsetto di peluche Teddy e la fatina lampadina Lucetta a salvare la piccola Alicia dai terribili incubi che malvage creature delle favole stanno creando nella sua mente?

The Darkest Tales, sviluppato dagli italiani Trinity Team, già autori del videogame Bud Spencer & Terence Hill: Slaps and Beans, ci porterà proprio nel regno dei sogni di questa bambina, facendoci incontrare personaggi come Cappuccetto Rosso o Peter Pan, ma sotto una veste cupa, disturbata e angosciante.

Avete presente le atmosfere dei giochi di American McGee o i film di Tim Burton?

Ecco se siete fan di una di queste due cose è molto probabile che apprezzerete The Darkest Tales.

Aiutami Te(ddy)!!!

Il gioco rientra nella categoria dei platform 2D con sviluppo delle abilità del personaggio tramite aumento di esperienza e raccolta di potenziamenti sparsi nei punti più nascosti dei vari livelli.

Non metterei The Darkest Tales nella categoria dei metroidvania tanto in voga in questi anni: è vero, ci sono aree nei livelli che possiamo superare solo dopo aver acquisito alcuni poteri come il salto doppio o lo scatto, ma ritornare in uno scenario, serve soltanto a riuscire a prendere alcuni potenziamenti e a completarlo al 100%, ma durante la mia partita non ho mai avuto la necessità di ritornare in un punto precedente.

Insomma si procede abbastanza spediti lungo le circa dodici ore che ho impiegato per raggiungere i titoli di coda, anche se ho trovato alcuni punti un po’ ostici, causa controlli non precisissimi o elementi dello scenario che non facevano ben comprendere in che direzione dovevo procedere per avanzare, ma nulla di insormontabile.

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Teddy può combattere sia corpo a corpo, con un paio di forbici magiche per attacchi veloci e con un ascia per attacchi potenti, sia con colpi dalla distanza con un arco o un boomerang: una volta sbloccate, ogni arma ha un ramo delle abilità che ci consente di potenziarle per sopraffare i nemici con più facilità.

I checkpoint hanno la forma di specchi dove possiamo scegliere il nostro equipaggiamento e assegnare fino a sei abilità passive tra quelle che riusciremo a scovare nei livelli: io, sinceramente, ho utilizzato quasi sempre le stesse, trovandone alcune più utili di altre, tuttavia è sempre un qualcosa che aggiunge un pizzico di strategia in più.

A proposito di combattimento: l’ho trovato abbastanza semplicistico e con hitbox non sempre impeccabili specialmente con i nemici volanti, con lo scatto unica abilità in grado di farci evitare di essere colpiti. Gli scontri con i boss sono a fasi, con attacchi abbastanza vari e che richiedono l’uso di quasi tutte le armi a nostra disposizione.

Cupo e coccoloso

The Darkest Tales presenta dei livelli quasi del tutto lineari con alcune aree che si sbloccano solo dopo aver ottenuto un potenziamento specifico, ma nulla di veramente intricato.

Il comparto grafico di questi livelli è abbastanza vario con scenari che prendono ispirazione dalle favole ma non solo, con citazioni a personaggi che ho trovato davvero divertenti.

Così come ho trovato davvero godibile il doppiaggio di Teddy, carino e coccoloso come aspetto, ma dalla voce profonda e dalla lingua tagliente (il gioco è doppiato in inglese con sottotitoli in italiano) che è riuscito a strapparmi più di una risata con i suoi commenti.

È sempre un piacere vedere un team italiano creare giochi di buon livello e questo mi fa ben sperare per il prossimo gioco dei ragazzi di Trinity Team, il già annunciato Bud Spencer & Terence Hill: Slaps And Beans 2, che non vedo l’ora di giocare.


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