Dig Dug. Scava, spara, gonfia

dig dug meniac Ho amato, e amo ancora, l’ ultimo mostro rimasto nello stage che tenta di fuggire impaurito…

 

Io sono Taizo Hori, cacciatori di mostri

Non mi dilungherò molto nel parlare di Dig Dug ( Namco – 1982 ) ma voglio farlo perchè è uno di quei giochi che porto sempre nel mio cuore. L’ ho giocato molto, moltissimo.

Ho messo le mie sporche zampe sul cabinato e su diverse conversioni per sistemi casalinghi e la versione che più ho giocato è quella per Commodore 64.

dig dug meniac
Versione Commodore 64

Un gioco semplice, colorato, minimale e mio avviso divertente e sfidante, anche se oggettivamente monotono.

Il nostro eroe, Taizo Hori, dovrà immergersi nel sottosuolo cercando di sconfiggere i mostri che lo popolano. In realtà la tipologia di mostri è veramente esigua.

I nostri antagonisti saranno soltanto due, replicati in più copie ad ogni livello: Pooke e Fygar, il primo che somiglia ad un krapfen con la maschera da sub e Fygar che è un draghetto sputa fuoco.

Taizo scaverà la terra come fosse una talpa meccanica e armato della sua pompa “gonfia mostri ” li dovrà arpionare per poi farli scoppiare come fossero dei palloncini.

Si scava, si spara, si gonfia e si cerca di far piazza pulita stando attenti a non entrare in collisione con i nemici. Tutto qua… semplice, immediato.

All’ interno dei livelli ci saranno anche delle rocce che potremo far cadere in testa ai mostri togliendo la terra che le sorregge.

Pompando l’ highscore

Dig Dug è una gioco di puro stampo arcade dove il nostro unico scopo, oltre a sopravvivere e avanzare di stage è quello di totalizzare il miglior punteggio possibile.

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Versione Arcade

Per fare ciò ci verranno in aiuto alcuni bonus tipo l’ uccisione tramite le rocce oppure alcuni ortaggi o frutti ,e in alcuni casi la navicella di Galaxian,  che appariranno dopo aver fatto cadere le prime due rocce di ogni stage.

Ho amato, e amo ancora, l’ ultimo mostro rimasto nello stage che tenta di fuggire impaurito e va di certo sottolineato che il concetto di gravità applicato alle rocce prima menzionato fu poi la portante di un altro grande classico : Boulder Dash ( magari ne parleremo in un altro articolo ).

E come non dedicare due righe ai deliziosi fiorellini che nella versione da sala giochi e su alcune conversioni segnavano l’ avanzare dei livelli. Adorabili.

Parlando della versione per Commodore 64, che ripeto essere quella su cui ho speso più tempo, posso sicuramente menzionarne la bontà anche se non ha nulla a che vedere con la versione arcade in quanto molto più facile e con una aspect ratio molto differente.

Il gioco sul biscottone è allungato per adattarlo alla televisioni e toglie quel senso di profondità che si godeva nell’ incarnazione padre su cabinato.

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Versione Atari 7800

Forse forse le migliori che ho giocato sono di sicuro quelle su Atari 7800 e NES, molto più fedeli al cabinato sotto molti aspetti.

Quando un titolo, nonostante non sia chissà quale contenitore di spessore, riesce a rimanerti in testa per anni e anni riuscendo a stamparti un bel sorriso in faccia ogni volta che lo rigiochi ha comunque un grande valore.

Sarà un valore prettamente personale ma comunque sia è scattato qualcosa, quel qualcosa che mi ha portato a scrivere di lui.

E allora viva Dig Dug e il suo essere semplicemente arcade.

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