Agony, arte videoludica su Amiga

Agony è arte, non ci piove. Visivamente incredibile, musiche campionate di altissimo livello e un concept di genere che fa piuttosto bene il proprio dovere

Un barbagianni di nome Alestes

Agony, della gloriosa Psygnosis e sviluppato da Art & Magic ( 1991 ), riuscì in qualcosa di straordinario ovvero avvicinare i videogames all’ arte.

Perchè dico ciò? Agony è uno shoot ’em up, uno sparatutto a scorrimento orizzontale dalle meccaniche piuttosto semplici e grezze. Ma quello che colpisce è l’ impatto visivo e sonoro che il gioco sbatte in faccia al giocatore fin dalle primissime battute, senza mai risparmarsi nel corso di tutta la durata del gioco, se pur breve.

La storia, o meglio l’ intro alle nostre gesta narrate in un libro incluso nella confezione del gioco, potrebbe sembrare banale ma alla fine riesce bene nell’ intento di introdurre il giocatore in quello che sarà poi l’ universo di gioco : vestiremo i panni di Alestes, che tramutato nella forma di un barbagianni, dovrà superare alcune prove per riuscire ad entrare in possesso della Forza Cosmica, potere scoperto dal Gran Maestro Mago del Sole Acanthropsis al costo della sua stessa vita. Starà quindi a noi svolazzare per 6 stage cercando di raggiungere la catena montuosa di Krocott in modo da superare la prova ed entrare in possesso della Forza Cosmica.

Il gioco si apre con una intima e struggente main-theme di piano di ben 4:22 minuti ad opera di Tim Wright; un tocco al cuore di ogni gamer. Di contorno alla musica della schermata iniziale una stupenda illustrazione che fin da subito fa sfoggio della qualità del lavoro che ci troveremo ben presto di fronte.

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Agonia solo nel titolo

Il gameplay come già detto è piuttosto canonico e per nulla sconvolgente. Il gioco avviene su un piano orizzontale e potremo muovere Alestes in ogni direzione. Avremo a disposizione dei potenziamenti sia in attacco che in difesa e potremo recuperare delle pergamenne che doneranno al protagonista dei poteri magici da poter utilizzare nelle situazioni peggiori. Questo per poter far fronte ai nemici a schermo ed arrivare sani e salvi alla nostra meta.

Tutto qui, semplicissimo. Anche la difficoltà è ben bilanciata senza mai portare a frustrazione, stato psicologico piuttosto frequente quando di parla di sparatutto. Interessante la scelta di non resettare i potenziamenti acquisiti in caso di perdita di una delle tre vite disponibili ma bensì si perderà un livello di power up, permettendo così di ritrovarsi in una condizione piuttosto equa a livello di offesa/difesa.

agony amiga meniac reviewGraficamente Agony è forse la migliore espressione mai vista su Amiga. Partiamo parlando dei livelli di gioco.

Sono tutti ispiratissimi e curatissimi. Non posso non citare il primissimo stage, con tanto di mare in tempesta e pioggia. Un capolavoro estetico.

Gli sprite sono grandi, ben definiti e molto evocativi e non da meno saranno i boss di fine livello.

Parliamo in definitiva di un mondo di gioco a chiare tinte fantasy con un tocco lovecraftiano. Un sorta di trasposizione di genere di quel pezzo da 90 che è Shadow of the Beast. Devo aggiungere altro ?

Lo sprite di Alestes poi è qualcosa di meraviglioso. Animato alla perfezione rende in maniera perfetta la grazia del volo del barbagianni. Si potrebbe stare ore a guardarlo senza stufarsi. Peccato che la maggior parte dei nemici sia statica, quindi assente di animazioni oppure con minimi accenti di articolazione

Questa staticità è comunque compensata dalla qualità degli sfondi e del parallasse. Ci troviamo di fronte ad un gioco che utilizza ben tre livelli distinti per rendere al meglio lo scorrimento parallattico con tanto di animazioni di alcuni elementi scenografici. A questo aggiungiamo una paletta di colori estesa e un uso perfetto delle sfumature, oltre che a delle stupende immagini a 64 colori firmate Frank Sauer durante i caricamenti tra uno stage e l’ altro. Capolavoro!

E poi le musiche…

Ogni singolo stage è arricchito da musiche che non fanno altro che sottolineare l’ epicità della nostra impresa. Ogni composizione riesce ad accompagnare e coinvolgere il giocatore, catapultandolo in tutto e per tutto all’ interno dell’ atmosfera di gioco.

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Shoot ‘Em Art

Agony è arte, non ci piove. Visivamente incredibile, musiche campionate di altissimo livello e un concept di genere che fa piuttosto bene il proprio dovere, anche se non aggiunge nulla utilizzando un modello di gioco canonico e molto semplice.

Un titolo che, una volta padroneggiato, potrà essere terminato in una trentina di minuti ma che vi ritroverete subito a rigiocare per godere di qualche ulteriore dettaglio che magari vi siete persi a causa della frenesia dell’ azione.

Che dire… imperdibile.

Augh.

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