The Necronomicon Gamebook: Dagon – La nostra recensione

Personalmente trovo questo librogame una perfetta sintesi del modo lovecraftiano di raccontare storie e situazioni al limite dell’ umana ragione.

 

Ho visto oscuri universi spalancarsi

Amiamo Lovecraft e le sue folli storie. Ci perdiamo spesso in giochi che sono ispirati oppure basati sulle opere del maestro di Provicence e non potevamo non tuffarci a testa bassa su The Necronomicon Gamebook: Dagon, librogame edito da Officina Meningi con la collaborazione di Gomma, la creative agency della Scuola Internazionale di Comics di Padova, e Peruzzo Industrie Grafiche.

The Necronomicon Gamebook: Dagon, che da ora in poi citerò con l’ acronimo di TNGD, è un’ opera originale tutta made in Italy che, con il classico incedere di un librogame, presenta molti spunti interessanti.

Innanzitutto parliamo della stesura e del contenuto narrativo. Il libro basa tutte le sue vicende su tre racconti di H.P. Lovecraft e nello specifico Dagon, Il segugio, il Rituale e Kadath. I paragrafi, 90 in totale, che compongono TNGD sono scritti in perfetto stile, ovvero come se fossero usciti dalla penna di H.P. e pertanto ci ritroveremo ad affrontare situazioni che metteranno alla prova la nostra salute e soprattutto la nostra sanità mentale ( in senso figurato s’ intende ) mentre cercheremo di impedire che un antico rituale venga eseguito.

Valentino Sergi, autore dei testi, ha svolto un lavoro encomiabile riuscendo a tessere un intreccio di storie credibili, seppur sintetizzate al massimo, riportando anche stralci delle opere originali. Ci troveremo ad affronatare scelte cruciali, ad affrontare temibili nemici, minacce e a combattere con le nostre sinapsi al fine di salvaguardare quel briciolo di lucidità alla quale cercheremo di aggrapparci con denti e unghie.

Un corsa senza respiro che ci catapulterà tra molte micro vicende e che ci vedrà protagonosti del nostro destino. Se conoscete gli scritti lovecraftiani vi sentirete subito a casa vostra, non c’è ombra di dubbio.

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Carta, dado, matita

Il modello di gioco prevede l’ utilizzo di 1 D6 accompagnato dalle inveitabili scelte che ci troveremo ad affrontare paragrafo dopo paragrafo. Avremo alcuni valori di cui tenere traccia: Volontà, la nostra forza mentale o meglio il nostro equilibrio mentale, Vigore, la forza fisica, Resistenza, i nostri punti vita e infine la Follia che si avvarrà di uno stato progressivo di avanzamento che andrà da equilibrato fino ad arrivare a delirio. Tutti questi valori, oltri agli oggetti che potremo acquisire, saranno segnati e aggiornati in una scheda chiamata Diario.

Si evince fin da subito che ognuno di questi valori inciderà in maniera pesante sugli esiti di ogni nostra scelta e in particolare sui risultati che otterremo al lancio del fatidico dado. Infatti per ogni prova dovremo sommare al risultato ottenuto con il D6 i nostri punti caratteristica di Vigore o Volontà mentre per i combattimenti bisognerà sempre sommare i nostri punti caratteristica, aggiungendo anche eventuali bonus di eventuali equip, e sottraendo al totale il valore di forza dell’ avversario. Il risultato ottenuto andrà poi confrontato con una tabella di riferimento, inclusa in una scheda chiamata Scheda di Combattimento, la quale ci indicherà quanto abbiamo subito e quanto abbiamo causato.

Durante il nostro avanzare all ‘interno dell’ oscurità potremo decidere di riposare per recuperare 3 punti resistenza. Ad ogni nostra sosta dovremo anche lanciare il dado, al quale andremo a sommare eventuali modificatori applicati dal nostro livello di follia. Il risultato ottenuto ci guiderà all’ interno dei paragrafi de “Le Terre del Sogno”, un’ apposita sezione di 10 paragrafi  che ci farà vivere sogni o incubi che poi si ripercuoteranno nell’ iter del nostro viaggio.

Parlando delle illustrazioni non posso che fare un applauso agli autori, Alberto Dal Lago e Jacopo Schiavo, in quanto siamo di fronte a tavole realizzate con cura e passione che colgono in maniera ineccepibile il mood di storie dove culto, orrore, sovrannaturale e antichi poteri ci prendono per mano conducendoci in un tunnel scuro e senza evidente via d’ uscita.

E follia sia

Personalmente trovo questo librogame una perfetta sintesi del modo lovecraftiano di raccontare storie e situazioni al limite dell’ umana ragione. Non sarà facile arrivare alla fine mettendo in tasca il finale ” buono”. Vi troverete a calpestare le pericolose vie di Kingsport per più di una volta, scegliendo strade diverse cercando di resistere il più possibile all’ orrore. Combattere non è mai la scelta migliore e se conoscete bene di cosa sto parlando sapete già che tutto ha una conseguenza nefasta alla quale non si può sfuggire. Siamo uomini, piccoli uomini al cospetto di entità superiori e di innaturale potere. Piccoli uomini, piccolissimi e indifesi di fronte a tali entità …

La caratteristica che più mi ha colpito è stata l’ introduzione de Le Terre del Sogno, una sorta di librogame nel librogame. Una scelta editoriale molto interessante, anche se piuttosto minimale. Di certo un più nutrito numero di possibilità avrebbero ampliato uteriormente il suo ruolo all’ interno dell’ economia generale anche in virtù del fatto che visiterete questa sezione molto spesso, ma comunque rimane un buonisima intuizione che ben si lega al resto.

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Peccato che il libro sia piuttosto breve e aggiungere qualche paragrafo in più, anche solo descrittivo, avrebbe aumentato di certo l’ immersività del giocatore ma a tal pro c’è da dire che la rigiocabilità è molto alta, dettata dal fatto che raggiungere il lieto finale non sarà una passeggiata di salute.

Il prezzo è molto contenuto e ben si sposa con la dimensione “cartacea” del prodotto: con 10 euro vi porterete a casa il libro, aggiungendo 5 euro potrete aggiungere anche un set da gioco personalizzato ( penna, dado e un libretto di 16 pagine contenente anche alcune copie del Diario dell ‘Avventuriero ). Inoltre c’è la possibilità di acquistare il libro in formato ebook al costo di 5 euro.

The Necronomicon Gamebook: Dagon è un librogame che mi sento di consigliare a tutti coloro che sono a digiuno dei racconti di Lovecraft e anche a chi ha voglia di cimentarsi in prima persona con la propria abilità di sfuggire alla follia, o almeno di mitigarla il più possibile. Un libro che si rivolge ad un pubblico maturo che sappia digerire le opprimenti, e mentalmente claustrofobiche, situazioni che riserveranno i vari paragrafi.

Un prodotto di facile accesso che ad ogni modo vi terrà incollati alle proprie pagine, complice anche una buonissima rigiocabilità.

E ricordate: siamo piccoli uomini, piccolissimi e indifesi di fronte a tali entità …

Augh.

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