Dry Drowing – La nostra recensione

Il setting distopico/futuristico della città controllata da mega corporazioni senza scrupoli, chiamata Nova Polemos, fa da sfondo a questa avventura grafica in cui impersoneremo i panni del detective privato Mordred Foley.

Thriller Noir in salsa futuristica

Sviluppare avventure con alla base una storia importante ed originale non è sicuramente facile.

Ormai la contaminazione tra letteratura, cinema e videogames ci ha offerto scenari spesso prevedibili, con trame già vissute, che difficilmente colpiscono a tal punto da rimanere fissati nella nostra mente per sempre.

Dry Drowing, opera prima dell’italiano Studio V, prova sicuramente a coinvolgere il giocatore con una serie di argomenti forti, ma alla fine molte delle tematiche trattate sembrano essere state riprese da diverse altre fonti, risultando un pò banali e poco incisive.

Il gioco comunque risulta più che piacevole, specialmente per quel che riguarda le diverse soluzioni dei casi che dovremo risolvere nei tre capitoli, più un differente epilogo sbloccabile in base alle scelte prese, in cui saremo chiamati ad investigare sul caso Pandora.

La recensione si basa sulla versione Pc, ma il gioco sarà disponibile anche su Playstation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

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Quando la distopia incontra la mitologia

Il setting distopico/futuristico della città controllata da mega corporazioni senza scrupoli, chiamata Nova Polemos, fa da sfondo a questa avventura grafica in cui impersoneremo i panni del detective privato Mordred Foley.

Accompagnato dalla sua assistente Hera Kairis, dovremo aiutarlo a riscattare la propria immagine dopo che, quattro anni prima, aveva finito per far condannare a morte due innocenti.

Il caso Pandora, vede un serial killer uccidere le proprie vittime con modalità che rievocano i miti degli antichi greci ed è proprio il suo ritorno a spingere i due a rimettersi in gioco per rimediare all’errore fatto in passato.

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Non voglio rivelare di più sulla storia ma nelle sette ore circa che ho impiegato per terminare il gioco, non mi sono certo annoiato pur non trovandomi di fronte a qualcosa di veramente originale e mai visto.

Per risolvere i vari casi, bisognerà districarsi tra la raccolta di oggetti, la lettura delle biografie dei vari personaggi e la soluzione di semplici puzzle che porteranno quasi sempre ad un dialogo finale dove dovremo smascherare il colpevole ricollegando tutto quello che avremo scoperto.

Ad aiutarci nelle nostre indagini ci penserà la capacità del protagonista nel riconoscere se i nostri interlocutori mentono, facendo comparire delle maschere dalle sembianze animali sul loro volto.

Avremo tre tentativi, finiti i quali sarà game over e dovremo ripartire dall’ultimo punto di salvataggio.

Incontreremo anche dei bivi narrativi, che influenzeranno lo svolgimento della storia ed il finale, con un riepilogo delle nostre scelte alla fine di ogni capitolo.

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Scala di grigio su sfondo colorato

Dal punto di vista tecnico il gioco si presenta come una serie di schermate fisse a colori con i personaggi completamente in bianco e nero con uno stile acquerello molto gradevole e ben definito.

La mappa permette di spostarsi in diverse location di Nova Polemos, location che sono abbastanza dimenticabili e non colpiscono particolarmente.

Un problema risiede nella schermata dell’inventario e delle biografie che ho trovato scomode da chiudere con troppi click ogni volta che compare un nuovo personaggio o un nuovo indizio.

Anche la possibilità di selezionare porzioni di dialoghi per approfondire la storia poteva essere resa più interessante. Inoltre l’utilizzo sbagliato degli indizi non comporta nessuna penalità riducendosi in un banale prova “tutto con tutti”.

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Per movimentare un pò il ritmo del racconto, gli sviluppatori hanno inserito anche un mini gioco molto semplice che prevede di ruotare delle celle di una griglia in modo da collegarle in maniera corretta, ma sinceramente non è niente di speciale.

Ottime le musiche, sempre adatte ad accompagnarci lungo il corso dell’avventura e sicuramente uno dei punti forti della produzione. Peccato per l’assenza dei dialoghi parlati visto che il filmato introduttivo è stato completamente doppiato in inglese, ma visto il budget della produzione era forse pretendere un pò troppo.

In definitiva consiglio Dry Drowing se si vuole un gioco leggero che fili via liscio in un paio di serate senza però pretendere di trovarsi di fronte ad enigmi o meccaniche di gioco che possano risultare stimolanti per videogiocatori più esigenti.

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