Paradise Killer – La nostra recensione

Paradise Killer si posiziona tra i migliori giochi che ho provato in questo 2020. Un’ esperienza davvero unica nel genere dei giochi investigativi

Elementare, Dies!

Amanti delle avventure investigative ecco il videogame che fa per voi! Uscito un po’ in sordina, questo Paradise Killer si innesta in quel filone di giochi alla Ace Attorney in cui dovremo risolvere dei casi raccogliendo prove e testimonianze dei vari sospettati, prima di giungere ad un vero e proprio processo e riuscire ad accusare i giusti colpevoli.

Disponibile su PC e Switch il titolo sviluppato dai Kaizen Game Works è sicuramente un piccolo gioiellino ed ora vi spiego perché al termine delle circa 15 ore che ho impiegato per giungere ai titoli di coda, Paradise Killer si posiziona tra i migliori giochi che ho provato in questo 2020.

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Grosso Guaio in Paradise

Lady Love Dies è un’investigatrice immortale che è stata esiliata dall’isola di Paradise da circa 3 milioni di giorni, quando riceve una chiamata che la invita a tornare in quanto l’unica in grado di risolvere l’omicidio dell’intero Consiglio.

Il loro tentativo di risvegliare gli antichi Dei alieni è stato improvvisamente interrotto da quella che sembra essere una cospirazione, ma che al momento vede un demone che si è impossessato di un cittadino-schiavo come unico sospettato.

Anche l’isola sta morendo i suoi cittadini (esseri umani rapiti dal “mondo reale”) sono stati sacrificati agli Dei alieni, i suoi servizi rallentati e chiusi, le sue strade abbandonate, mentre l’architetto di Paradise si vanta che la prossima isola raggiungerà finalmente la perfezione. Gli unici personaggi rimasti sono tutti potenziali candidati ai seggi del Consiglio e devono essere tutti considerati sospetti.

Sì, lo so, la trama può risultare strana, ma dopo aver acquisito maggiori informazioni sul mondo di gioco, ci risulterà più chiaro il contesto in cui ci troviamo.

Il bello di Paradise Killer è che ci lascia liberi di esplorare l’isola come vogliamo: si può iniziare il processo finale in qualsiasi momento ed esporre le prove fin lì raccolte, risolvere i numerosi misteri dell’isola e condannare a morte gli imputati.

È possibile tornare dal giudice con pochissime prove e solo una scarsa comprensione di ciò che è accaduto, oppure si può davvero fare un esame approfondito dell’isola e dei suoi abitanti: la scelta è completamente nelle mani del giocatore.

I dialoghi (purtroppo il gioco non è localizzato in italiano, ndr) funzionano come una visual novel con schermate fisse e risposte multiple che a volte sbloccheranno linee di dialogo che ci forniranno nuovi indizi.

Ecco, un piccolo difetto del gioco è la mancanza di un doppiaggio completo che rende noioso e irritante l’ascolto delle varie mini frasi ripetute durante la conversazione: certo si possono disattivare, ma credo si perda un po’ della caratterizzazione dei vari personaggi.

Sound e stile da paura!

La presentazione di Paradise Killer colpisce fin da subito ed è fantastica. L’isola intera ha un aspetto colorato, in stile vaporwave anni ’80, e l’idea del gioco di inserire sprite dei personaggi 2D in un ambiente 3D è affascinante e davvero azzeccato.

E’ presente inoltre il ciclo giorno – notte che rende alcuni scorci davvero suggestivi. Il pezzo forte però è la colonna sonora: composta da Barry “Epoch” Topping, è una miscela di sintetizzatori e influenze pop giapponesi che si sposano magnificamente con l’ambientazione tropicale dell’isola.

Se devo essere sincero, l’esplorazione alla ricerca delle prove o dei collezionabili mi sarebbe venuta a noia presto senza aver avuto come sottofondo brani davvero incredibili e piacevoli da ascoltare; così invece ho esplorato l’isola fino all’ultimo centimetro, fermandomi solo quando non ho avuto più “note” nella schermata del menù dei casi aperti.

Paradise Killer è un’ esperienza davvero unica nel genere dei giochi investigativi. Lascia infatti la libertà ad ognuno di vivere la fase di raccolta degli indizi e delle testimonianze dei personaggi come vuole: la voglia di scoprire il background dei sospettati e chi si cela dietro il terribile omicidio del Consiglio, vi terranno inchiodati fino al processo finale.

E’ lì che dovremo dimostrare di aver svolto un’ indagine impeccabile e scrivere il finale della storia, anche se credo, sarà davvero difficile abbandonare Paradise.


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