Undead Darlings: no cure for love – La nostra recensione

…non mi sento molto di consigliarlo a meno che non vogliate avere tra le mani un gioco molto light con il quale passare qualche momento in attesa che la cena sia pronta

Amore Zombie

Dungeon Crawler, Zombie e Visual Novel.

Potremmo sintetizzare così Undead Darlings: no cure for love, gioco sviluppato da Mr. Tired Media, edito da Sekai Project e che abbiamo provato nella sua versione per Nintendo Switch ( il gioco è disponibile anche su PS4, PC Win, Pc Linux e Mac OS ).

Il tutto ha inizio quando una mattina, al risveglio, Reginald Happenstahnce ( Reggie per gli amici, ndr ), incontra una sua vicina di casa, una coetanea che non ha di certo un bell’ aspetto.

La ragazza è stata infettata e così avrà inizio la nostra avventura alla ricerca del perchè e del come questa sorta di apocalisse abbia avuto inizio. O meglio, sembra proprio che sia stato il padre di Reggie, uno scienziato, ad aver scatenato l’ inferno.

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Old-School

Il gioco si muove sui canonici tratti di un dungeon crawler old-school con leggeri elementi da RPG. Non guideremo mai Reggie direttamente ma avremo nel nostro party alcune ragazze già infette, pronte a farci da scudo nella nostra avanzata verso la verità.

Ogni ragazza avrà naturalmente le proprie skills, da poter gestire, e le proprie modalità di attacco/difesa/supporto. Inizialmente il party sarà composto da due soli PG per poi andare rimpinguare i ranghi strada facendo.

A livello di gameplay tutto è molto classico. Ci si muove per ambienti 3D a mo’ di griglia, si collezionano items, si leggono note, si sbloccano eventi e si combattono creature a dir poco bizzarre.

Il combattimento è a turni e segue un canovaccio già visto e rivisto dove ad intervalli di turno ben precisi, scanditi da un ordine di attivazione, decideremo tramite dei menù piuttosto risicati, cosa fare in base al PG che staremo utilizzando.

Non aspettatevi chissà quale pletora di abilità o perks da sbloccare. Il gioco presenta un set di possibilità piuttosto limitato e quindi la chiave di ogni combattimento sarà quella di utilizzare il party migliore, avendo avuto ben cura di non tralasciare nessun combattimento possibile al fine di avere il giusto livello di esperienza.

Interessante il moltiplicatore di danni previsto. Se si riusciranno ad inanellare colpi su colpi sfruttando le debolezze del nemico allora riusciremo ad avere la meglio in poco tempo.

A livello grafico, beh, nulla di che. Gli ambienti, se pur con un design “labirintico” piacevolissimo, sono molto ripetitivi, con asset che tendono a ritornare soventi e che non permettono di orientarsi a dovere. Per fortuna che il gioco prevede una mappa altrimenti sarebbe stata la fine.

Molto graziose le schermate di caricamento che propongono riproduzioni 8bit degli scontri.

I combattimenti sono divertenti, ma nulla di che. Più che altro quello che spinge ad andare avanti è il design “fuori di testa” dei cattivoni di turno.

Aspettatevi la follia totale con corvi che fumano in atteggiamento da gangster, ominidi di ogni sorta, tazze assassine… insomma… più che un’ apocalisse Zombie sembra di essere nella testa di un pittore surrealista sotto LSD.

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Apocalypse Novel

Apprezzabile la parte Visual Novel che con artworks ben realizzati e che non pesano poi troppo sull’ esperienza complessiva, riesce ad intrattenere il giusto, con tanto di scelte e risposte multiple che andranno ad influenzare l’ affinità all’ interno del party.

La storia. Posso dire che si tratta più che altro di un canovaccio divertente e che svolge il suo lavoro a dovere.

In definitiva, nonostante il nostro incondizionato amore per i dungeon crawler di vecchio stampo ( Dungeon Master ci manchi, ndr ), non mi sento molto di consigliarlo a meno che non vogliate avere tra le mani un gioco molto light con il quale passare qualche momento in attesa che la cena sia pronta.

Augh.


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