The Caligula Effect Overdose – La nostra recensione

The caligula effect overdose meniacUn JRPG molto canonico, con un buon combat system e una buona idea di fondo che di sicuro piacerà agli irriducibili del genere ma che potrebbe far storcere il naso a tutti gli altri.

 

Effeto Caligola

The Caligula Effect è un gioco rilasciato nel 2016 su PS Vita per il solo mercato nipponico. Ecco però che nel 2019 NIS America decide di trasportare il gioco in occidente su PS4, Nintendo Switch, PC con il titolo di The Caligula Effect Overdose e noi ci siamo immersi in questo particolare e al contempo tradizionale JRPG.

Tutto ruota intorno a Mobius, un realtà virtuale dove molte persone si rifugiano in cerca di pace, considerazione e vita virtualmente eterna, persone che nella vita reale hanno subito traumi o soffrono per costante insoddisfazione.

All’ inizio del gioco decideremo se essere un lui o una lei, daremo il nome al nostro personaggio e subito ci troveremo catapultati all’ interno di una sorta di assemblea scolastica dove di lì a poco, a causa di alcune visioni, scapperemo in preda al panico ( siamo già dentro Mobius, ndr ). Scappando incontreremo μ, che si promuncia Mu e così la chiameremo, una virtualdoll che ci darà il benvenuto all’ interno di Mobius. Dopo qualche scambio di battute, o meglio dopo un corposo scambio di battute, inizieremo a fare la conoscenza di altri personaggi principali tra cui un’ altra virtualdoll di nome Aria.

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Facciamo un passo indietro…

Entrando in Mobius le persone vengono private dei loro sentimenti, delle loro emozioni e dei loro ricordi, rendendole succubi di questo mondo fittizio e con il passare del tempo trasformandole in entità vuote completamente dedite alle volontà di Mu.

Una sorta di Matrix, dove la vita reale viene ingoiata da un mondo virtuale fittizziamente perfetto al solo scopo di controllare i pensieri e le emozioni della comunità. Ma a causa di una sorta di bug nel sistema alcune persone riescono ancora ad avere il controllo su se stesse, riuscendo così a vedere con i loro occhi le mutazioni progressive della popolazione di Mobius.

Naturalmente noi saremo una di queste anomalie e insieme ad un altro manipolo di ragazzi, organizzati come una sorta di resistenza chiamata Go-Home-Club, e all’ aiuto di Aria, la quale è intenzionata ad arrestare Mu, cercheremo di soggiogare il sistema, mettendo fine a Mobius e riconquistando così la strada per tornare a casa nel mondo reale. Aria, grazie ai suoi poteri di virtual doll, sarà capace di trasformare i pochi sentimenti, ricordi ed emozioni rimaste in armi, donando così ad ogni membro del party abilità uniche da utilizzare per raggiungere il fine ultimo.

Il modello di gameplay è quello di un classico JRPG. Avanzando il nostro party sarà sempre più cospicuo, progrediremo grazie all’ acquisizione di esperienza portando a termine tonnellate di scontri, acquisiremo nuovo equip e potremo sbloccare e migliorare diverse skill. Nulla di sconvolgente.

Ci troveremo ad affrontare dei livelli disseminati lungo una città virtuale in maniera piuttosto lineare. Progredendo nella storia si approfondiranno i caratteri e i desideri dei personaggi principali che faranno da corredo alla story-line principale ( sceneggiatura di Tadashi Satomi, Persona 2, ndr ) ma non vi aspettate chissà quale profondità.

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Un combat system appagante

I vari livelli, organizzati come grandi dungeon piuttosto anonimi, proporranno obiettivi da portare a termine conditi da combattimenti dalla difficoltà crescente. Prendo la palla al balzo per introdurre il combat system che a mio avviso è l’ aspetto più riuscito dell’ intero gioco. Parliamo di combattimenti a turni,  mantenedo sempre fede alla tradizione dei migliori jrpg, ma oltre alle classiche scelte basate su quale azione intraprendere con ogni membro del party potremo avvalerci di un sistema chiamato Imaginary Chain, il quale ci permetterà di pianificare visivamente ogni nostra azione.

Nel dettaglio ogni personaggio potrà concatenare fino a tre azioni differenti ( per un massimo di 12 azioni divise su 4 membri max ) e si potranno anche posizionare su una linea temporale in modo da attivarle in base alle azioni dei nemici. Una proiezione che permette di attivare attacchi, difese, abilità speciali, contrattacchi e molto altro ancora in base allo svilupparsi dell’ azione. Tutto ciò darà vita a scontri ben organizzati dove inanellare combo devastanti o azioni di supporto massive. Ogni concatenazione vi farà spendere dei punti azione e quindi sarà fondamentale dosarne al meglio l’ utilizzo, e l’ eventuale recupero, in modo da non rimanere a secco nelle fasi più impegnative. Molto molto intrigante, non c’è che dire.

Alla fine di ogni scontro, oltre ai soliti punti esperienza, si potranno guadagnare equip vari che andranno a potenziare i vari aspetti di ogni personaggio. Gli equip potranno anche essere guadagnati aumentando i nostri rapporti sociali con i ben 500 NPC ( dai passatemi questo termine ) che popolano il mondo di gioco. Avete letto bene, 500 NPC.

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In The Caligula Effect Overdose si potrà tentare di approcciare con ogni personaggio che calpesta il terreno virtuale di Mobius, aumentando così il nostro rapporto con loro fino a sbloccare alcune ricompense. A tal scopo si potrà utilizzare una chat in-game chiamata Wire dove, con risposte a scelte multiple, si approfondiranno piaceri e dissapori. Inoltre tutti i nostri progressi saranno visibili su un menù apposito chiamato Casuality Link che riassumerà tutti i vari legami tra le persone virtuali del gioco.

Questo approccio dovrebbe  espandere ed approfondire i vari aspetti legati alle singole individualità. Il che sarebbe anche molto interessante ma purtroppo tutto è troppo sommario e scialbo e se pensate di moltiplicare questo aspetto per 500 potete raggiungere da soli la conclusione.

Graficamente siamo di fronte ad un titolo semplice e pulito. Non aspettatevi chissà quale meraviglia tecnica. Come già detto il gioco è una conversione del titolo uscito su PS Vita e già questo tende a limitare il comparto visivo ma di certo non è stato compiuto chissà quale sforzo per migliorare diversi aspetti come ad esempio le animazioni dei personaggi e il rendering delle texture. Non è che sia proprio da buttare ma tutto risulta troppo spoglio per godere di un impatto visivo degno di nota.

Le musiche invece sono molto gradevoli. Parliamo di puro J-Pop, allegro e ritmato che vi accompagnerà per tutta la durata della vostra avventura ( circa 30 ore di gioco ).

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Un tema importante non basta

The Caligula Effect Overdose è un gioco che focalizza tutto il suo concept sul problema dell’ emarginazione e dell’ estraneazione che portano alla dipendenza e al rifugio in mondi eterei e fuori da ogni contatto sociale.

Il tutto è meritevole di applauso ma purtroppo il titolo soffre di alcuni problemi che non riescono a volorizzarlo al meglio. Parliamo della linearità fino troppo marcata, della curva di difficoltà a tratti troppo sbilanciata che vi porterà ad affronatre sessioni di backtracking molo cospicue al fine di livellare all’ inverosimile il vostro party e di cali di frame e freeze che potevano essere evitati.

Inoltre una sceneggiatura non di certo innovativa, ma comunque sempre attraente, si perde nel corso degli eventi fino a soffrire di una certa crisi d’ identità. Inoltre vi troverete ad affrontare tonnellate di dialoghi, spesso anche piuttosto inutili, che spezzeranno il ritmo di gioco facendovi venire voglia di skippare ogni singola riga di testo alla velocità della luce.

Un JRPG molto canonico, con un buon combat system e una buona idea di fondo che di sicuro piacerà agli irriducibili del genere ma che potrebbe far storcere il naso a tutti gli altri.

Augh.

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