The Ballad Singer, la nostra recensione

Andate di corsa su Steam e spaccate il bottone di acquisto, non ve ne pentirete.

 

 

Librovideogame

Che noi di Meniac! siamo vecchi orsi del gioco cresciuti a forchettate di pixel, miniature, dadi e fantasy di qualsivoglia natura non credo sia una novità per voi lettori.

Negli anni 80, primi 90, siamo stati rapiti dai librogame e dalle avventure testuali. Abbiamo consumato le avventure del buon Lupo Solitario e di Oberon Il giovane Mago, viaggiato per varie epoche grazie alla serie Time Machine, affrontato temibili creature in Advanced D&D, esplorato polverosi e intricati labirinti in Zork oppure cercato una via di fuga in Avventura nel Castello.

Oggi i librogame, dopo anni di assoluto silenzio, stanno tornando più fragorosi che mai ed ecco che anche nel panorama videoludico si affaccia un’ opera che merita di essere giocata da tutti gli appassionati del genere, e non solo.

Sto parlando di The Ballad Singer, gioco sviluppato ed edito dall’ italianissima Curtel Games per PC Windows e MAC OSX.

Il gameplay è quanto di più semplice si possa pensare. Proprio come in un libro game, dopo aver scelto uno dei quattro personaggi disponibili, ci troveremo ad affrontare un’ avventura mastodontica, fatta di bivi narrativi, azioni e conseguenze.

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Il gioco è di chiaro stampo fantasy e i personaggi principali, comprese razze, classi e allineamenti, sono quanto di più consono ad un universo del genere. Calpesteremo il mondo di Hesperia, mondo tratto dall’ universo fantasy dello scrittore Alberto De Stefano e più precisamente il tutto sarà ambientato dopo gli eventi narrati nella Saga dei Kalesin.

Potremo scegliere tra Ancoran, una silfide ranger, Ancalimo, un crudele elfo assassino, Daragast, un bardo guerriero in cerca di riscatto e infine Leon, mago e maestro nel trattare gli elementi, nonchè tiranno in erba. Ogni personaggio avrà un proprio background ben definito.

Questa peculiarità non è cosa da poco e permette di prendere confidenza con il passato di ogni eroe, o antieroe, in modo da capire il perchè di determinati atteggiamenti e modi. Inoltre ognuno di loro avrà un qualche legame con gli altri, vuoi per obiettivi vuoi per legami personali che in diverse occasioni li porterà a scontrarsi, a dividersi oppure soltanto ad incrociare i cammini per poi prendere direzioni differenti. Affronteremo scelte di ogni tipo, dalla strada da prendere fino a combattimenti di vario tipo o addirittura risolvere rompicapi.

Il gioco naturalmente proporrà testo e illustrazioni, il tutto completamente doppiato in italiano o in inglese e posso solo che applaudire per quanto sia ben realizzato . Tutto è narrato con espressività e pathos senza mai scadere nel pressapochismo ( è prevista anche l’ opzione per eliminare il doppiaggio ).

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Diamo i numeri, letteralmemte.

Ma la cosa che più impressiona sono i numeri: 4 livelli di difficoltà, oltre 40 finali differenti, oltre 400.000 parole, ben 1700 storie differenti e più di 400 possibilità di morte. Un kolossal, non c’è che dire.

Tutti queste cifre danno vita ad un’ esperienza profonda e mai banale dove ci troveremo ad affrontare moltissime situazioni differenti dove ogni passo falso potrebbe portare al triste epilogo.

Ma badate bene, ogni personaggio è figlio del proprio destino e sarà proprio quest’ ultimo a giocare un ruolo fondamentale. Avremo a disposizione tot. punti destino, che varieranno a seconda del livello di difficoltà scelto, da poter utilizzare in caso di fallimento. Questo ci permetterà di poter proseguire nell’ avventura scegliendo una strada diversa da quella che ci ha portato alla morte oppure potremo continuare il nostro percorso scegliendo un personaggio differente.

E qui va sottolineata un’ altra grande caratteristica di questo gioco: in caso di switch del personaggio tutte le scelte effettuate dal precedente saranno ben vivide all’ interno dell’ arco narrativo e andranno ad influenzare gli eventi futuri.

Questo concept rende l’ esperienza di gioco pressochè infinita donando tanta dinamicità ad una tipologia di gioco che sulle prime battute potrebbe per molti risultare troppo statica.

E se la storia e i bivi narrativi sono di assoluto spessore non sono da meno le illustrazioni ad opera di Federico Mussetti ( già collaboratore per importamnti case editrici di giochi da tavolo e gdr come Asmodee Italia e Raven Distribution, ndr ). Ogni artwork crea la giusta atmosfera ad ogni singolo passaggio, riuscendo ad immedesimare il giocatore all’ interno della scena.

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Un gioco da acquistare?

Per quanto The Ballad Singer sia un prodotto eccellente non è però rivolto a tutti. Il gioco richiede una buonissima predisposizione alla lettura, e in particolar modo alla letteratura fantasy, e all’ immedesimazione. Giocare The Ballad Singer senza prestare la giusta attenzione ad ogni passaggio non vi darà alcuna soddisfazione e perderete il gusto di immergervi in una sorprendente avventura che si plasma grazie alle vostre decisioni.

Comunque sia io mi sento di consigliarlo ad ogni tiplogia di videogiocatore, indistintamente. Si tratta di un gioco che merita di essere posseduto all’ interno della propria libreria digitale. Un capolavoro senza tempo che si discosta in maniera netta da qualsiasi produzione ad oggi sul mercato con il valore aggiunto di far volare letteralmente il videogiocatore trasportandolo di forza all’ interno di un mondo di gioco complesso e mai banale.

Andate di corsa su Steam e spaccate il bottone di acquisto, non ve ne pentirete.

Complimenti Curtel Games, complimenti!

Augh.

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