Eterea – La nostra recensione

Eterea è un gioco che profuma d’ innovazione. Un titolo che propone un concept profondo e assolutamente ben implementato.


In origine era il Tempo, un tumulto di energie incontrollabili, poi lo Spazio, un tessuto infinito in cerca di un appiglio, poi giunse la Materia come un parassita pronto ad infestare le regole del Gioco. Infine venne lei, sbocciata da una lacrima di luce, che diede origine a tutti gli esseri viventi, ora lei è stata imprigionata dai suoi figli bramosi di potere e tu dovrai liberarla.

Estratto dal gioco

Little ( Big ) Rocket Games

Eterea ( 2-4 giocatori / età 12+ ) è il nuovo gioco dell’ italiana Little Rocket Games, il suo primo big-box game competitivo. Una prova importante con la quale LRG si affaccia sui terreni dei grandi.

Seguiamo il progetto Eterea da più di un anno, da quando i ragazzi di LRG ce ne parlarono all’ edizione del Play 2019.

Siamo quindi entrati in possesso di una copia e dopo svariate partite siamo pronti a sviscerare le nostre impressioni a riguardo.

Vestiremo i panni di Architetti Dimensionali, intenti nel liberare la principessa Eterea che è stata imprigionata proprio dai suoi sei figli in quanto bramosi di potere.

Si parla di un concept che gira intorno a piani dimensionali, spazio, tempo, fisica e elementi. Una corsa contro il tempo che ci farà viaggiare tra fuoco e acqua, cosmo e oblio, terra e vento, cercando di recuperare artifatti e chiavi al fine di liberare Eterea.

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Passeggiata dimensionale

Il setup è piuttosto veloce, con circa 15 minuti saremo pronti a giocare. Come detto ogni giocatore sarà un architetto dimensionale con la capacità “di costruire, realizzare e infondere vita”, in modo da acquisire artefatti.

A questo si aggiunge una carta risoluzione comune ( obiettivo di gioco ), pescata o scelta da una mazzo apposito, che riporterà cosa ottenere per liberare la principessa. Detto così vuol dire tutto e nulla…. ma in estrema sintesi di questo si tratta.

Ogni architetto sarà devoto ad una dimensione particolare ( 6 in tutto ) e sarà ” amico” di un’ altra dimensione, guadagnando vantaggi trovandosi in esse, mentre subirà svantaggi in altre. Inoltre ogni architetto avrà un’ abilità especifica, scelta ad inizio partita da un pool di 3 carte, pescate da un mazzo specifico dal quale, sceglierne una. Ogni Archietto inizialmente avrà anche 4 essenze vitali ( Punti Vita ).

Il gioco si divide in due fasi principali ben distinte:

  • Ci si muoverà all’ interno delle dimensioni cercando di soddisfare requisiti, dettati da carte specifiche, e una volta che ne avremo soddisfatti due si potrà acquisire l’ artefatto specifico della dimensione. Il tutto tenendo sempre conto dell’ obiettivo comune.
  • Si entrerà nello spazio dimensionale dei Boss cercando di sconfiggerli per guadagnare le relative chiavi.

Soddisfare requisiti ci farà guadagnare le relative carte ( max 2 per dimensione ) che potremo utilizzare attivando le abilità delle stesse. Inoltre la loro numerosità determinerà quanti dadi avremo a disposizione per prendere a mazzate i boss.

Per soddisfare i requisiti, e anche per combattere i boss di turno, ci avverremo del lancio di dadi, suddivisi in 3 categorie differenti: dadi Dimensionali, dadi Elementali e dadi Costruttore.

Il nostro successo come architetti sarà dettato dal lancio di un set di dadi specifici che ci permettereranno, “assemblando” determinate sequenze di segni, di realizzare strutture, forme, elementi e anche di viaggiare tra dimensioni, chiudere dimensioni, rimuovere strutture di altri giocatori e addirittura modificare l’ infinito e il tempo.

Ad ogni turno ogni giocatore dovrà obbligatoriamente muoversi di una casella all’ interno della dimensione in cui si trova. Poi dovrà scegliere un set di dadi da lanciare in base a quello che vuole realizzare o fare. Dopo il lancio di dadi opzionalmente si potranno attivare le abilità delle carte. In più, sempre opzionalmente si potrà lanciare un altro set di dadi differente da quello precedente e successivamente attivare altre abilità delle carte.

Il lancio dei dadi avviene in questo modo: si lancia il set e si mettono da parte i risultati utili. Si lanciano quindi i restanti dadi e si mettono da parte altri risultati. Si va avanti così finchè tutti i dadi non sono stati messi da parte o si è raggiuna la combinazione di risultati desiderata. Ma attenzione, ad ogni lancio andrà sempre messo da parte obbligatoriamente un dado, anche se non abbiamo “tirato” nulla di utile.

Alla fine del turno di ogni giocatore il tempo avanzerà di 1 ora sulla relativa traccia. Avremo 18 ore di tempo per tentare di salvare la principessa ma grazie alla possibilità di alterare lo spazio-tempo, potremo mandare indietro, o avanti, le ore. A determinati intervalli temporali si attiveranno degli eventi quali la chiusura di una dimensione, la riattivazione di una carta esaurita a scelta e il guadagnare un’ essenza vitale.

Quando ci sentiremo pronti per affrontare i boss ci tufferemo nella loro dimensione e cercheremo di picchiarli a dovere cercando di comporre la giusta sequenza di dadi, lanciandoli con lo stesso sistema adottato nel nostro perigrinare dimensionale ma con la differenza che ogni risultato “non utile” messo da parte andrà a decurtare un’ essenza vitale, le quali se scenderanno a zero decreteranno la fine per l’ archietetto di turno, escludendolo definitivamente dal gioco. Badate bene però… una volta entrati dai boss non si potrà più tornare indietro.

Se riusciremo a soddisfare quanto richiesto dalla carta risoluzione, prima dello scadere della diciottesima ora, la principessa sarà libera dalle catene che la tengono imprigionata e potremo andare tutti a bere uno spritz in allegria.

Non mi dilugherò oltre nel raccontarvi il flusso di gioco… lascio regole e contro regole al regolamento, perchè lo fa sicuramente meglio di me, questo è poco ma sicuro.

Mi voglio però soffermare su quanti di buono ha da offrire questo titolo…

Piacevolmente divertente e coinvolgente

…trovo Eterea un gioco molto originale. L’ idea di base è quella di portare al tavolo l’ esperienza di un action-rpg videoludico, alla The Legend of Zelda per interderci, dove per poter salvare la principessa di turno dovremo prima recuperare tutto il necessario e poi buttarci senza alcun indugio negli scontri con i boss.

L’ apprendimento delle regole è veloce e dopo un paio di turni tutto scorre liscio. Certo è che sulle prime avrete sempre il regolamento sulle vostre gambe per una rapida consultazione delle possibilità offerte dai dadi ma già a metà delle prima partita potrete metterlo da parte.

Il flusso di gioco è veloce e coinvolgente. Nei primissimi turni Eterea da l’ impressione di essere troppo largo e lento, ma è solo un’ impressione. Dopo poco il tabellone inizierà a popolarsi, le possibilità offerte dalle dimensioni aumenteranno e non si risparmieranno colpi gobbi.

Una volta chiaro ciò che potremo manipolare grazie ai dadi ci sentiremo liberi di fare tutto… letteramente. Insomma in questo gioco si altera di tutto, si crea, si combatte, si interagisce direttamente e indirettamente… una figata.

Ci sono i dadi è vero – e questi sono il core del titolo, non si scappa – e i puristi del gioco “controllato” storceranno il naso ma cè da dire che il sistema dei rilanci abbinato alle abilità dalle carte requisito guadagnate mitiga di molto il fattore fortuna e dona un senso di controllo ben bilanciato e soddisfacente.

L’ artwork è stupendo. La plancia di gioco, di dimensione importante, è ben strutturata e riporta texture e illustrazioni di assoluto pregio. I boss sono ispirati e ben realizzati, come anche la bella principessa che esprime nel suo sguardo dolcezza e speranza. Tutto è al proprio posto, placeholder per carte e artifatti compresi.

Inoltre l’ iconografia è chiara e sono riportati in maniera sintetica anche diverse combinazioni di dadi ed effetti correlati. I materiali sono molto buoni e non posso non mezionare i set di dadi in legno, che personalmente adoro alla follia.

Abbiamo giocato Eterea in massimo 3 giocatori e devo dire che tutto gira sempre benissimo. Certo in due il gioco è più disteso e ci si danno meno spintoni ma risulta essere comunque godibilissimo. In 3 già si sente la pressione dovuta alla limitazione degli spazi e l’ urgenza di riuscire a guadagnare quella specifica carta o artifatto. In 4 poi immagino che il tutto sia molto serrato e gli sgambetti ancora più necessari; 4 architetti nella stessa dimensione iniziano a stare strettini e quindi vuoi che qualcuno non opti per una bella reazione nucleare per fare piazza pulita?

Molto belli e ispirati i flavor riportati sulle carte obiettivo. Si tratta d’ istantanee della principessa, del suo stato emotivo, che riescono nell’ intento di contestualizzare ancora di più il tutto. D’ altronde il giocare con le emozioni è uno dei punti forti di LRG.

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Se proprio devo trovare dei difetti mi sento di segnalare la scatola del gioco che poteva essere leggermente più compatta, rispettando la dimensione della placia ripiegata, la grafica delle carte architetto che poteva essere più ispirata e l’ esclusione del sunto delle combinazioni dei dadi Dimensionali dalla plancia di gioco, visto che ci sarebbe stato spazio per inserirle ( magari in un seconda ristampa, e mi auguro che sia così in quanto significherebbe che Eterea ha riscosso il successo che si merita, gli amici di Little Rocket Games potrebbero valutare di inserirle, ndr ).

Eterea è un gioco che profuma d’ innovazione. Un titolo che propone un concept profondo e assolutamente ben implementato. Come detto si tratta di una sorta di videogame da tavolo dove il farming e il bulding del proprio PG la fanno da padrone.

La componente push-your-luck è ben inserita e bilanciata e le numerose carte risoluzione, a difficoltà crescente, donano una grande rigiocabilità e un livello di sfida a tratti hardcore. E non ultimo il rapporto qualità-prezzo, da non sottovalutare.

Dadi o non dadi vi consigliamo di aggiungere Eterea alla vostra collezione. Non ve ne pentirete assolutamente.

Altro piccolo consiglio: quando non sapete come impiegare il vostro tempo fatevi un giro su Magic Merchant.

Augh.


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