Gravitar: Recharged – La nostra recensione

Fidatevi, dategli una chance.

Il ritorno di un cult

Gravitar è un titolo storico di Atari, rilasciato nel 1982 in versione Arcade e convertito successivamente per Atari 2600. Un gioco che mixava sapientemente il meglio di Lunar Lander e Asteroids, creando così una formula di gameplay appagante quanto difficile; il classico ” easy to learn, hard to master “.

Ecco che nel 2022 prende vita Gravitar: Recharged, sempre ad opera di Atari con la collaborazione di Sneakybox e Adamvision Studios, titolo che riprende a piene mani il concept del gioco originale e lo reimpasta proponendo un’ esperienza più che appagante, sfidante e longeva.

In Gravitar: Recharged, al comando di un’ astronave, dovremo visitare diversi sistemi solari, approdando su diversi pianeti al fine di superare tutte le sfide proposte per trovare la via del ritorno a casa.

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Maledetta gravità!

Il nostro peggior nemico non saranno astronavi e torrette varie ma piuttosto la gravità, che dovremo imparare a domare e che varierà da pianeta in pianeta, costruendo attorno al semplice gameplay di base una profondità strategica non di poco peso.

Naturalmente il gioco si lascia alla spalle la grafica vettoriale, ma non del tutto, ovvero i livelli saranno sempre costruiti su forme simil-vettoriali ma il tutto sarà condito da eccellenti colori pastello come riempimento, con sfondi alieni ben contestualizzati che donano al risultato finale un bellissimo colpo d’ occhio, assolutamente moderno e al contempo minimal.

E’ ovvio che Atari ha inserito diverse nuove opzioni di gioco che vanno da multiplayer locale, classifiche globali, nuovi livelli e potenziamenti della nostra astronave al fine di rendere le nostre esplorazioni più facili, se facili si può scrivere.

Già, perchè Gravitar non era facile al tempo e non lo è nemmeno oggi. Come scritto precedentemente, dovremo fare i conti con la gravità, gestendo la rotazione della nostra navicella e dosando il propulsore per l’ accelerazione e la decelerazione, con lo scopo di fare fuori i nemici, raccogliere item principali grazie al raggio traente ad area e altro ancora, senza andarsi a schiantare contro le pareti rocciose e spigolose dei vari pianeti che visiteremo e schivando i proiettili nemici.

E’ il classico gioco trial & error che vi metterà alla prova ma vi regalerà anche enormi soddisfazioni una volta che avrete il polso della situazione e delle condizioni che pian pianino vi troverete ad affrontare ( non voglio immaginare le imprecazioni del tempo giocando al cabinato, ndr ).

Giocatelo, godetevelo

Sinceramente non nutrivo grandi aspettative ma mi sono dovuto ricredere. Solitamente i reboot di grandi classici tendono sempre a snaturare l’ essenza degli originali, specialmente quando parliamo di titoli che hanno visto la luce negli anni 80/90 ( es. Shadow of the Beast ).

In questo caso però il reboot è di assoluto pregio, godibile e molto fedele al gameplay originale. Se pur trasportato molti anni in avanti, non risulta un concept vecchio e poco funzionale, anzi lo rende quella pecora nera che era necessaria in un parco giochi stantio e poco originale.

Fidatevi, dategli una chance.

Gravitar: Recharged è disponibile per Nintendo Switch, PlayStation 4|5, Xbox One, Xbox Series X|S, Atari VCS, e PC (Steam and Epic Games Store).


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