Perdition’s Mouth: Abyssal Rift ( revisited edition ) – Discesa all’ inferno

Se amate i DC e state cercando un gioco impegnativo, dal carattere forte e che possa allontanarsi dai soliti ritmi da cercatori di tesori e ammazzadraghi allora Perdition’s Mouth è un gioco che vi consiglio senza rimorso alcuno.

La bocca della perdizione

Uno dei giochi che più avevo la curiosità di provare era Perdition’s Mouth ( gioco edito da Dragon Dawn Productions, 1-6- giocatori, età 12+ ). Con il passare dei mesi la curiosità non è scemata, anzi è aumentata talmente tanto da portarmi ad entrare in possesso di una copia di Perdition’s Mouth: Abyssal Rift Revisited Edition in italiano.

Stiamo parlando un dungeon crawler ma non del solito dungeon crawler.

Mi spiego: in Perdition’s Mouth impersonificheremo un manipolo di eroi intenti nell’ addentrarsi in un lungo e periglioso cammino all’ interno di quella che è chiamata la spaccatura abissale, arrivando fino all’ ultima stanza dove bisognerà sconfiggere un antico demone. Il demone è venerato da una setta, cultisti che adorano una sorta di razza insettoide, pronti a tutto per di difendere l’ antica creatura. In qualche modo il modello di gioco potrebbe ricordare il primo Diablo, anche se poi lo svolgersi delle azioni avrà ben poco a che fare con il videogame di Blizzard.

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Partiamo dall’ ambientazione, fiore all’ occhiello del gioco.

PM è un gioco cupo, truce, claustrofobico. Un mix di horror, fantasy e, in piccolissima dose, steampunk. Ci troveremo a scendere sempre più in profondità tramite mappe predefinite piene di nemici, trappole e insidie varie. La grafica del gioco, in tono con l’ essenza del titolo, intimorisce fin da subito il player che si trova al cospetto di orrori di ogni genere, torture, vittime sacrificali, cultisti invasati e creature immonde.

Il setup del gioco è abbastanza rapido. Si sceglie in prima battuta se affrontare un singolo scenario oppure iniziare o continuare una campagna. Si prende quindi la scheda dello scenario scelto dove, oltre che venire narrati gli eventi, verrà anche spiegato in modo molto sintetico come preparare il tabellone ovvero come posizionare nemici, tesori, porte etc etc e le condizioni di vittoria.

Naturalmente ogni giocatore sceglierà il proprio eroe anche se nulla vieta di utilizzarne più di uno per giocatore, anzi è altamente consigliato.

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Hardcore game

Timo Multamaki, designer del gioco, insieme a Thomas Klausner e Kevin Wilson hanno ben pensato di creare un gioco difficile, punitivo e che introducesse meccaniche nuove o almeno poco consone al genere. I personaggi disponibili hanno classi differenti che vanno dal classico tank, passando per il mago e arrivando a figure di supporto. Ma attenzione… non aspettatevi il classico gioco dove si guadagna esperienza e più si va avanti e più il nostro personaggio sarà sempre più forte e temibile. In PM i personaggi non livelleranno, anzi si porteranno dietro le proprie ferite, soffriranno l’ incalzante ostilità degli inospitali abitanti dell’ abisso e necessiteranno l’ uno dell’ altro per riuscire ad arrivare il più lontano possibile.

È praticamente impossibile stare a spiegare in maniera minuziosa il gioco in quanto il regolamento è piuttosto corposo e pertanto mi limiterò a raccontarvi ciò che più mi ha colpito e cosa meno.

In PM ogni eroe avrà i propri punti azione e i propri valori di gittata, difesa, attacco e vita. Fin qui tutto nella norma. Ma già dalle prime battute si intuisce quanto questi valori siano precari. Ogni volta che si subirà un danno i nostri punti vita caleranno di un punto, alterando anche tutte le altre caratteristiche. Inoltre i punti azione dovranno essere spesi per effettuare diverse scelte e operazioni ma non saremo completamente liberi di scegliere.

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Ogni azione possibile è descritta su un’ apposita ruota. Spendendo punti ci si muove in senso orario sugli spazi di questa ruota fino ad arrivare all’ azione che si desidera intraprendere. Ma spesso, se non si è ben coordinati con il gruppo di gioco, si rischierà di trovare lo spazio di destinazione occupato e quindi incapacitati di portare a termine la mossa desiderata per poi scegliere magari qualcosa di inutile al momento. Questa meccanica costringe i giocatori a consultarsi prima di ogni azione, decidendo l’ ordine di attivazione e applicando poi la strategia di gruppo. Anche i nemici utilizzeranno un ruota per le loro azioni in modo da determinare se si muoveranno, se spawneranno o se attaccheranno.

Ora vi aspettereste che io vi parlassi dei dadi vero ? E qui entra in campo un’ altra meccanica non proprio consona ai dungeon crawler. In PM non ci sono dadi. Ogni aleatorietà è confinata in un mazzo di carte chiamato carte responso. Saranno i valori e le icone riportate in queste carte a pesare su l’ esito di attacchi, difese, spawn e approvvigionamento delle riserve nemiche. Oltre a queste carte ogni eroe potrà utilizzare un proprio deck specifico dal quale pescare carte da poter utilizzare prima di ogni azione per migliorare le statistiche di una determinata situazione o abilità. L’ aspetto collaborativo è ulteriormente enfatizzato grazie alla possibilità di boostare l’ azione di un personaggio amico giocando carte in suo aiuto.

Amo l’ implementazione della linea di vista. Tutto bloccherà tutto. Per poter colpire un nemico con attacchi ranged sarà necessario avere il campo visivo libero da altre miniature, ostacoli, muri. Stessa cosa vale per il movimento, ancora più “legato” in quanto non ci si potrà muovere in diagonale. Mi piace molto anche l’ aver previsto delle mappe già rivelate perchè ben si adattano al modello di gioco dove si preferisce pianificare rispetto a quanto presente piuttosto che improvvisare immaginando quello che potrebbe esserci.

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Altra menzione va all’ utilizzo dei terreni pericolosi e dei muri. I primi sono naturalmente una minaccia e spesso tendono anch’essi a minare la salute e le possibilità dei personaggi. Ma possono essere sfruttati a nostro vantaggio. Come ? Durante un attacco melee, a seconda dell’ esito, avremo la possibilità di spingere il nostro avversario.

Spingendolo verso un terreno pericoloso ne applicheremo naturalmente gli effetti mentre spingendolo contro un muro gli arrecheremo immediatamente danno. Immaginate di colpire un insettoide con un colpo di spada per poi schiacciarlo con tutta la vostra forza contro un muro, ponendo fine alla sua esistenza… meraviglioso!

A questo aggiungete porte, saracinesce, tesori, nidi, strettoie, feritoie, veleno, magie, teletrasporto e molto altro ancora e la ricetta per vedere perire malamente i vostri personaggi è servita. Perchè Perdition’s Mouth è un gioco realmente ignorante, passatemi il termine.

La qualità dei materiali, nei 5,3 kg di peso complessivo, è molto buona. Le plance delle varie mappe di gioco sono belle spesse e resistenti come del resto le ruote delle azioni e i token che, fortunatamente, non sono una miriade ma sono il giusto numero necessario. Le numerose carte sono di buona fattura con illustrazioni che sembrano tratte da un qualche grimorio infernale. Come per le carte anche il restante artwork è molto inquietante, compresi gli eroi che in maniera molto dark, e in qualche caso grottesca, escono fuori dai soliti canoni a cui di solito siamo abituati quando c’è di mezzo il fantasy. Le miniature sono di media fattura, nulla da far cadere la mascella ma riempono bene gli occhi una volta che saranno posizionate sul tabellone di gioco.

Molto interessante l’ idea di utilizzare il PVC come materiale in quanto più resistente e facilmente rimodellabile. L’ autore stesso in una nota all’ interno del box spiega che l’ utilizzo del PVC è stato dettato dal fattore memoria di questo materiale e suggerisce come poter riportare alla forma naturale una miniatura che presenta una qualche piccola deformazione.

perditions mouth abyssal rift revisited edition meniacIl manuale di gioco è più che esaustivo e richiederà diverse letture prima di essere compreso in pieno in quanto, oltre alle varie spiegazioni organizzate per fili tematici e alle mille mila icone sparate tra una parola e l’ altra, ogni pagina è piena zeppa di trafiletti laterali che approfondiscono o forniscono esempi. Comunque sia una volta preparato il primissimo scenario, regolamento alla mano, tutto risulterà più chiaro e facilmente assimilabile. È inoltre possibile applicare alcune regole descritte nel regolamento che faciliteranno i giocatori, come il non morire dopo che si è stati infestati per ben due volte ( perchè in PM possiamo essere infestati, successivamente morire e al nostro posto prenderà vita un bell’ insettoide ).

Il gioco prevede diversi livelli di difficoltà che possono essere applicati in modo asimmetrico. Il mazzo responsi, cuore pulsante del gioco, può essere composto in diversi modi combinando insieme le carte comuni, e quindi sempre presenti, ad altre carte suddivise in diversi livelli di difficoltà. In questo modo il range numerico e le possibilità di approvvigionamento delle riserve sarà differente e anche molto più prevedibile, lasciando più respiro a chi vorrebbe affrontare il gioco in maniera più rilassata, anche se le variazioni non saranno poi così tanto marcate e andando avanti di rilassato non ci sarà una beneamata cippa.

Oltre alla difficoltà del mazzo responsi si potrà scegliere il livello di difficoltà dello scenario giocato. Capite bene che questa possibilità di scelta aggiunge non poca longevità al titolo che comunque consta di ben 34 scenari e una modalità campagna che potrà essere iniziata da ben tre scenari iniziali differenti con sviluppi differenti sia a livello di gameplay che a livello di story-telling, anche grazie ai diversi bivi che si potranno scegliere durante la nostra discesa.

Il DC definitivo ?

Ci sono comunque delle cose che non mi hanno poi tanto convinto. Il fattore aleatorietà è molto mitigato ma non assente. Si potranno pescare carte che faranno rimescolare il mazzo e quindi manderanno al bel paese qualsiasi tentativo di memorizzazione e conta dei risultati favorendo a volte la fortuna piuttosto che un’ attenta pianificazione in base al risultato.

Molto spesso vi troverete tutti i fila per un corridoio, con il personaggio davanti che non ha possibilità di movimento oppure si può muovere di pochissimo e perciò passerete diversi turni nel cercare di varcare la soglia e avere campo libero.

Altra cosa che mina leggermente il gameplay è lo scopo di ogni scenario. La maggior parte degli obiettivi finali di ogni scenario sarà quello di raggiungere l’ uscita. Questo tende un pò ad appiattire l’ immedesimazione anche se bisogna tenere sempre a mente che il nostro fine ultimo è quello di raggiungere l’ ultima zona dell’ abisso e pertanto potrebbe essere una scelta condivisibile ma comunque sia piuttosto ripetitiva, complice anche una non altissima varietà di nemici.

Un ultimo appunto va alla traduzione in quanto i testi di alcune carte non sono tradotti come non sono tradotti i testi delle ruote. C’è però da dire che questa mancanza non mina affatto lo svolgersi del gioco in quanto si tratta di testi minimali e facilmente comprensibili anche per chi non mastica l’ inglese ( una carta è in tedesco, ndr ). Di certo questo errore non è imputabile all’ autore/editore ma si tratta chiaramente di un problema di assemblaggio, magari ristretto alla nostra sola copia.

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Una bella sfida

Perdition’s Mouth è un gioco dove si avverte continuamente lo sforzo intrapreso per creare un’ esperienza unica che differisca in qualche modo da altri titoli dello stesso genere. Un gioco difficile dove strategia e cooperazione hanno la meglio rispetto a mazzate sfrenate e looting. Tutto è difficile, dal curarsi al reperire un equipaggiamento migliore. Gli autori hanno previsto un bel pò di situazioni molto intriganti, dall’ attacco tramite una feritoia fino alla scambio di oggetti. Le possibilità di interazione tra giocatori sono molteplici e i tempi morti quasi nulli in quanto tra un’ azione e uno spawn il gruppo s’ interrogherà e parteciperà attivamente ad ogni singola mossa.

Non è un gioco per tutti, questo è chiaro. Vi troverete a ripetere gli scenari più di una volta. Vedrete morire malamente i vostri eroi e spesso vi sentirete inermi dinanzi a quello che vi si prospetterà. Ma è la sfida proposta che vi farà tornare a calpestare le umide e polverose vie dell’ abisso, cercando nuove soluzioni o provando strategie che in prima battuta possono sembrano inutili o poco efficaci.

Per i giocatori testardi e tenaci come me che fanno del fallimento l’ esperienza maggiore per una prossima chance di vittoria è una manna dal cielo.

Se amate i DC e state cercando un gioco impegnativo, dal carattere forte e che possa allontanarsi dai soliti ritmi da cercatori di tesori e ammazzadraghi allora Perdition’s Mouth è un gioco che vi consiglio senza rimorso alcuno.

Augh.

La Revisited Edition di Perdition's Mouth aggiunge 2 nuove mappe, un nuovo eroe, un nuovo mazzo di carte, le carte maledizione, un pack scenario e parole chiave sulle carte ferita.

 

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