Vaporum, la nostra recensione

Un ottimo esempio di come sia possibile riproporre una formula già rodata e abusata negli anni arricchendola di dettagli moderni e donandogli una veste sicuramente affascinante.

Steampunk in stile anni 90

Inizio questa recensione citando due grandi pietre miliari dei videogames, ovvero Dungeon Master e Eye of The Beholder e se lo faccio c’è un motivo più che sensato.

Vaporum, titolo sviluppato da Fatbot Games, incarna lo stile dei sopracitati giochi per calarlo all’ interno di uno scenario prettamente steampunk. Pertanto niente barbari, elfi, maghi o che si voglia ma un normale umano alle prese con un intrigato labirinto formato da stanze, cunicoli e multipli livelli all’ interno di un’ altrettanto straniante torre metallica.

In definitiva parliamo di un dungeon crawler con componente RPG. L’ esplorazione sarà in prima persona e il nostro scopo sarà quello di esplorare in lungo la torre di cui sopra in un’ ambientazione che di fondo ricorda molto gli umidi scenari del glorioso BioShock.

Acqua, metallo e ruggine

Il gameplay è piuttosto classico. Ci si muove su una griglia, casella per casella, cercando di non soccombere alle minacce presenti e risolvendo puzzle. In nostro aiuto avremo una tuta speciale chiamata Exo Rig la quale ci permetterà di equipaggiare diverse armi e diversi strumenti di difesa. Ma attenzione, sceglieremo la nostra tuta dopo pochi passi all’ interno del monolite metallico e una volta indossata la nostra scelta sarà irreversibile.

Potremo scegliere tra soluzioni differenti come un assetto votato al combattimento, alla difesa oppure preponderante all’ utilizzo di strumenti tecnologici. Ogni tuta presenterà diversi rami delle abilità che potranno essere sbloccati salendo di livello acquisendo una risorsa ingame chiamata Fumium, una sorta di metallo molto particolare. Inoltre la tuta ci permetterà di utilizzare diverse abilità come trappole venefiche, fuoco, fulmini, boost alla difesa o all’ attacco e altro ancora.

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Da questo intuite che starà a noi decidere quale build scegliere e questa scelta si ripercuoterà su tutta la durata dell’ avventura ( circa 12/15 ore a seconda di quanto vogliamo perderci all’ interno del gioco alla ricerca di segreti ) dettando i ritmi e i modi del nostro avanzare.

Le armi equipaggiabili saranno di diverso tipo e sarà permesso anche l’ equip dual-wield. Si andrà dalle armi contundenti come piedi di porco e martelli passando alle armi bianche, pugnali e spade, fino ad arrivare a diverse bocche da fuoco.

E i nemici? Già… non possono di certo mancare. In Vaporum ci troveremo ad affrontare strane creature metalliche e non solo. Passeremo da insidiosi ragni robot dalle diverse abilità fino ad arrivare a delle specie di droni passando da creature biologiche e tenaci boss di fine area. Per ogni tipologia di nemico sarà consigliabile l’ uso di differenti armi in modo da minimizzare i danni e cercare di farlo fuori nel minor tempo possibile in quanto gli scontri non saranno poi tanto all’ acqua di rose, anzi; se non staremo attenti ben presto ci troveremo in situazioni alquanto spiacevoli dove l’ unica via d’ uscita sarà la nostra morte oppure la fuga repentina, ove permesso.

I puzzle non saranno mai troppo cervellotici ma comunque in alcuni casi bisognerà aguzzare l’ ingegno.

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Occhi, orecchi e preferenze

Graficamente siamo di fronte ad un buon titolo. Certo gli ambienti sono minimali e molto asettici ma il risultato finale è molto gradevole e riesce in maniera perfetta ad incutere nel giocatore un senso di claustrofobia e pericolo costante. Anche il level design è di buonissima fattura. Le mappe dei livelli sono ampie e ben articolate con segreti da scoprire e molte shortcuts da sbloccare. Anche il comparto audio è svolge bene il proprio dovere con tappeti sonori ed effetti metallici che ben si fondono con l’ universo di gioco.

I comandi al pad – ho giocato la versione PS4 – sono ben distribuiti e si riesce facilmente a gestire tutte le situazioni nonostante qualche azione sia un pochino macchinosa. Di certo giocarlo con mouse e tastiera facilita di non poco sia il movimento sia la selezione degli equip, delle abilità e degli oggetti e interruttori sparsi per le varie stanze.

Da nota il comparto “opzioni”. Praticamente in Vaporum si potranno modificare una moltitudine di aspetti a partire dal livello di difficoltà fino ad arrivare al modello di movimento… insomma c’è pane per tutti i gusti. Diciamo che volendo si possono applicare opzioni per trasformare Vaporum in gioco anni 90 in tutto e per tutto. Lodevole.

Peccato che la narrazione non sia poi tanto approfondita e tende a perdere colpi durante il nostro avanzare. Troveremo molte note e nastri da ascoltare che arricchiranno il folklore intorno alle nostre gesta ma non si riesce mai ad essere rapiti in pieno dal comparto narrativo.

Molto interessante la “mostropedia” selezionabile dal menù principale che oltre a mostrare gli abitanti della torre in tutto il loro splendore, sbloccando le relative voci, man mano che ne verremo a contatto, riassume anche la loro composizione e modo comportamentale. C’è comunque da dire che il gioco è interamente in inglese, parlato e sottotitolato, o se preferite in molte altre lingue tranne l’ italiano. Pertanto è richiesta una buona comprensione dell’ inglese scritto per godere di note e file audio mentre se non volete minimamente interessarvi alla storia allora vi basterà un livello d’ inglese base.

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La cara vecchia scuola

Vaporum è un gioco che gli amanti dei DC old-school potranno soltanto che amare ma mi sento di consigliarlo anche a chi non ha bazzicato polverosi dungeon nei panni nell’ era 8/16 bit.

Un ottimo esempio di come sia possibile riproporre una formula già rodata e abusata negli anni arricchendola di dettagli moderni e donandogli una veste sicuramente affascinante.

Vaporum, insieme a Grimrock e Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk, si pone come un ottimo esponente del genere.

Dategli una chance.

Augh.

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