Battle Princess Madelyn – La nostra recensione

Gli amanti degli action-platform vecchia scuola non devono assolutamente lasciarsi sfuggire questo gioco.

 

L’ amore di un padre in pixel

Mi sono innamorato di Battle Princess Madelyn. Il perchè è presto detto …

Se amate alla follia i giochi che pescano a piene mani degli anni 80/90 e soprattutto siete degli irriducibili amanti del gaming di stampo arcade allora questo è il titolo che fa assolutamente per voi.

È doveroso citare come questo titolo ha preso vita:

La figlia dello sviluppatore Christopher Obritsch ( Casual Bit Games ), per l’ appunto Madelyn, rimase affascinata da Ghouls ‘N Ghost mentre il padre lo stava giocando chiedendogli di ripetere più e più volte alcuni livelli di gioco. Questo amore a prima vista fece scattare la scintilla ed ecco che il buon Christopher decise di mettere mano al codice e creare una versione “moderna” dell’ icona videoludica made in Capcom, dove la protagonista sarebbe stata proprio la figlia Madelyn.

Battle Princess Madelyn meniac recensione 2

Detto ciò passiamo al gioco…

Come detto precedentemente il gioco ricalca le meccaniche e il level design di Ghouls ‘n Ghost, con tanto di animazioni, armature e poteri multipli. La storia divaga dal gioco ispiratore. In questo caso la famiglia della principessa Madelyn è stata rapita da un perfido mago, mago che ha anche ucciso il cagnolino della protagonista, Fritzy.

Due le modalità di gioco previste: Arcade e Story Mode.

La modalità Arcade è divisa in ben 3 sub-modalità , Arcade classico, King Daddy e Boss Rush. Nell’ Arcade classico ci troveremo ad affronatre una serie di stage in pieno stile cabinato, con boss finale da sconfiggere, un boato di nemici a schermo e tante tante morti da collezionare prima di vedere la fine. La modalità King Daddy invece ci farà affrontare il tutto nei panni del Re invece che in quelli di Maddy, variando leggermente il gameplay viste le diverse abilità del protagonista. La modalità Boss Rush invece ci farà affrontare serie di boss.

Giocando la modalità Arcade, in qualsiasi forma la si voglia giocare, si torna veramente nel passato.

Musiche, sfondi, mostri, livelli … tutto è un concentrato di passione e nostalgia. Il modello di gameplay è praticamente identico a Ghouls ‘N Ghost, con tanto di sparo multidirezionale, diversi tipi di armi, boss con punti deboli da individuare, piattaforme di ogni tipo e il classico sistema di danni al protagonista ( il primo colpo farà saltare l’ armatura, il secondo ci ucciderà ). Interessante la possibilità di utilizzare il fantasma del nostro amato Fritzy come fosse una super.

La modalità storia invece si pone in un’ ottica metroidvanesca ( passatemi il termine, ndr ). Affronteremo la stessa tipologia di stage visti nell’ arcade, ma questi saranno più ampi e contorti, con tanto di villaggi, NPC, shortcut da attivare, teletrasporti e zone segrete. Inoltre, mentre nella versione arcade già dall’ inizio saremo in grado di sfruttare tutte le abilità previste, in modalità storia dovremo pian pianino guadagnarle.

Riuscire ad orientarsi nel mondo di gioco non è proprio immediato, come non lo sarà portare a termine le varie missioni secondarie offerte dagli NPC sparsi qua e la.

Una sostanziale differenza, eccezion fatta per la componente esplorativa naturalmente, sta nel modo di gestire le armi. In Arcade potremo impugnare un’ arma alla volta mentre nella modalità storia potremo cambiare arma a piacimento.

Sta di fatto che in qualsiasi modalità vorrete tuffarvi dovrete fare i conti con un gioco che fa del trial and error la sua componente principale.

Graficamente il gioco è ottimo e unisce uno stile retro a molti effetti di contorno che ne “modernizzano” l’ impianto come la pioggia, gli alberi piegati dal vento, i riflessi nell’ acqua e molto altro ancora.

La varietà dei nemici che ci troveremo ad affrontare è molto varia e non poi così scontata. Il level design, specialmente in modalità storia, è contorto e molto spesso sarà proprio lui il nostro vero nemico in quanto per esplorare i livelli, causa una gestione della telecamera non dinamica, ci troveremo a morire  impietosamente.

Inoltre siamo nel territorio del pixel perfect e ogni salto andrà dosato con cura. Spesso sono morto respawnando dopo una trucida morte su affilate fila di punte di metallo soltanto perchè mi sono spostato di un pixel di troppo.

L’ audio è una meraviglia. Musiche ed effetti entrano nel cuore. Segnalo inoltre la possibilità di poter cambiare l’ OST da Orchestrale a Midi in ogni momento ( figata assurda, ndr ).

Battle Princess Madelyn meniac recensione 5

Consigliato?

Sono rimasto piacevolmente colpito da questo gioco.

Battle Princess Madelyn è riuscito a farmi divertire e trasportarmi nel suo mondo pixeloso, pur tenendo conto dei difetti legati al level design e della telecamera.

Però, ed è doveroso un però, in questo tipo di giochi non sarebbe proprio opportuno parlare di difetti ma piuttosto di un’ implementazione veramente old-school che a me non risulta alquanto nuova ma per i giovani gamer potrebbe essere indigesta e sfociare nella frustrazione, complice anche un livello di difficoltà che ben si attesta nei territori dell’ hardcore gaming.

Gli amanti degli action-platform vecchia scuola non devono assolutamente lasciarsi sfuggire questo gioco. Tutti gli altri devono valutarlo attentamente onde trovarsi ad imprecare rabbiosamente dopo l’ ennesima morte a causa di una salto calcolato male.

Augh.

Nota per i lettori: mentre ho scritto questa recensione ho fischiettato continuamente l' immortale tema del primo stage di Ghouls 'N Ghost ad opera di Tamayo Kawamoto.

Battle Princess Madelyn meniac recensione 3

 

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