Morbid: The Seven Acolytes – La nostra recensione

Se siete alla ricerca di un Souls-Like pregno di richiami all’ universo fanta-horror-gotico fateci un pensierino e … occhio ai boss

Un brusco risveglio

Torniamo nei territori dei Souls-like per parlarvi di Morbid: The Seven Acolytes, gioco sviluppato da Still Running ed edito da Merge Games.

Action-RPG a tutto tondo condito da un’ ambientazione cupa e truce con diversi rimandi a visioni di lovecraftiana memoria.

In Morbid: The Seven Acolytes vestiremo i panni dell’ ultimo dei guerrieri di Dibrom con l’ intento di estirpare il male dalle terre di Mornia. Per raggiungere il nostro obiettivo sarà necessario sconfiggere i Sette Accoliti che sono stati posseduti da malvagie entità conosciute con il nome di Gahar.

E come ogni buon Souls-Like che si rispetti e come mamma From ci ha abituato ci troveremo di fronte ad una storia frammentata e fumosa fatti stralci di testo, vaghi indizi e folli personaggi e sempre per rimanere saldi alla tradizione “Souls” la nostra avventura inizierà risvegliandoci in Mornia, senza molti input a corredo.

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Alle armi

Il gameplay è molto classico e strizza l’ occhio a giochi come Bloodborne, quindi necessariamente dovremo prendere confidenza con attacco e roll, alternandoli a dovere senza mai tralasciare la nostra aggressività associata alla tanto temuta stamina. Già perchè subire danni sarà la chiave per infliggerne di molti…quindi non lesinate, ma occhio, molto occhio.

Non mancherà una buona pletora di armi da mischia, distanza e bocche da fuoco. Tra attacchi melee, divisi in attacco rapido e attacco pesante, e ranged avremo modo di sfruttare a pieno le possibilità offerte dal nemico di turno. A questo aggiunte la possibilità di customizzare il potere delle armi, tramite l’ inserimento di Rune, e la possibilità di pararsi.

L’ azione di difesa non sarà eterna e ogni volta che l’ attiveremo durerà per qualche secondo per poi lasciarci scoperti. Sarà quindi obbligatorio scegliere con tempismo quando parare e se verrà fatto al momento giusto si potrà godere del tanto agognato contrattacco.

Spendo qualche riga anche sull’ utilizzo delle Rune in quanto una volta applicate non potranno più essere riutilizzate; potranno essere rimosse ma una volte tolte si distruggeranno quindi anche in questo caso va prestata molta attenzione su cosa potenziare.

Per rimanere in tema Lovecraftiano anche la salute mentale avrà il suo peso nell’ economia del gioco. Più saremo inclini alla follia, a seconda di quanto orrore abbiamo vissuto, e più mostri verranno generati. Riuscire a stabilire un buon equilibrio mentale permetterà di avere la vita più facile, diciamo.

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Veniamo al dunque

La veste grafica è molto convincente con quel piglio pixeloso che non guasta affatto. Molti interessanti i modelli dei nemici e le loro animazioni che sono sempre diverse e credibili. Le boss fight sono assolutamente hardcore e molti boss possono farvi fuori in soli due colpi, giocatore avvisato ….

Sul fronte audio nulla di particolare e memorabile da segnalare, diciamo che si tratta di un contorno e nulla più.

Peccato che le animazioni risultino piuttosto legnose e che spesso i colpi che infliggeremo non saranno sempre precisi e questo a lungo andare causa frustrazione, è innegabile.

Morbid: The Seven Acolytes è un buon gioco. L’ ambientazione è molto intrigante ( gore a più non posso, ndr ), il livello di sfida è alto e anche la storia, se pur abbastanza banale, riesce a convincere, forte dei molti richiami ad una certa narrativa tematica.

In definitiva se siete alla ricerca di un Souls-Like pregno di richiami all’ universo fanta-horror-gotico fateci un pensierino e … occhio ai boss.

Augh.


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